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Campagna per il raddoppio di Resistenza

Compagno P by Compagno P
Luglio 2, 2016
in Resistenza n. 4/2014
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Da questo numero, dal mese di aprile 2014, il prezzo di copertina di Resistenza sale a 1,5 euro e anche gli abbonamenti ordinari passano da 12 a 20 euro. Queste sono alcune misure “commerciali” finalizzate a sostenere il consolidamento del giornale da 4 a 8 pagine. Ma il centro della campagna per il raddoppio è l’aspetto politico, la raccolta di sostegno economico spinto dalle motivazioni politiche. Stiamo raccogliendo sottoscrizioni economiche sotto forma di “abbonamenti sottoscrittore” da 50 euro in su. La raccolta è appena iniziata (marzo) e si concluderà a fine giugno, ma dei risultati più che incoraggianti, importanti, li abbiamo già. Parlando con i numeri: oltre agli abbonamenti ordinari abbiamo raccolto un abbonamento sostenitore (sopra i 20 euro) e 5 abbonamenti sottoscrittore (sopra i 50 euro), di cui in particolare uno di mille euro, di RM di Milano.

Ringraziamo tutti i compagni e le compagne che hanno risposto, stanno rispondendo e risponderanno all’appello a sottoscrivere per il raddoppio di Resistenza, il contributo di tutti è prezioso e determinante. Mentre avevamo più chiaro e rientrava nelle cose aspettarsi di raggiungere l’obiettivo dei 5000 euro tramite 100 abbonamenti da 50 euro (come media), la sottoscrizione di RM di Milano ci ha in un certo senso aperto gli occhi su quanto Resistenza sia uno strumento ben più utile, usato, fruibile, di quanto immaginassimo noi stessi. Badate, RM è un lavoratore, non un ricco possidente o un altro elemento della classe che campa senza lavorare. E 1000 euro sono tanti, per noi e con ogni probabilità anche per lui, come lo sono per tutti i lavoratori, in questa fase soprattutto. E RM non è un compagno della “stretta cerchia” dei collaboratori, dei militanti storici. Gli abbiamo chiesto di motivare la sua decisione e ci ha consegnato il testo che segue, pieno di significato e del tutto privo di retorica.

“Resistenza offre/propone/suggerisce una linea, una chiave interpretativa (marxista – lenista – maoista) di quello che ci succede attorno e che è percepito dai più come “indipendente dalla volontà degli uomini”. In effetti la propaganda di regime fa di tutto per farci percepire le cose come se fossero “calate dall’alto” (mercato, UE, ecc) e non modificabili, come nel suo ambito fa la Chiesa.

Resistenza secondo me si propone il compito, o almeno io cerco di ricavarne questo, di ragionare sul movimento che c’è dietro alle cose (interessi economici, gruppi di potere, ecc.) per “farle scendere in terra” e far ragionare sul fatto che, come tutte le cose umane, sono frutto di scelte che si possono cambiare”.

Ecco, queste parole caricano la sottoscrizione di un significato che supera l’importante “sostegno economico”. E ci inorgogliosisce. Perché il vecchio movimento comunista è stato glorioso, prima di finire deturpato per mano dei revisionisti, proprio in virtù del fatto che è stato per centinaia di migliaia di lavoratori, per milioni di elementi delle masse popolari del nostro paese il principale motore, lo strumento, per l’emancipazione individuale e collettiva; è stato per generazioni di operai e proletari lo strumento con cui comprendere, ma soprattutto trasformare il mondo. E proprio perché in certi casi e in certi posti (in Russia, in Cina…) ci sono riusciti, questa è stata la maggiore dimostrazione pratica della forza delle masse popolari: immensamente più forti degli dei che erano state educate a temere e venerare per millenni, più forti delle classi dominanti che le soggiogavano da secoli, più brave e più motivate a far funzionare un mondo che i padroni portavano allo sfascio e alla guerra. Hanno sfatato con la pratica i luoghi comuni, hanno sfatato le teorie metafisiche millenarie sulla “natura umana” e si sono conquistate un mondo che era stato fino ad allora ostile e infame.

I comunisti di oggi hanno da svolgere lo stesso compito, siamo più deboli organizzativamente, siamo ancora relativamente deboli ideologicamente (cioè dipende da quanto studiamo, elaboriamo, sperimentiamo), eppure abbiamo condizioni generali immensamente più favorevoli dei predecessori.

Ad esempio credenze, miti, superstizioni, arretratezze culturali e morali che solo 150 anni fa erano ben radicate fra le masse popolari, oggi sono ben più rare; le condizioni materiali, morali e il livello culturale delle masse popolari è di gran lunga superiore, in virtù di quel “balzo in avanti” che il movimento comunista, la prima ondata della rivoluzione proletaria, ha fatto fare all’umanità. Per dirne una: il Vaticano fa un gran cianciare, tramite Bergoglio, della “natura umana” che spinge gli individui ad arricchirsi e ad essere individualisti. Fa la parte della coscienza critica della borghesia, che forma gli uomini a essere individualisti e disposti a tutto per arricchirsi. Ma nei fatti concreti ci sono oggi lavoratori, non ricchi possidenti, disposti a “investire” sugli strumenti culturali, politici e materiali attraverso cui elevare la loro comprensione del mondo. E non solo “per il gusto di sapere”, ma per volontà di trasformarlo.

Dicevamo in un articolo del numero scorso (marzo 2013): “In una società in cui ogni ente, autorità, istituzione, agenzia, vi obbliga a versare una parte dei vostri soldi alla causa della corruzione, del parassitismo, dello sfruttamento e dell’intossicazione, potete (ancora) liberamente scegliere di sostenere la causa della costruzione del socialismo in un paese imperialista come il nostro, di contribuire alla lotta per fare dell’Italia un nuovo paese socialista”. Lo ribadiamo. Potete farlo, potete spingere e invitare altri a farlo.

carc

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