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Il 22 dicembre 2010 si terrà a Bologna l’Udienza Preliminare per l’inchiesta “Caccia allo sbirro”

on . Postato in Archivio comunicati 2010

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Presidio di solidarietà ai compagni inquisiti
22 dicembre, Bologna - piazza Nettuno dalle 9

Invitiamo sin da ora tutti a partecipare al presidio che quel giorno sarà indetto per protestare contro il processo che il PM Morena Plazzi sta cercando di orchestrare nei confronti di Angelo D’Arcangeli (membro della Direzione Nazionale del Partito dei CARC), Vincenzo Cinque (dirigente nazionale del Sindacato Lavoratori in Lotta), Romano Rosalba (dell’Associazione Solidarietà Proletaria) e Fabrizio Di Mauro, accusati di aver promosso la vigilanza democratica e di aver collaborato a rendere noti volti di agenti di polizia attraverso la pubblicazione di foto sul sito realizzato dal (nuovo)Partito comunista italiano

Invitiamo chi ancora non lo ha fatto a firmare l’Appello “Estendere e rafforzare la vigilanza democratica”, che ha già raccolto adesioni importanti da parte di tanti singoli, dal mondo della politica, della cultura, del sindacalismo e dell'associazionismo.

L’appello può essere sottoscritto mandando una mail a Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo. oppure on line sul sito “Caccia all’abuso” http://www.cacciallabuso.net/ aperto  dai 4 compagni indagati, costituitesi in comitato, in risposta alla montatura giudiziaria messa in piedi contro di loro.

Vi invitiamo inoltre a leggere il comunicato Dieci, cento, mille siti “Caccia allo Sbirro”! Dieci, cento, mille Wikileaks! pervenuto alla nostra mail, nel quale il (n)PCI, ideatore del sito incriminato spiega i motivi per cui è giusto “lanciare su scala più grande la lotta contro sbirri, spioni, infiltrati, provocatori, torturatori e delinquenti di Stato!” ed esorta alla solidarietà con i compagni che si vorrebbe mandare a processo.

APPELLO A SOSTENERE CHI E’ INQUISITO PERCHE’ DIFENDE LE LIBERTA’ DEMOCRATICHE

  • ESTENDERE E RAFFORZARE LA VIGILANZA DEMOCRATICA
  • REALIZZARE LA COSTITUZIONE
  • SMASCHERARE E DENUCIARE I PICCHIATORI, I PROVOCATORI E I LORO MANDANTI, RENDERE NOTI I LORO VOLTI E NOMI
  • SBARRARE LA STRADA ALLA DERIVA REAZIONARIA

Nel nostro paese Berlusconi e tutta la destra più eversiva e criminale sta tentando di spazzare via quanto resta dei diritti e delle libertà democratiche sancite dalla Costituzione nata dalla Resistenza antifascista e di instaurare un regime autoritario che attui la linea dettata da Marchionne (“la lotta tra padroni e operai non esiste più, dobbiamo essere uniti contro il resto del mondo”): leggi razziali, nuovi campi di concentramento (CIE), politica dei respingimenti, distruzione di campi rom, coprifuoco, cariche al presidio di Brescia in sostegno alla lotta degli immigrati contro razzismo e sanatoria-truffa; pestaggi, arresti e processi contro i cittadini che lottano per la difesa del territorio in cui vivono (dalla Val Susa a Terzigno, passando per L’Aquila); omicidi di Stato (Cucchi, Aldrovandi, Lonzi, Giuliani sono i nomi che la lotta per la verità ha reso noti, rompendo la cappa del silenzio e l’omertà di Stato); leggi ad personam; impunità per mandanti e autori delle stragi di Stato (piazza della Loggia docet); tentativi di mettere a tacere la stampa “non allineata” (Legge bavaglio) e di far fuori i giornalisti scomodi; limitazioni al diritto di sciopero, rappresaglie e attacchi nei confronti dei sindacati che non si piegano al Piano FIAT-Marchionne, primi tra tutti la FIOM; militarizzazione del territorio, aumento della videosorveglianza, promozione delle ronde razziste; sostegno e copertura ai gruppi fascisti come Casa Pound, Forza Nuova, Fiamma Tricolore che cercano di insediarsi nei quartieri popolari per alimentare l’odio e la violenza nei confronti del “diverso”, il razzismo e l’omofobia… Assieme alla disoccupazione, alla devastazione ambientale, al razzismo, al peggioramento generale delle condizioni di vita e al degrado sociale e culturale, si moltiplicano i soprusi, le aggressioni, le violenze, le intimidazione, le minacce, le operazioni di infiltrazione e provocazione che le forze dell’ordine regolari e irregolari (fascisti, infiltrati, spioni, polizie parallele, ecc.) sono chiamate a compiere per soffocare la protesta e la ribellione delle masse popolari italiane e immigrate.

La lotta per  i “diritti per tutti”, per “riprendersi la democrazia”, per “realizzare la Costituzione” è parte integrante della lotta per non pagare la crisi dei padroni!

Non basta gridare all’“emergenza democratica”, bisogna estendere e rafforzare la vigilanza democratica!

Una prima elementare forma di vigilanza democratica è denunciare, smascherare e rendere noti volti e nomi di quegli “agenti provocatori pronti a tutto” che Kossiga indicava come strumento della “ ricetta democratica”, e dei loro mandanti. In questo modo è possibile ostacolare fino a rendere impossibile ai picchiatori dei manifestanti, ai torturatori della Diaz e di Bolzaneto, agli aguzzini degli immigrati rinchiusi nei CIE, agli assassini di Carlo Giuliani, Stefano Cucchi e Federico Aldrovandi, ai rapitori di Abu Omar di continuare impunemente a svolgere la loro opera protetti dall’anonimato, e magari fare anche carriera.

E’ uno strumento pratico per sbarrare la strada ai progetti eversivi e alla deriva autoritaria promossa dalla destra reazionaria. E’ un’operazione di democrazia e trasparenza, che riguarda anche quella parte delle forze dell’ordine che non vuole prestarsi al lavoro sporco contro le masse popolari italiane e immigrate. E’ una forma di autodifesa per chi resiste alla crisi e ai suoi effetti.

Per questo esprimiamo la nostra protesta contro il processo che il PM Morena Plazzi (della Procura di Bologna) sta cercando di orchestrare nei confronti di Angelo D’Arcangeli (membro della Direzione Nazionale del Partito dei CARC), Vincenzo Cinque (dirigente nazionale del Sindacato Lavoratori in Lotta), Romano Rosalba (dell’Associazione Solidarietà Proletaria) e Fabrizio Di Mauro, accusati di aver promosso la vigilanza democratica e di aver collaborato a rendere noti volti di agenti di polizia attraverso la pubblicazione di foto sul sito “Caccia allo sbirro” realizzato dal (nuovo)Partito comunista italiano. Ci auguriamo che l’udienza preliminare che il 22 dicembre si terrà presso il Tribunale di Bologna metta fine a questa montatura dal carattere repressivo e intimidatorio verso chi si batte per la salvaguardia delle conquiste e dei diritti democratici conquistati con la Resistenza e sanciti dalla Costituzione.

FIRMA E FAI FIRMARE L’APPELLO,INVIA LA TUA ADESIONE ALLA MAIL: Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo.

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