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Manifestazione nazionale contro la repressione - Napoli, 6 novembre + volantino

on . Postato in Archivio comunicati 2010

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socialmentepericolosi70x100_definitivoIl Partito dei CARC aderisce, sostiene e promuove la manifestazione nazionale contro la repressione del 6 novembre a Napoli.

Libertà per chi lotta per il lavoro, contro il fascismo e contro la devastazione ambientale!

Avanti! Nella costruzione di un fronte unito di lotta, solidarietà e mobilitazione per cacciare la banda Berlusconi e i suoi servi.

Occorre un governo di emergenza popolare!
Le organizzazioni operaie e popolari devono governare!

[comunicato della Segretria Federale Campania sugli arresti di Pianura]

 

 

 


Il volantino congiunto del P.CARC, Sindacato Lavoratori in Lotta e Associazione Solidarietà Proletaria [scarica il PDF]

Volantino_manif._6_novembre_NAIl movimento popolare sta rendendo ingovernabile il paese. Dobbiamo unirci: in un fronte unico
di solidarietà e di lotta per cacciare Berlusconi e il suo codazzo di servi.
Un nuovo movimento di liberazione nazionale
per un governo di emergenza popolare

In tutto il Paese si moltiplicano iniziative di lotta, mobilitazioni, proteste contro gli effetti della crisi e contro le manovre antipopolari della banda Berlusconi: dalla grande manifestazione del 16 ottobre alle mobilitazioni studentesche, dalle iniziative degli immigrati (in particolare lo sciopero del 29 ottobre e le manifestazioni contro la sanatoria / truffa a Brescia del 30 ottobre e di oggi) alla accanita resistenza delle popolazioni vesuviane che dicono BASTA alle speculazioni, alle devastazioni ambientali e alle truffe e lottano per una soluzione alternativa per lo smaltimento dei rifiuti.
Napoli è un centro della mobilitazione: quella operaia (con il fiero NO degli operai di Pomigliano al piano Marchionne per la FIAT), quella per il lavoro (con le mobilitazioni dei precari BROS e dei disoccupati), quella ambientale, quella per la sanità, quella antifascista e antirazzista.
A Napoli la lotta contro il burattino di Berlusconi, Caldoro, e il suo piano di risanamento della Regione è un esempio per tutti: le masse popolari hanno applicato su ampia scala il principio “fare di ogni questione politica un problema di ordine pubblico” e stanno mettendo le Autorità con le spalle al muro. La borghesia non ha nessuna soluzione positiva per le masse popolari, risponde alle lotte con la repressione: botte ai precari BROS che lottano contro il blocco dei sussidi e ai disoccupati, botte alle popolazioni che si oppongono alla devastazione ambientale e all’avvelenamento del territorio, intimidazioni, provocazioni e rappresaglie poliziesche contro i comunisti, gli antifascisti e, più in generale, contro chi promuove la lotta per non pagare la crisi.
Prove di fascismo. Per fare fronte agli effetti della crisi anche la destra reazionaria sta creando le condizioni per un proprio governo di emergenza, basato sulla “linea politica” indicata da Marchionne (abolire la lotta di classe, sviluppare la guerra fra poveri e la guerra fra stati, la guerra imperialista). E con le prove di fascismo sta cercando e selezionando organizzazioni e individui che siano disposti e capaci di mettere in pratica il piano Marchionne, come fecero Mussolini e Hitler per conto dei gruppi imperialisti all’inizio del secolo scorso.
Questo è il senso e il motivo per cui i gruppi fascisti sono incoraggiati, favoriti, sostenuti e coperti da polizia e Carabinieri: dalle ronde razziste delle SSS, all’apertura di sedi di Casa Pound in a Toscana; dall’occupazione di Materdei alle provocazioni come quella del Primo Maggio scorso a Napoli, sotto l’occhio della polizia, da cui è partita la montatura giudiziaria che ha portato all’arresto di Tonino; dalla settimana nera di Milano e così in tutta Italia.

 

Stroncare le prove di fascismo e rivoltarle contro chi le ha promosse è possibile!
A Pistoia il 19 novembre si svolge l’ultima udienza del processo contro i compagni accusati di aver attaccato la sede di Casa Pound, l’11 ottobre 2009. Grazie alla mobilitazione e alla solidarietà le accuse di “devastazione e saccheggio” sono state smontate, fuori e dentro l’aula del Tribunale è stato dimostrato che il processo era una montatura per colpire il movimento antifascista e antirazzista in Toscana, il Pubblico Ministero, Boccia, è stato costretto alle dimissioni, i fascisti e altri testimoni dell’accusa sono stati sputtanati e denunciati per “falsa testimonianza”, i compagni di Livorno e Pistoia hanno curato un dossier sui legami fra le organizzazioni fasciste e la Questura di Pistoia.
La lotta continua anche dopo la sentenza: il Questore di Pistoia Manzo, amico dei fascisti e regista della montatura giudiziaria, deve essere cacciato!
Presido di lotta e solidarietà - 19/11 dalle 9 al Tribunale di Pistoia.
Libertà per gli antifascisti! Stroncare le prove di fascismo!

Le lotte non si processano! La solidarietà è un’arma. Usiamola!
Licenziamenti, disoccupazione, devastazione ambientale, prove di fascismo si possono fermare!
Un fronte unito di lotta, solidarietà e mobilitazione per sbarrare la strada alla destra reazionaria e costruire un governo di emergenza popolare!

La manifestazione del 16 ottobre ha mostrato a tutti quali sono le forze che possono e devono prendere in mano la direzione del nostro Paese. E ha aperto la strada! Dobbiamo rendere ingovernabile il Paese a ogni gruppo di potere che fa gli interessi di padroni, speculatori e malavitosi. E’ il primo passo per avanzare verso la costruzione di una prospettiva politica unitaria e positiva per fare fronte agli effetti della crisi secondo gli interessi dei lavoratori e delle masse popolari.

  • Occorre che le forze popolari, operaie, democratiche, ambientaliste, i coordinamenti di lotta facciano fronte comune per cacciare la banda di parassiti e di burattini che governano.
  • Occorre che le forze migliori, più sane, propositive e combattive costituiscano un governo di emergenza, composto dai soggetti che già oggi godono, in virtù del loro impegno nelle lotte e nei movimenti popolari, della fiducia delle masse e dei lavoratori.
  • Occorre che questo governo di emergenza popolare prenda misure urgenti e indispensabili per fare fronte agli effetti peggiori della crisi: sistema alternativo di smaltimento dei rifiuti, compatibile con la tutela dell’ambiente e della salute pubblica, piano di impiego degli individui abili al lavoro, piano di ammortizzatori sociali e inserimento al lavoro per i disoccupati e i precari, attuazione della Costituzione per fiaccare la presenza e l’attività di gruppi fascisti, razzisti, le collusioni con le organizzazioni criminali.

Facendo fronte alle emergenze, si pongono le basi per trattare secondo nuovi principi e criteri la questione dei servizi pubblici, della sanità, dell’istruzione, della difesa e della conquista di diritti, per tutti.

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