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Adesione allo sciopero per i diritti degli immigrati del 29 ottobre

on . Postato in Archivio comunicati 2010

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11102Il Partito dei CARC sostiene lo sciopero per i diritti degli immigrati del 29 ottobre e rilancia l’appello a tutte le forze democratiche, progressiste, sindacali, antirazziste, antifasciste e a tutti gli intellettuali che si stanno battendo affinché la Costituzione venga effettivamente applicata per fare di questa scadenza una giornata di lotta, mobilitazione e solidarietà:

contro la crisi dei padroni e i tentativi della destra reazionaria di instaurare un suo governo d’emergenza basato sul razzismo, la “guerra tra poveri”, la repressione dispiegata, lo scontro militare con i paesi concorrenti e l’occupazione dei paesi che non si sottomettono ai suoi voleri (un governo che applichi quindi la linea che Marchionne ha tracciato al Convegno di Comunione e Liberazione “dobbiamo essere uniti, padroni e operai, contro il resto del mondo”);

per sostenere l’autorganizzazione degli immigrati in lotta, promuovere lo sviluppo dell’unità e del coordinamento tra lavoratori italiani e immigrati contro il nemico comune, far convergere la lotta per la difesa dei posti di lavoro e la lotta antirazzista, la lotta antifascista e la lotta per applicare la Costituzione e difendere i diritti conquistati con la Resistenza Partigiana.

Partecipiamo numerosi ai concentramenti previsti per questa giornata:


  • Roma – Piazza della Repubblica ore 16:00
  • Firenze – Via Cavour 1 (davanti alla Prefettura) ore 10:00
  • Milano – Piazza Cairoli ore 9:30
  • Parma – Piazza di via Imbriani, incrocio via d’Azeglio
Sono le forze che promuovono queste battaglie (compresi gli immigrati in lotta) che devono prendere in mano le redini del paese e avviare la sua ricostruzione economica, politica, intellettuale e morale. Solo le Organizzazioni Operaie e le Organizzazioni Popolari possono infatti elaborare e attuare le misure necessarie per far fronte agli effetti peggiori della crisi, contrastando i tentativi di sabotaggio di padroni, Vaticano, USA, Confindustria e sionisti. Solo esse possono instaurare un governo che applichi sistematicamente e su ampia scala le seguenti linee programmatiche:
  1. assegnare a ogni azienda compiti produttivi (di beni o servizi) utili e adatti alla sua natura, secondo un piano nazionale (nessuna azienda deve essere chiusa!)
  2. distribuire i prodotti alle famiglie e agli individui, alle aziende e ad usi collettivi secondo piani e criteri chiari, universalmente noti e democraticamente decisi.
  3. assegnare ad ogni individuo un lavoro socialmente utile e garantirgli, in cambio della sua scrupolosa esecuzione, le condizioni necessarie per una vita dignitosa e per la partecipazione alla gestione della società (nessun lavoratore deve essere licenziato, ad ogni adulto un lavoro utile e dignitoso, nessun individuo deve essere emarginato)
  4. eliminare attività e produzioni inutili e dannose per l’uomo o per l’ambiente, assegnando alle aziende altri compiti.
  5. avviare la riorganizzazione delle altre relazioni sociali in conformità alla nuova base produttiva e al nuovo sistema di distribuzione.
  6. stabilire relazioni di collaborazione o di scambio con gli altri paesi disposti a stabilirle con noi.

Solo l’obiettivo comune dell’instaurazione di un governo d’emergenza popolare può permettere alle varie lotte e rivendicazioni di unirsi, di rafforzarsi reciprocamente ed essere incisive. Solo mirando al cambiamento degli assetti politici del nostro paese si potranno ottenere miglioramenti delle condizioni di vita, difendere i diritti conquistati, conquistarne di nuovi e avanzare nella rinascita del nostro paese. Non esistono altre vie positive per le masse popolari per far fronte a questa crisi e uscire dall’angolo in cui la destra reazionaria vuol stringerci.

Facciamo del 29 ottobre una giornata di lotta, resistenza e solidarietà per avanzare nella costruzione di un governo d’emergenza popolare!

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