[Pisa] Ancora solidarietà a Simone, no alla repressione aziendale!

Domani martedì 27 febbraio si terrà, presso il comune di Pisa, una conferenza stampa sulla lotta per il reintegro di Simone Casella, delegato FILCAMS della Worsp che lavorava a Cisanello e compagno della sezione di Pisa. Saranno presenti l’attuale delegato sindacale della Worsp, il consigliere comunale Ciccio Auletta di Una Città In Comune, un compagno della Segreteria Federale Toscana del Partito dei CARC.

Nelle scorse settimane il giudice Laura Pastacaldi del Tribunale di Pisa ha emesso una sentenza talmente a senso unico che a una prima lettura ci sembrava che fosse stata scritta dall’avvocato dell’azienda: il documento è pubblico e chiunque può andarselo a vedere se ne ha lo stomaco.

La giudice non dice una parola sui trasferimenti forzosi di Simone e di altri lavoratori, che aveva organizzato e si erano tesserati con la CGIL fuori dall’area dell’ospedale di Cisanello (Pontedera, Piombino, Livorno, alcuni anche a Siena..), sull’appalto illecito che il compagno aveva smascherato costringendo azienda e AUOP all’assunzione di tutti i lavoratori a tempo indeterminato e con un giusto inquadramento, non una parola sulle svariate testimonianze in aula dei colleghi e nemmeno sul fatto che Simone era delegato.

Quanto accaduto nell’appalto di AUOP, che è il mandante indiretto degli attacchi repressivi a questi lavoratori, si inserisce in un clima di crescente repressione nel paese, che non si ferma ai cancelli delle aziende ma si espande al paese: lo abbiamo visto bene venerdì scorso nella stessa Pisa, con le manganellate agli studenti minorenni, in perfetto coordinamento con quelle date a Firenze sempre per manifestazioni a sostegno del popolo palestinese che è sottoposto a una rappresaglia di stampo nazista da parte dei sionisti che sempre più ha la forma di un genocidio.

Di fronte a queste prove di mobilitazione reazionaria alimentate a piene mani dal governo di nostalgici del Ventennio che costituisce il governo Meloni, cresce la solidarietà.

Pisa è attraversata da giorni da mobilitazioni, presidi e proteste a sostegno dei ragazzi picchiati e che giustamente chiedono la rimozione del questore Sebastiano Salvo che guarda caso prestò servizio al G8 di Genova del 2001 e da allora ha fatto una bella carriera.. Simone ha ricevuto attestati di solidarietà da tanti gruppi di operai, dalla Piaggio alla ex Perini di Lucca, da partiti come il PRC per cui si è candidato alle ultime elezioni comunali proprio per portare le istanze dei lavoratori nella campagna elettorale, da sindacati di base come la CUB.

Invitiamo chi non lo ha ancora fatto, a cominciare dal sindacato di cui era delegato, la CGIL, gli altri sindacati, le organizzazioni operaie e popolari, a esprimere solidarietà al compagno e sostenerlo nel ricorso legale che è deciso a fare perché l’attacco portato contro Simone è un chiaro monito a qualunque delegato, lavoratore e RLS che intende darsi da fare per difendere diritti e salario. Un attacco che dobbiamo respingere al mittente e proseguire sulla strada del confronto e coordinamento fra lavoratori e delegati, per alimentare il loro legame con il movimento comunista che rinasce e contribuire alla cacciata del governo Meloni e il suo codazzo di speculatori, guerrafondai e servi di NATO, UE e padroni di ogni latitudine.

Per contribuire alle spese legali (Simone è stato condannato al pagamento di quasi 4mila euro per le “spese di lite”, ovvero per aver osato protestare e lottare contro il suo licenziamento ingiusto), potete fare un versamento alla PostePay n. 4023 6010 1657 3453 intestata a Mariangela Nasillo con causale “sostegno ricorso”.

Di seguito le note e attestati di solidarietà, un’arma da imbracciare e usare contro padroni e politicanti di ogni genere!

Gruppo Lavoratori Worsp

Come gruppo lavoratori WORSP siamo rimasti allibiti, ieri, quando abbiamo letto la sentenza (che è pubblica) sul licenziamento del nostro ex delegato CGIL Simone Casella. Si tratta di una sentenza a nostro avviso bugiarda, non tanto perché il giudice ha dato ragione all’azienda, ma per le motivazioni che ha dato e perché prende in considerazione solo i documenti prodotti da WORSP durante tutta la vertenza (oltretutto in modo non corretto). Una vertenza durata oltre due anni (e questa è un’altra vergogna) in cui non sono stati minimamente presi in considerazione i documenti prodotti dall’avvocato difensore, le nostre testimonianze, non viene mai detto che Simone era il delegato sindacale, si tirano fuori questioni che non c’entrano niente con i fatti (anche questi ben discutibili) che hanno portato al licenziamento.

L’unica giustificazione plausibile che diamo a questa sentenza è data dal proseguimento del lavoro sindacale che avviò Simone all’interno dell’appalto AOUP, che ha portato il nostro gruppo prima a strappare il tempo indeterminato per l’appalto irregolare, adeguamenti salariali non indifferenti, e anche a bloccare una gara pubblica nell’ultimo mese perché non c’era clausola sociale (quindi il passaggio da azienda a azienda per chi ci lavora ormai da quattro anni. Quella sentenza, che ci sembra scritta dall’avvocato dell’azienda e che invitiamo chiunque ad andarsi a leggere sul sito del Tribunale, discende da questo e ci lascia molto preoccupati.

Come gruppo di lavoratori ci auguriamo che anche la CGIL, a cui era tesserato Simone e che oggi ha praticamente il totale dei tesserati nelle guardie non armate (anche se nel nostro Gruppo ci sono lavoratori senza tessera) grazie al suo lavoro sindacale, prenda posizione pubblica su questa sentenza, sostenga il ricorso contro questa sentenza ingiusta e si dia il percorso di lotta, che probabilmente è mancato in questi due anni e mezzo, per ottenere il reintegro del nostro collega.

Noi, come abbiamo scritto sopra, siamo preoccupati. Come abbiamo sempre fatto in questi due anni, saremo a fianco di Simone e non ci faremo intimorire da questa sentenza, che crea un precedente grave a favore delle aziende. Se vengono cacciati con questa facilità i delegati sindacali, con motivazioni che sappiamo essere a dir poco pretestuose, se in un tribunale del Lavoro le ragioni e le prove dei lavoratori sono considerate pari a zero come in questo caso, non diventerà sempre più difficile non solo trovare delegati e RLS, ma anche semplici iscritti al sindacato?

PRC Pisa

COMUNICATO STAMPA LA GIUSTIZIA AL SERVIZIO DEL PADRONATO

La sentenza del Tribunale sul ricorso di Simone Casella contro il licenziamento da parte della ditta WORSP, avvenuto circa un anno fa, ci ha lasciato basiti: non solo viene rigettato il ricorso, ma si elencano una serie di episodi in cui Simone, delegato sindacale e dunque riferimento dei lavoratori sul luogo di lavoro, avrebbe abbandonato il suo posto “rendendosi irreperibile”. Le argomentazioni di Simone non sono state prese in considerazione, ma addirittura rovesciate contro di lui: ciò dimostra quantomeno una forte insensibilità del giudici rispetto alle responsabilità di un delegato sindacale in servizio presso una struttura. Alla piena solidarietà che esprimiamo verso Simone Casella, che abbiamo già manifestato candidandolo nella lista di Unione Popolare alle elezioni amministrative per il Comune di Pisa a maggio, aggiungiamo che riscontriamo un pesante attacco ai diritti sindacali, diretti sia contro un lavoratore che contro un delegato sindacale. L’azienda ha mostrato una condotta fortemente antisindacale, manifestando ripetuti attacchi a Simone, come verso altri lavoratori che hanno osato iscriversi al sindacato e hanno tentato di far applicare correttamente il contratto e far valere i propri diritti; la sentenza dimostra altresì che la “giustizia”, con la pretesa neutralità di “attenersi ai fatti”, in sostanza abbia sconfessato completamente il ruolo del delegato sindacale e i diritti del lavoratore, abbracciando pienamente, senza alcuna remora o ragionevole dubbio, la versione dell’azienda e ribadendo così la “giusta causa” nel licenziamento di Simone. Come altri episodi avvenuti nella nostra città, di licenziamenti di delegati sindacali, consideriamo questo licenziamento un licenziamento politico, così come la sentenza che lo ribadisce una sentenza completamente allineata alla versione aziendale. Come Rifondazione Comunista siamo a fianco di Simone, come di ogni lavoratore vessato dai padroni, a cui sono negati i diritti più elementari, l’applicazione corretta di contratti spesso già di per sé vessatori, il riconoscimento del diritto ad iscriversi ad una organizzazione sindacale e a svolgere la propria funzione di delegato correttamente.

Giovanni Bruno Segretario prov.le PRC

Federazione di Pisa

Cartonificio Fiorentino Sesto Fiorentino (FI)

Ci sono molti modi per uccidere la protesta e la lotta. Quelli più palesi, la celere che picchia chi contesta Israele e il genocidio sotto le sedi rai, e quelli più subdoli, fatti di sentenze contro chi s’impegna per ottenere diritti per se e per i propri colleghi. Simone Puskas Casella è uno di questi. Lavoratore worsp, guardia giurata non armata, pagata 4,60 euro lordi all’ora, ha osato ribellarsi e per questo è stato licenziato. La causa che ne è seguita sembra teleguidata dal padrone , arrivando a punire Simone con 4000€ di multa, millantando un concluso rapporto di fiducia tra i 2 soggetti. E quale fiducia ci può essere tra chi ti paga una miseria e chi lavora? Lottare è un dovere. Ed è vero che non abbiamo fiducia in questi prenditori. Ma nessuno li punisce per le condizioni di lavoro proposte, alla pioggia, senza un bagno per pisciare, per 12 lunghe ore. Non si punisce lo schiavista, si punisce lo schiavo.

Questa sentenza puzza di avvertimento verso chi si impegna per condizioni migliori di lavoro, per chi cerca una luce in questo mondo grigio dove poi per le mancanze dei padroni, si finisce per morire. Siamo con Simone. No pasaran.

Sanac Massa

Come operai Sanac portiamo solidarietà a Simone Casella , un operaio come noi che ha perso la causa contro il suo licenziamento, perchè non si è arreso al degrado e alle condizioni sul posto di lavoro.

OPERAI SOTTO ATTACCO

In pochi giorni Stellantis (ex FIAT) ha licenziato con motivi pretestuosi due delegati sindacali, evidentemente considerati troppo combattivi. A Pisa la scorsa settimana il giudice ha negato il reintegro a Simone Casella licenziato da una ditta di sorveglianza. La sua intransigente attività sindacale, nella difesa dei diritti degli operai e nel contrasto ai contratti truffa degli appalti non è stata tollerata. La sentenza fa capire chiaramente che nulla e nessuno si può  mettere nel mezzo alla corsa allo sfruttamento e alla perdita di diritti dei lavoratori.

Si apprende che Simone, secondo le motivazioni del Giudice che ha respinto il suo ricorso, non avrebbe dimostrato abbastanza fiducia nel padrone. Anche quando il padrone paga il tuo lavoro 4.60 euro lordi all’ora con turni di 12 ore giornaliere.

Ecco, bisogna aver fiducia nel padrone che ti sfrutta e ti umilia per un tozzo di pane ammuffito.

Evidentemente la totale subalternità di troppi sindacalisti sta diventando prassi o addirittura norma anche per chi deve emettere delle sentenze. Questo non deve fermarci, anzi, deve rafforzarci perché il licenziamento di Simone è un altro attacco a tutti gli operai che sentono il bisogno di una attività sindacale intransigente e di cambiare questo clima oppressivo verso chi lavora.

Come lavoratori e delegati Sialcobas Piaggio esprimiamo la nostra solidarietà a Simone.

CUB Pisa

Il sindacato di base Cub di Pisa esprime incredulità e rabbia davanti alla sentenza che conferma le legittimità del licenziamento di Simone Casella scaricandogli anche l’onere delle spese processuali. E’ diventato quasi impossibile per un lavoratore impugnare il licenziamento in tribunale sapendo di dovere pagare anche le spese legali, queste norme regressive non solo mirano a depotenziare l’effetto dei ricorsi ma anche a incutere paura e rassegnazione perchè la forza lavoro rinunci a far valere i propri diritti con la minaccia economica. Ci auguriamo che Simone possa far valere le sue ragioni in appello per dimostrare che il suo comportamento non è ascrivibile a una violazione di norme comportamentali o men che mai a negligenza e mala fede.

RSU Valmet (ex Perini) di Lucca

Abbiamo appreso della sentenza di conferma del licenziamento di Simone e ci pare che siamo – tristemente – alle solite !

Quella della repressione antisindacale è la storia di un antico vizio, e come non mai in questi tempi moderni dove il ribasso negli appalti è cosa irrinunciabile ma ben irrispettosa della dignità del lavoro! Mentre alcuni/e nei palazzi si riempiono la bocca di elogi alla Carta, la vita reale nei luoghi di lavoro è la dimostrazione dell’esatto contrario, e il crollo omicida a Rifredi di venerdì scorso e “solo” l’ultima e più tragica conferma di queste affermazioni, dopo più di mille morti sul lavoro nel 2023!

L’altra faccia di quella vita reale è proprio la repressione con cui si realizza un clima intimidatorio per chi vìola il patto di fiducia – a lor dire – con il datore di lavoro, traducendo con tale concetto la colpa di agire in forma organizzata con e per il mandato di delegato sindacale, o a volte addirittura come semplice iscritto – come già conosciamo in altre vicende a noi più vicine.

Quante sviolinate sulla policy di etica aziendale, sostenibilità di quà e di là…, ma quando in nome di una qualità appena più alta circa le condizioni di lavoro si comincia a pretendere qualcosa, la musica prende un altro tono e su qualche lucignolo poco aziendalista bisogna segnare la lezione…e che valga bene per tutti!

Come per tante altre vicende e lotte cui siamo venuti a conoscenza, sosteniamo i lavoratori e lavoratrici nella libertà di qualsiasi appartenenza a sostenere con determinazione vertenze di questa natura, e condividiamo appieno con loro l’irrinunciabilità del ricorso in appello per ribaltare questo inaccettabile verdetto!

Altresì convinti sulla stessa linea che la CGIL locale – organizzazione di riferimento in questo caso – debba supportarlo con decisione, pena lo scoramento e la difficoltà che possono conseguire tra i lavoratori e lavoratrici nel consolidare il presidio RSU-RLS nel non vedere una secca e concreta reazione di fronte ad un atto repressivo così pesante.

RSU Valmet Converting (ex Fabio Perini spa) – Lucca

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