Il 19 Dicembre, negli spazi di GalleriArt nella Galleria Principe di Napoli, si è tenuta una presentazione di Poema Pedagogico di A. S. Makarenko, una delle tappe di “Revolutija”, una rassegna (dal 5 novembre al 5 dicembre) espositiva, allestimenti, iniziative, proiezioni, presentazioni editoriali legate al centenario della Rivoluzione D’Ottobre e alla campagna del P.CARC il Segnale dell’Aurora. Igor Papaleo, Direttore delle Edizioni Rapporti Sociali, ha introdotto il dibattito con un quadro d’insieme del contesto storico e politico in cui il volume fu scritto e pubblicato, dell’educazione sociale collettiva lanciata “all’attacco, sul fronte della scuola, sul fronte del libro, alla testa di tutti i suoi ragazzi” (V. Majakóvskij) presentando la Rivoluzione d’Ottobre non soltanto come “la terra ai contadini e le fabbriche agli operai”, ma anche come il più grande movimento delle masse popolari verso l’istruzione e l’organizzazione collettiva che ci fosse mai stato.

È su questo passaggio che Alberto Fazolo, giornalista e militante internazionalista, esponente del Comitato Donbass Antinazista, ha portato l’esperienza della lotta di resistenza alla restaurazione del capitalismo nell’ex URSS, trattando dell’attuale situazione del Donbass e dell’Ucraina orientale e raccontando come Poema pedagogico, per principi ideologici e criteri organizzativi che se ne traggono, viene a tutt’oggi indicato dai comandanti politici e militari sul fronte del Donbass come “manuale” per l’inquadramento delle nuove reclute durante l’anno di formazione ideologica, politica e organizzativa cui sono sottoposte e nel corso del quale vengono selezionate per raggiungere la prima linea di combattimento.

Eleonora Getman, rappresentante dell’Associazione NIKA (gruppo di volontariato internazionale per il Donbass), sovietica di nascita e ancora oggi “nel cuore”, ha ricostruito il funzionamento del sistema educativo sovietico, organizzato attraverso l’istituzione (nel 1917) del Commissariato del Popolo per l’Istruzione dell’URSS, entro il quale lei stessa si è formata “dal nido all’Università”: un percorso garantito dallo Stato socialista a milioni di bambini e giovani, a titolo completamente gratuito.

Esperienze, quelle raccontate da Fazolo e Getman, confermate e approfondite dai numerosi interventi che le relazioni introduttive hanno suscitato, in particolare quelli delle tante donne della comunità di cittadini ex-sovietici (di varie nazionalità) di Napoli che hanno partecipato all’iniziativa. Interventi dai quali è emerso chiaramente che la storia della colonia Gorkij, il “poema pedagogico” di Makarenko, è esemplare, ma davvero non unico per quel che riguarda lo sviluppo dell’istruzione socialista, pur nelle trasformazioni che l’hanno attraversata nelle diverse fasi della vita dell’URSS fino al suo dissolvimento.

Questa presentazione ha dimostrato l’attualità di Poema Pedagogico, pubblicato per la prima volta ormai più di 80 anni fa (1933) e che trova ancora oggi i riscontri pratici del suo contenuto: nella formazione dei combattenti sul fronte del Donbass, nel valore del metodo pedagogico di Makarenko e dell’istruzione socialista che hanno forgiato fino al crollo dei primi paesi socialisti, e nonostante l’opera dei revisionisti, milioni di cittadini sovietici.

Ulteriore spunto di riflessione suscitato dall’iniziativa attiene alle particolari caratteristiche degli immigrati provenienti dagli ex paesi socialisti: hanno vissuto in prima persona almeno la fase finale della società che non ha eguali nel raggiungimento delle conquiste di civiltà e benessere dalla classe operaia e dalle masse popolari, hanno un legame particolare con il movimento comunista e le loro esperienze anche individuali, personali, sono spesso conferma del bilancio dei primi paesi socialisti che fa la Carovana del (nuovo)PCI, i comunisti italiani possono e devono farne preziosi alleati per la rinascita del movimento comunista.

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