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FIRMA E FAI FIRMARE L'APPELLO A SOSTENERE CHI E’ INQUISITO PERCHE’ DIFENDE LE LIBERTA’ DEMOCRATICHE

on . Postato in Archivio comunicati 2010

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ESTENDERE E RAFFORZARE LA VIGILANZA DEMOCRATICA
REALIZZARE LA COSTITUZIONE
SMASCHERARE E DENUCIARE I PICCHIATORI, I PROVOCATORI E I LORO MANDANTI, RENDERE NOTI I LORO VOLTI E NOMI
SBARRARE LA STRADA ALLA DERIVA REAZIONARIA

Nel nostro paese la parte più eversiva e criminale della classe dominante sta tentando di spazzare via quanto resta dei diritti e delle libertà democratiche sancite dalla Costituzione nata dalla Resistenza antifascista e di instaurare un regime autoritario che attui la linea dettata da Marchionne (“la lotta tra padroni e operai non esiste più, dobbiamo essere uniti contro il resto del mondo”): leggi razziali, nuovi campi di concentramento (CIE), politica dei respingimenti, distruzione di campi rom, coprifuoco, cariche al presidio di Brescia in sostegno alla lotta degli immigrati contro razzismo e sanatoria-truffa; pestaggi, arresti e processi contro i cittadini che lottano per la difesa del territorio in cui vivono (dalla Val Susa a Terzigno, passando per L’Aquila); omicidi di Stato (Cucchi, Aldrovandi, Lonzi, Giuliani sono i nomi che la lotta per la verità ha reso noti, rompendo la cappa del silenzio e l’omertà di Stato); leggi ad personam; impunità per mandanti e autori delle stragi di Stato (piazza della Loggia docet); tentativi di mettere a tacere la stampa “non allineata” (Legge bavaglio) e di far fuori i giornalisti scomodi; limitazioni al diritto di sciopero, rappresaglie e attacchi nei confronti dei sindacati che non si piegano al Piano FIAT-Marchionne, primi tra tutti la FIOM; militarizzazione del territorio, aumento della videosorveglianza, promozione delle ronde razziste; sostegno e copertura ai gruppi fascisti come Casa Pound, Forza Nuova, Fiamma Tricolore che cercano di insediarsi nei quartieri popolari per alimentare l’odio e la violenza nei confronti del “diverso”, il razzismo e l’omofobia… Assieme alla disoccupazione, alla devastazione ambientale, al razzismo, al peggioramento generale delle condizioni di vita e al degrado sociale e culturale, si moltiplicano i soprusi, le aggressioni, le violenze, le intimidazione, le minacce, le operazioni di infiltrazione e provocazione che le forze dell’ordine regolari e irregolari (fascisti, infiltrati, spioni, polizie parallele, ecc.) sono chiamate a compiere per soffocare la protesta e la ribellione delle masse popolari italiane e immigrate.
La lotta per  i “diritti per tutti”, per “riprendersi la democrazia”, per “realizzare la Costituzione” è parte integrante della lotta per non pagare la crisi dei padroni!
Non basta gridare all’“emergenza democratica”, bisogna estendere e rafforzare la vigilanza democratica! Una prima elementare forma di vigilanza democratica è denunciare, smascherare e rendere noti volti e nomi di quegli “agenti provocatori pronti a tutto” che Kossiga indicava come strumento della “ ricetta democratica”, e dei loro mandanti. In questo modo è possibile ostacolare fino a rendere impossibile ai picchiatori dei manifestanti, ai torturatori della Diaz e di Bolzaneto, agli aguzzini degli immigrati rinchiusi nei CIE, agli assassini di Carlo Giuliani, Stefano Cucchi e Federico Aldrovandi, ai rapitori di Abu Omar di continuare impunemente a svolgere la loro opera protetti dall’anonimato, e magari fare anche carriera.
E’ uno strumento pratico per sbarrare la strada ai progetti eversivi e alla deriva autoritaria promossa dalla destra reazionaria. E’ un’operazione di democrazia e trasparenza, che riguarda anche quella parte delle forze dell’ordine che non vuole prestarsi al lavoro sporco contro le masse popolari italiane e immigrate. E’ una forma di autodifesa per chi resiste alla crisi e ai suoi effetti.
Per questo esprimiamo la nostra protesta contro il procedimento giudiziario aperto dal PM Morena Plazzi (della Procura di Bologna) contro Angelo D’Arcangeli (membro della Direzione Nazionale del Partito dei CARC), Vincenzo Cinque (dirigente nazionale del Sindacato Lavoratori in Lotta), Romano Rosalba (dell’Associazione Solidarietà Proletaria) e Fabrizio Di Mauro, accusati di aver promosso la vigilanza democratica e di aver collaborato a rendere noti volti di agenti di polizia attraverso la pubblicazione di foto sul sito “Caccia allo sbirro” realizzato dal (nuovo)Partito comunista italiano. Ci auguriamo che venga messa fine a questa montatura dal carattere repressivo e intimidatorio verso chi si batte per la salvaguardia delle conquiste e dei diritti democratici conquistati con la Resistenza e sanciti dalla Costituzione.

Il GUP Alberto Gamberini ha disposto, il 22 dicembre 2010, dopo mezz’ora scarsa di dibattimento, il rinvio a giudizio dei compagni. Il processo è iniziato l’8 giugno 2011. Le prossime udienze si terranno il 31 gennaio e 21 febbraio 2012.

Nome e Cognome                   Professione                             Città                             Recapito

 

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