Manifesto Programma del (n)PCI

C'è bisogno di comunisti
che sono e fanno i comunisti!
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Sezione di Reggio Emilia


[Reggio E] Sabato 13 Giugno presidio contro la repressione PDF Stampa E-mail
Giovedì 11 Giugno 2009 19:05
Sabato 13 giugno dalle ore 14.00 in Piazza del Monte (via
Emilia Centro) presidio contro la repressione.

Per i compagni di Modena: appuntamento alle 12.30 (puntuali)
in stazione dei treni

“Resistere alla repressione, farla diventare strumento
di mobilitazione e coesione è possibile e necessario. La
repressione vuole dividere, rispondiamo unendo. Costruiamo
la solidarietà. “

- Nella notte tra il 28 Aprile Reggio Emilia la polizia
spara contro l’auto di alcuni compagni del P-CARC,
colpevoli di aver fatto una scritta antifascista davanti
alla sede di Casa Pound. I compagni vengono portati in
questura e lì tenuti tutta la notte e vengono perquisite
le loro abitazioni.
- La repressione avanza con il procedere della crisi:
arresti, cariche, restrizioni di ogni genere sono strumenti
a cui i governanti ricorrono con sempre maggiore frequenza.
- La repressione, la militarizzazione del territorio non
riguardano più avanguardie di movimento, ma si estendono
oltre.
- Nella stessa linea, si moltiplicano leggi e regolamenti
di chiaro stampo razzista contro le masse popolari

Il 19 Giugno 1986 oltre 300 compagni del PCP prigionieri
nelle carceri del Perù, vennero massacrati dall'esercito.
Da allora, questa data è stata lanciata come Giornata
Internazionale del Rivoluzionario Prigioniero (GIRP). Da
allora, il 19 Giugno e le date a ridosso, sono occasione per
svolgere iniziative contro la repressione, in memoria di
tutti i caduti “nelle mani del nemico” e di
quanti ancora oggi resistono nelle prigioni di tutto il
mondo.
per contatti 
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[Reggio Emilia]La polizia spara contro l’auto di compagni dei CARC PDF Stampa E-mail
Venerdì 01 Maggio 2009 22:46

Reggio Emilia 29 Aprile 2009

 

La polizia spara contro l’auto

 

 

 di compagni dei CARC

 

Nella notte tra il 28 e 29 Aprile a Reggio Emilia si  verifica un grave atto di repressione: alcuni compagni della sezione  P-CARC si trovano di fronte due uomini in borghese (vestiti di nero) e  armati di pistola, i quali non si qualificano come agenti di polizia; i compagni corrono verso la macchina e appena entrati, mentre uno dei due uomini vestiti di nero punta la pistola contro il passeggero accanto al guidatore, l’altro spara verso la macchina bucando una ruota.

Per quale motivo la polizia ha sparato contro una macchina con tre persone disarmate a bordo? I compagni sono accusati di aver fatto una scritta nei pressi di una sede fascista e di resistenza a pubblico ufficiale  per essersi diretti verso la loro auto una volta visti due personaggi armati di pistola che non si sono neanche qualificati. Per quanto cerchino di giustificarsi certi comunicati della Questura, restano i fatti: poliziotti in borghese (non qualificatisi) hanno sparato contro una vettura in cui erano persone disarmate. I compagni sono inoltre stati fermati e trattenuti in questura fino alla mattina successiva senza la possibilità di contattare  la famiglia. Al fermo sono seguite le perquisizioni nelle case dei compagni, fatte con la volontà di intimorirli. Dalle perquisizioni di case e auto sono stati sequestrati materiali politici consistenti in opuscoli, copie di Resistenza e un passamontagna. Il fatto che il comunicato della questura parli di esito positivo della perquisizione dimostra come non cercassero altro che fare intimidazione.

 

Questo attacco costituisce  un salto di qualità della repressione a Reggio Emilia ma non è un episodio isolato. Negli ultimi mesi già si erano verificate intimidazioni contro compagni dei CARC e di altri collettivi, fino ad arrivare alle manganellate contro i manifestanti il 19 Aprile scorso.

Questo episodio di repressione va visto nel complesso degli attacchi alle condizioni di vita  e di lavoro delle masse popolari: lo stato attacca sempre di più il diritto alla casa, lavoro e servizi e ricorre alla repressione per mettere a tacere quanti non vogliono rassegnarsi a questa situazione. Per questo, vogliono eliminare il diritto di sciopero, i Contratti Collettivi Nazionali di Lavoro, il diritto di manifestare. Per questo motivo la borghesia dà carta bianca alle forze della repressione ed in particolare alle componenti più reazionarie. Per questo motivo  succede che un poliziotto si senta legittimato a sparare contro persone disarmate.

 

Il progetto di presentare al comune di Reggio Emilia la Lista Comunista per il Blocco Popolare di cui fanno parte i compagni, una lista indipendente e formata da giovani, lavoratori, studenti, disoccupati è sicuramente  scomodo per una serie di poteri e politicanti cittadini.

La nostra “democrazia” non tollera che qualcuno si organizzi per difendere gli interessi delle masse popolari.

Rivendichiamo gli spazi e diritti politici conquistati dalla resistenza !

 

Portiamo solidarietà ai compagni colipiti da questa azione repressiva  mandando mail e comunicati a Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo. !

Invitiamo i comunisti,  i sinceri democratici e gli antifascisti a prendere posizione pubblicamente su questo grave atto repressivo!

Costruiamo a Reggio Emilia una assemblea contro la repressione che leghi e rafforzi i militanti politici, i cittadini, i migranti per contrastare la deriva autoritaria in atto e per la difesa dei diritti!

Costruiamo un Governo di Blocco Popolare!

 

Partito dei Comitati di Appoggio alla Resistenza per il Comunismo (CARC)

 

Sezione di Reggio Emilia

 

Tel. 339-5709561  email: Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo.

www.carc.it

 
[Reggio Emilia] Video Irruzione in consiglio comunale del 26/1/09 PDF Stampa E-mail
Sabato 25 Aprile 2009 00:38
Video  e montaggio sezione Reggio Emilia e Federazione Emilia Romagna
 
[Reggio E.] Presentazione Lista Comunista: GIOVEDÌ 09 APRILE 2009 C/O SALA 4°CIRCOSCRIZIONE PDF Stampa E-mail
Martedì 07 Aprile 2009 14:36
Reggio Emilia, 06/04/2009
Il Partito dei CARC è lieto di annunciare la presentazione della LISTA COMUNISTA – per il
Blocco Popolare, una lista di lavoratori, operai, disoccupati, pensionati e studenti che vuole
irrompere nel teatrino della politica di palazzo, della politica borghese.
La Lista Comunista è una lista che vuole essere alternativa all'asse PD-PDL che ha portato il conto
della crisi ai lavoratori, con il susseguirsi di politiche di lacrime e sangue che le masse popolari
stanno subendo in questi anni.
Abbiamo fatto appello a tutta la sinistra (PRC, PDCI ecc) per presentarci uniti, con un programma
concreto, attendiamo ancora una risposta da parte di chi si dichiara difensore dei diritti dei
lavoratori e delle masse popolari, ma sembra che siano più interessanti le poltrone di palazzo
piuttosto che creare le condizioni per una vita dignitosa per tutte le masse popolari!
L'appuntamento per la prima riunione è per:
GIOVEDÌ   09  APRILE  2009 C/O SALA 4°CIRCOSCRIZIONE (via Ghandi) alle 21
Vi aspettiamo numerosi!
 
[Reggio E] All’aggressione fascista si aggiungono pressioni e depistaggi di stato PDF Stampa E-mail
Domenica 08 Marzo 2009 11:55
 

In data 7 marzo, una notizia dell'ANSA, riferisce che il ragazzo vittima dell'aggressione fascista di qualche mese fa avrebbe smentito  tutto dicendo che l’aggressione razzista di alcuni fascisti di Casa Paund, non sarebbe mai avvenuta. Se il ragazzo aggredito dai fascisti ha veramente smentito l’accaduto, dopo essere stato “contattato”dalla Questura è l’ulteriore conferma di come alcuni pezzi delle Autorità competenti utilizzano in modo sistematico intimidazioni e minacce allo scopo di proteggere i fascisti e di nascondere o giustificare le loro azioni squadristiche che servono alla borghesia per creare un clima intimidatorio nei confronti di chi, tra le masse popolari, non ha più intenzione di chinare la testa di fronte all’eliminazione sistematica dei diritti e delle conquiste di civiltà e benessere.

Il nostro partito, a seguito di un comunicato di denuncia dell’Assemblea Antifascista Reggiana, aveva diramato un comunicato in cui denunciava gli attacchi fascisti alla nostra sede di Reggio e solidarizzava con il ragazzo  aggredito condannando duramente l’operato dei fascisti sul nostro territorio. Il giorno seguente la denuncia pubblica del nostro partito, la Questura reggiana aveva avviato la sua opera di pressione ed intimidazione chiamando in questura nostri compagni per accertamenti e contattando la padrona del locale dove aveva sede la sezione del nostro partito, per avvisarla del rischio che avrebbe corso nell’affittare ai comunisti uno spazio dove riunirsi. Subito dopo la padrona del locale ha ritirato la disponibilità dello spazio..

L’obiettivo della questura quindi è chiaro: creare un clima di tensione tale con il quale fare terra bruciata attorno ai comunisti e con lo stesso  sistema hanno anche fatto in modo che il ragazzo aggredito si trovasse costretto a ritrattare negando l’aggressione razzista subita. Dai fatti dell’11 Marzo, a quelli di Bergamo, a Reggio è il solito copione: una parte dello Stato interviene in soccorso dei fascisti, attaccando gli antifascisti. Lasciano che impunemente questi nipotini di torturatori e stragisti aprano le loro sedi inneggianti al fascismo dalle quali partono per le loro aggressioni squadristiche e dall’altra parte coprono la loro opera incostituzionale ribaltando la posizione degli aggrediti in aggressori.

Non ci sono dubbi sull’attività dei fascisti  a Reggio dall’aggressione razzista, alle scritte minacciose contro i CARC , alle loro scorribande davanti alle scuole reggiane .

Non ci sono dubbi su come i fascisti a Reggio godano di importanti coperture e appoggi sia nei partiti del centrodestra (le prese di posizione di alcuni di loro nei giorni scorsi parlano chiaro) sia negli apparati repressivi.

Quanto sta avvenendo è un chiaro indice della situazione politica italiana: i fascisti sono liberi di compiere le loro “prodezze” e guai a chi denuncia pubblicamente la situazione. Questo Governo, mentre attacca il diritto di sciopero, i Contratti Collettivi Nazionali, i diritti e le condizioni di vita delle masse popolari, parallelamente agisce con la repressione e con la disinformazione contro quanti, come noi, decidono di non restare in silenzio di fronte a questa situazione.

Di fronte a questo scenario è necessario che ogni sincero democratico e ogni antifascista prenda una posizione chiara e inequivocabile in difesa dei valori della Resistenza. E’ un dovere di ogni cittadino! E’ il dovere di chi, seduto tra i banchi degli organismi elettivi deve difendere la Costituzione nata dalla Resistenza e contrastare qualsiasi forma di fascismo e  di razzismo. Se gli eletti in Comune, in Provincia, in Regione possono stare seduti sulle loro poltrone a svolgere “democraticamente”il loro mandato elettorale, lo devono al sacrificio delle centinaia di migliaia di donne e uomini che hanno fatto la Resistenza e con la loro vittoria sui fascisti,m hanno permesso che il nostro Paese divenisse una Repubblica democratica.
 
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