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Occorre rendere il paese ingovernabile a padroni, speculatori e mafiosi. Occorre un movimento di massa per costruire un governo di emergenza popolare

on . Postato in Archivio comunicati 2010

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Colpo di mano di Federmeccanica: stracciato il Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro!

A un mese dalla manifestazione già indetta dalla FIOM per il 16 ottobre prossimo (“per il lavoro, la democrazia, la legalità e un vero contratto nazionale”), Federmeccanica straccia il contratto firmato nel 2008 e annuncia che riconosce solo l’accordo separato firmato da CISL, UIL, UGL nel 2009.

E’ un colpo di mano che estende a tutte le aziende metalmeccaniche (e per questa strada a tutto il paese) il piano Marchionne, è un passo verso quel “nuovo patto sociale” di assoluto asservimento dei lavoratori e delle organizzazioni sindacali agli interessi e alle regole dei capitalisti, di repressione, miseria e guerra che lo stesso Marchionne ha illustrato nella lettera agli operai FIAT (“dobbiamo essere uniti contro il resto del mondo”) e al meeting di CL (“la lotta di classe è finita”). Altro che “atto meramente tecnico e cautelativo a fronte delle minacciate azioni giudiziarie della Fiom” relative all'applicazione del CCNL (i padroni cercano di aggirare e prendere per il naso anche i tribunali…)!

A parole Federmeccanica auspica un “rientro della CGIL ai tavoli di trattativa”, nei fatti ha compiuto un passo avanti per fare fuori la contrattazione collettiva e con essa la FIOM e la CGIL, i sindacati di base e tutte le organizzazioni sindacali non asservite ai voleri dei padroni.

A Pomigliano gli operai hanno dimostrato che i giochi non sono fatti, la partita è aperta.

Fare fronte alla situazione, difendere diritti, conquiste, CCNL e democrazia sui posti di lavoro è possibile se chi dirige questa battaglia si mette nell’ottica di fare non “gli interessi di tutte le parti in causa”, ma di affermare, sostenere, difendere senza se e senza ma gli interessi dei lavoratori e delle masse popolari tutte.

Roma, 16 ottobre. Il colpo di mano della Federmeccanica deve ricadere sulla testa di Marchionne, di Sacconi e della destra reazionaria. Lavoratori, precari, studenti, democratici e progressisti devono fare di questa giornata una grande mobilitazione popolare contro il governo Berlusconi e ogni altro governo espressione degli interessi e dei dettami di padroni, affaristi, banchieri, speculatori e Vaticano; devono farne un fiume in cui confluiscono i mille rivoli delle lotte e delle mobilitazioni locali, particolari, settoriali. Una giornata di lotta a cui partecipano attivamente e creativamente tutte le componenti del movimento per non pagare la crisi dei padroni. Una giornata di lotta preparata nei territori con mobilitazioni diffuse, una prima risposta sul campo a chi vuole eliminare ogni diritto per i lavoratori e stracciare, con il CCNL, la Costituzione. Una giornata di lotta per la costituzione di un governo di emergenza popolare, espressione dei reali interessi dei lavoratori e delle larghe masse.

Oggi - 8 settembre -  si riunisce il comitato direttivo della FIOM per decidere come fare fronte alla situazione.

Landini e altri dirigenti della FIOM e della CGIL hanno più volte affermato che “pensare di uscire dalla crisi cancellando il Contratto nazionale, le Leggi e la Costituzione porta solo fuori strada e non risolve nessun problema”. Il nocciolo della questione è proprio questo: la strada di Marchionne, Marcegaglia e compagnia per uscire dalla crisi, la loro “soluzione” del problema, è quella di “cancellare il CCNL, le Leggi e la Costituzione”: via ogni diritto per i lavoratori, via i lacci e lacciuoli imposti con la lotta allo sfruttamento e allo strapotere padronale, lo Statuto dei Lavoratori, il CCNL e l’art. 41 della Costituzione. Via i sindacati non asserviti ai voleri dei padroni. Lo proclamano apertamente e si stanno muovendo su questa strada.

Un vasto e diffuso movimento di lotta nelle aziende e nelle piazze può creare spaccature nel fronte padronale tra i promotori dell’attacco frontale a contratto e diritti e chi invece, anche all’interno di Federmeccanica e Confindustria, di fronte al rischio di una conflittualità diffusa preferisce continuare ad aggirarli ed eroderli; può allargare nella classe dominante le fila dei critici della linea Marchionne e “metterne dieci contro uno”, fino a costringere il padronato a fare un passo indietro.

L’aspetto decisivo, però, è che la FIOM, lo SLAI Cobas, la USB, la Confederazione Cobas, ecc. si facciano promotori di un progetto alternativo a quello di Marchionne per gli operai della FIAT e per tutti gli altri lavoratori (privati, pubblici e autonomi), per i disoccupati, per tutte le masse popolari.

Non solo le sorti de CCNL, dei diritti, della sicurezza e della salute sui posti di lavoro, ma le sorti del Paese sono nelle mani degli operai, dei lavoratori e di quella parte di masse popolari convinte e disposte a mobilitarsi

  • per impedire che le manovre della FIAT e di Federmeccanica aprano la strada a una generale deriva reazionaria in campo politico ed economico;
  • per difendere i diritti esistenti, contenuti nello Statuto dei Lavoratori, nel CCNL e nella costituzione, per estenderli e per conquistarne di nuovi, per tutti e in modo stabile e duraturo.

La strada è una e una sola; per i metalmeccanici come per i precari della scuola, per i pastori sardi come per quanti difendono l’ambiente e il territorio, per quanti si oppongono alla TAV e alle grandi opere e per quanti si mobilitano per difendere e applicare la Costituzione: fare di ogni singola lotta un contributo a rendere ingovernabile il paese ai padroni, agli speculatori e ai mafiosi, fare di ogni singola lotta la componente di un movimento di massa per la costruzione di un governo di emergenza popolare. Un governo costituito dagli esponenti delle organizzazioni operaie e popolari (sinistra sindacale, movimenti democratici, movimenti ambientalisti, ecc) che già oggi godono della fiducia delle masse e che sono decisi e disposti ad attuare un programma urgente per fare fonte agli effetti della crisi e sbarrare la strada alla destra reazionaria:

- affidare a ogni azienda compiti produttivi (non dannosi per l’ambiente e la salute dei lavoratori e pubblica) e le risorse necessarie per svolgerli secondo un piano nazionale

- assegnare a ogni adulto un lavoro socialmente utile - eliminare lavori e attività inutili e dannose per l’uomo e l’ambiente,

- distribuire i prodotti alle aziende, alle famiglie, agli individui e ad usi collettivi secondo piani e criteri chiari, conosciuti e democraticamente decisi,

- stabilire relazioni di collaborazione o di scambio con gli altri paesi disposti a stabilirle con noi.

O nelle piazze, nelle fabbriche e negli altri luoghi di lavoro, nelle scuole si fa strada la consapevolezza che costruire un governo di emergenza popolare è necessario e possibile e le organizzazioni che dirigono le lotte per non pagare la crisi prendono la testa di questo movimento di massa per costruirlo, oppure saranno i comitati di affari, la destra reazionaria e razzista, i circoli stretti attorno agli alti prelati e le eminenze grigie della finanza, le organizzazioni criminali a costruire un loro governo di emergenza reazionario.

E’ in queste settimane, nelle strade e nelle piazze del Paese, che si decidono le condizioni di vita e di lavoro delle masse popolari per i prossimi anni.

Il Partito dei CARC aderisce alla manifestazione del 16 ottobre e invita tutte le componenti del movimento comunista, del movimento sindacale, dell’associazionismo, di comitati civici, delle reti antirazziste, antifasciste, studentesche a prepararlo, a partecipare e a contribuire alla sua riuscita.

E fin da ora sosteniamo senza riserve tutte le mobilitazioni e le iniziative che i metalmeccanici metteranno in campo per difendere il CCNL, la democrazia e i diritti sul posto di lavoro.

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