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Gli esponenti più rappresentativi del movimento popolare possono rompere l’assedio degli immigrati a Brescia e a Milano, salendo sulla gru: assestiamo un nuovo, duro colpo alla destra reazionaria!

on . Postato in Archivio comunicati 2010

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Contributo allo sviluppo della lotta contro la sanatoria / truffa e il razzismo
Il P. CARC aderisce alla giornata di mobilitazione nazionale indetta per il 20 novembre

Milano, 15 novembre 2010

Ogni organismo, ogni organizzazione, ogni associazione e ogni partito deve mobilitarsi affinché gli esponenti più onesti, coerenti e democratici della politica, del sindacalismo, della società civile diano un contributo concreto alle lotte degli immigrati di Brescia, di Milano e dell’Italia intera:

  • è necessario che Landini, Cremaschi, Gino Strada, Di Pietro, Vendola, Ferrero salgano sulla gru rompendo l’assedio poliziesco eretto da Maroni e dal Questore di Brescia per isolare gli immigrati e soffocare la lotta che stanno portando avanti. Siano loro, usando il loro ruolo pubblico a disobbedire alle misure repressive, razziste e violente delle Autorità e a mettere all’angolo i promotori del razzismo di stato!
  • E’ necessario spingere il Cardinale Tettamanzi a far seguire i fatti alle parole e a comporre una delegazione formata da Pannella, la Camusso e Bersani che salga sulla gru a fianco degli immigrati. Questa è la solidarietà concreta di cui si ha bisogno in questo momento!

Allargare il fronte della mobilitazione contro il razzismo di Stato e per conquistare nuovi diritti per tutti.

Approfondire e allargare le contraddizioni che le occupazioni della gru a Brescia e della torre a Milano hanno aperto.

Dopo il fallimento delle ronde razziste, è possibile assestare un nuovo duro colpo alla destra reazionaria!

Con la solidarietà popolare è possibile spezzare la morsa di fame, freddo, sfinimento e repressione con cui le autorità cercano di fiaccare la lotta degli immigrati!

Con lo slancio, l’attivismo e la mobilitazione delle organizzazioni di immigrati e di italiani in lotta per conquistare diritti per tutti, gli esponenti della politica, del sindacalismo, della società civile possono dare un contributo determinante per fiaccare i tentativi di far cedere gli immigrati di Brescia e di Milano, i tentativi di reprimerli o di “prenderli per fame, freddo e sfinimento”.
Non esiste fame e non esiste freddo, non esiste assedio e non esiste sfinimento che non possano essere raggirati e superati dal calore della solidarietà popolare.

Chi riconosce e denuncia che in Italia è in corso una deriva reazionaria e che è necessario difendere la democrazia dagli attacchi di Berlusconi e della sua banda, deve essere conseguente e alzare la parola d’ordine: diritto di voto per tutti coloro che vivono e lavorano in Italia!

Chi riconosce e denuncia pubblicamente che in Italia è in corso una deriva reazionaria e che è necessario difendere il Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro dai colpi di mano di Marchionne e Confidustria, deve essere conseguente con i propri proclami, alzare la parola d’ordine: sciopero generale! e mobilitarsi attivamente per metterla in pratica su una piattaforma che accolga e raccolga le rivendicazioni dei lavoratori italiani e le specifiche rivendicazioni dei lavoratori stranieri, a partire dall’annullamento degli effetti della sanatoria / truffa!

Per difendere i diritti conquistati con la Resistenza e con le lotte dei decenni passati, è necessaria una mobilitazione generale per conquistarne di nuovi, per tutti.

La crisi sta divorando i diritti, il tenore di vita, i salari e le condizioni di vita di milioni di lavoratori e delle loro famiglie. Nulla è e sarà più come era prima. Dalle lotte nelle fabbriche e nelle scuole, alle mobilitazioni popolari delle periferie e delle metropoli, da nord a sud, è sempre più evidente che per fare fronte alla crisi occorrono misure di emergenza.
Occorre unire ogni singola lotta in un vasto movimento, un nuovo movimento di liberazione nazionale, plurale, eterogeneo e unitario con l’obiettivo di costruire un governo di emergenza popolare, composto dai portavoce e dagli esponenti delle organizzazioni operaie e popolari che già oggi godono della fiducia dei lavoratori e delle masse.

La soluzione per fare fronte agli effetti della crisi è politica, nasce dal protagonismo popolare e si sviluppa con esso. Tutto spinge in questo senso. Gli esponenti della politica, del sindacalismo e della società civile e della Chiesa, se davvero vogliono essere coerenti e leali con ciò che dichiarano oggi e hanno dichiarato in passato devono rompere gli indugi e mettersi alla testa di questo nuovo movimento di liberazione nazionale, attendendosi e rimettendosi, sviluppando le indicazioni e l’orientamento di quelle organizzazioni operaie e popolari che da più parti spingono per unire le lotte e imporre soluzioni urgenti che tutelino e allarghino i diritti per tutti, italiani e immigrati.

Le organizzazioni, i coordinamenti di lavoratori combattivi, di immigrati, le masse popolari organizzate, non devono temere “strumentalizzazioni”.
Tanto più ogni esponente politico, sindacale e della società civile sarà tentato di strumentalizzare una mobilitazione o una lotta, tanto più sarà costretto a favorire il suo sviluppo, indipendentemente da quali siano le reali intenzioni e le aspirazioni che lo muovono.
Se è genuino, coerente, leale, tanto più il suo ruolo sarà prezioso.
Se anche fosse un politicante o un mestatore, con il suo intervento contribuirebbe in ogni caso ad aprire nuove contraddizioni e ad allargare quelle esistenti nel campo nemico.
Che l’eventuale strumentalizzazione riesca o meno, che il contributo di ognuno rafforzi in modo significativo la lotta o meno, dipende fondamentalmente da chi tiene in mano l’iniziativa.

Bastonare  il cane che sta affogando!
«Gli immigrati possono avere tutti i diritti che vogliono, ma fino a quando sarò io ministro non avranno il diritto di voto». Lo ha detto il ministro dell’ Interno Roberto Maroni parlando a un convegno sulla sicurezza organizzato dalla Lega in Comune a Milano (Fonte – Il Secolo XIX.it – 13.11.10).
Per rafforzare la lotta comune di italiani e immigrati dobbiamo, nessuno escluso, contribuire a creare un fronte di protesta, di opposizione, di mobilitazione contro Maroni e la sua apologia dello stato razzista.
Chiunque prenda posizione contro di lui, rafforza la lotta comune.
Più isolato sarà Maroni, meno potrà imporre “ordine, disciplina e sicurezza” fatti di manganellate, arresti, rastrellamenti ed espulsioni. E minore sarà la libertà di manovra della Lega nel fare manovre sporche e colpi di mano attorno alla crisi di governo.

La lotta contro la sanatoria / truffa e per il riconoscimento dei diritti ai cittadini e ai lavoratori immigrati è una lotta di democrazia che deve coinvolgere tutti.

Ognuno è chiamato a dare il contributo per estenderla, rafforzarla e generalizzarla.

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