La lotta per il lavoro utile e dignitoso di ieri e gli insegnamenti che servono oggi

Nell’ultimo anno il movimento dei disoccupati organizzati di Napoli – le cui anime principali sono il Cantiere 167 di Scampia e il Movimento 7 novembre – ha compiuto importanti passi avanti nella battaglia per il diritto al lavoro. Ha organizzato una fitta serie di mobilitazioni, blocchi stradali e azioni di lotta. Ha messo in campo un’azione continua di presidio, incalzo e occupazione di sedi istituzionali e palazzi del potere. Ha alimentato una dispiegata attività di coordinamento con le principali forze operaie, popolari, sociali e sindacali del paese: dalla Gkn di Firenze al movimento di lotta per la casa di Roma, dai comitati dei percettori del reddito di cittadinanza ai movimenti contro la guerra come quello di Ghedi, dai comitati ambientali a quelli in lotta per il diritto alla casa e altre variegate esperienze.

Con questa azione e soprattutto via via che ha elevato il proprio ruolo politico, il movimento dei disoccupati ha rafforzato la propria vertenza. Ultimo frutto di questa ampia e dispiegata lotta è il completamento dei corsi di formazione, svolti negli ultimi mesi, dai disoccupati, che dovranno aprire le porte alle future assunzioni. Si tratta di una nuova e ampia conquista di posti lavoro nella città di Napoli che entra oggi nella sua fase “conclusiva”.

Come sempre accade in questi casi, però, tale processo non è lineare. Parallelamente all’azione militante e organizzata dei comitati dei disoccupati da mesi si articolano le manovre dei partiti di regime e dei poteri forti del territorio per sfruttare le conquiste di chi sta lottando per il lavoro a fini clientelari e speculativi. Sono i politicanti del Partito Democratico, di Fratelli d’Italia e di tutti i partiti delle Larghe Intese, sono gli arraffoni di quartiere legati al sistema criminale dei clan e della Curia, sono le anime belle della “Camorra dell’anti Camorra”.

Si tratta di quelle forze che nel corso del tempo hanno remato contro il movimento dei disoccupati attraverso la denigrazione, la repressione, i tentativi di dividerlo. Forze che via via hanno dovuto ingoiare queste assunzioni e oggi cercano in tutti i modi di “normalizzarle”, farle passare per concessioni date da Manfredi, De Luca o il governo, magari ottenute attraverso il buon servigio di politicanti grandi e piccoli, di destra o di sinistra, nel ruolo di intermediari tra chi comanda e chi chiede qualche briciola. Concessioni in cambio delle quali proveranno a corrompere e tirar via il proprio tornaconto.

Oggi la balla che cercano di vendere ai disoccupati è la promessa che se “faranno i bravi” la vertenza si concluderà. Tradotto se non ne fate una questione di ordine politico, se non rompete le palle con discorsi politici contro il governo Meloni e se tenete la lotta dei disoccupati staccata dal resto del movimento di lotta delle masse popolari, vi daremo quello che volete. Parlano così come se non fossero state proprio tutto queste azioni di lotta e mobilitazioni a portare la battaglia fino a dove è arrivata oggi!

I disoccupati organizzati napoletani non devono credere a questa balla! Si tratta di tentativi patetici di nascondere la verità e di dividerli in buoni e cattivi. Il Cantiere 167 e i Disoccupati 7 novembre, come altre esperienze precedenti, stanno dimostrando una volta di più che al di là delle misure repressive e di controllo e al di là della brutalità dell’oppressione che subiscono, le masse popolari non possono essere soffocate. Per quanto il nemico sia forte e fin quando resterà al potere, le masse popolari si ribellano e si ribelleranno.

Questo perché quando le masse popolari si organizzano hanno il potere di decidere come finisce ogni storia. La differenza la fa chi mobilita le masse e per quali scopi! Le organizzazioni e i movimenti popolari o il politicante, lo spicciafaccende di palazzo e il camorrista di turno? La verità è che la vittoria sarà sempre più vicina tanti più i disoccupati ne faranno una questione politica e un problema di ordine pubblico!

Cosa vuol dire? Innanzitutto respingere ogni tentativo di dividere i due principali organismi di lotta dei disoccupati, il Cantiere 167 e i Disoccupati 7 novembre, perché l’unione dei due movimenti è una condizione fondamentale per vincere.

Significa poi applicare sempre di più e fino in fondo il principio che è legittimo tutto quello che va negli interessi dei disoccupati e delle masse popolari anche se è illegale, siano esse occupazioni, blocchi stradali, espropri proletari, scioperi alla rovescia e altre attività simili. Tutte azioni per cui non bisogna aspettare risposte, tavoli e trattative ma tenere sempre alto il livello di lotta e mobilitazione per costruire attorno alla lotta una fitta e ampia rete di alleanze (dai lavoratori delle varie aziende, dagli studenti delle scuole dalla scuola, alle forze sociali del territorio) e di solidarietà di classe.

Significa spingere personaggi pubblici, esponenti politici, dirigenti sindacali, amministratori locali e figure simili a sostenere concretamente la lotta e non legarsi solo ad alcuni ma a tutti quelli che ci vogliono stare. Mettiamone cento contro uno! Significa, infine, mobilitarsi regolarmente e legarsi in maniera permanente e continuativa con il resto del movimento di resistenza del paese che sta lottando per la cacciata del governo Meloni e di tutti i governi diretti dai partiti di regime. Così i disoccupati chiuderanno prima la propria vertenza!

Vincere a Napoli con questa vertenza rafforzerà la fiducia, spingerà avanti tutti i focolai di resistenza e farà fare un passo importante a tutto il movimento delle masse popolari organizzate del nostro paese. Altro che “se fate i buoni vi diamo il lavoro”, fare i buoni significa consegnarsi ai nemici delle masse popolari. Per vincere i disoccupati organizzati napoletani hanno già dalla loro parte un ampio movimento di solidarietà e sostegno, ma non solo.

Hanno dalla loro parte la ricchezza di conoscenze ed esperienze dei movimenti dei disoccupati che li hanno preceduti. Movimenti che hanno scritto pezzi di storia della lotta di classe della città di Napoli e dell’intero paese. Movimenti ancora in lotta per la stabilizzazione definitiva o per la difesa dei posti di lavoro conquistati negli anni. Movimenti che porteranno fino in fondo la propria lotta quando la misura “un lavoro utile e dignitoso per tutti” sarà la parola di un governo del paese espressione delle masse popolari organizzate, un Governo di Emergenza Popolare.

Per avanzare su questa strada e perseguire questi obiettivi la sezione di Napoli nord del Partito dei CARC invita tutti all’iniziativa “La lotta per il lavoro utile e dignitoso di ieri e gli insegnamenti che servono oggi” che si terrà presso il Cantiere 167 di Scampia, venerdì 24 novembre 2023 alle ore 17:30.

Modererà la discussione la segretaria della sezione Napoli nord del P.CARC Fabiola D’Aliesio.

Interverranno:
Omero Benfenati dei Disoccupati del Cantiere 167,
Edoardo Sorge dei Disoccupati 7 novembre,
Luigi Monteleone dei lavoratori ex Bros,
Domenico Panico del Movimento LSU,
Luigi Volpe attivista sociale,
Gennaro Di Gennaro del Sindacato Lavoratori in Lotta,
Pino Guerra Disoccupati Banchi Nuovi.

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