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[Volantino] FIAT SATA: in ballo non c’è “una vertenza fra tre operai e la FIAT”, in ballo c’è il futuro degli operai, dei lavoratori e delle masse popolari tutte

on . Postato in Archivio comunicati 2010

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volantino_melfi.LDopo che gli operai di Pomigliano hanno mandato all’aria i piani della FIAT, Marchionne torna alla carica

A Pomigliano gli operai hanno mandato all’aria i piani di Marchionne e soci e loro sono tornati alla carica a Melfi.

I padroni hanno obiettivi precisi e un piano per raggiungerli: la battaglia alla FIAT (a Pomigliano, a Melfi, ma ci sono in ballo anche Termini Imerese e Mirafiori) per il padronato serve da apripista per 1. eliminare ogni diritto per i lavoratori, 2. eliminare i lacci e lacciuoli imposti nei decenni passati con la lotta allo sfruttamento e allo strapotere padronale (Statuto dei Lavoratori, CCNL, art. 41 della Costituzione) 3. far fuori la FIOM e tutti i sindacati non asserviti ai voleri dei padroni: in sostanza in fabbrica comandano i padroni e basta, la loro volontà è l’unica legge, i lavoratori non devono azzardarsi a scioperare e organizzarsi sindacalmente, devono tornare indietro di 100 anni, rassegnarsi a lavorare e vivere, anche in Italia, alle stesse condizioni che i padroni impongono in Polonia, in India, in Brasile e, nel nostro paese, agli immigrati.

Se lasciamo l’iniziativa in mano ai padroni e ai loro lacchè e ci limitiamo a parare i loro colpi, perdiamo posizioni, disperdiamole forze e lasciamo campo aperto a chi, come la Lega,promette lavoro e reddito solo a una parte di lavoratori, a condizione che si mobilitino contro immigrati, disoccupati, lavoratori di aziende non competitive, marginali, ecc.


Occorre una soluzione politica, perché lo scontro in atto nel nostro paese fra padronato e lavoratori è uno scontro politico.

Il patto sociale che Marchionne sta cercando di imporre calpestando regole, leggi e Costituzione è la soluzione politica (di tipo fascistoide) di padronato, banchieri e speculatori per fare fronte, alla loro maniera e secondo i loro interessi, agli effetti della crisi e alla crescente mobilitazione popolare.

Occorre che le organizzazioni operaie e popolari (in particolare la FIOM, la sinistra CGIL e i sindacati di base) si mettano alla testa di un movimento di massa per la costruzione di un governo di emergenza popolare.

La FIOM e le altre organizzazioni della sinistra sindacale godono del seguito e della fiducia, fra la classe operaia e le masse popolari, necessari a prendere in mano l’iniziativa e promuovere una soluzione politica unitaria,  costruttiva e positiva che faccia fronte agli effetti della crisi e alle manovre e al gioco sporco dei padroni.

UN GOVERNO DI EMERGENZA POPOLARE DEVE PRENDERE LA DIREZIONE DEL PAESE

e adottare le misure necessarie e urgenti per fare fronte alla situazione:

- affidare a ogni azienda compiti produttivi (non dannosi per l’ambiente e la salute dei lavoratori e pubblica) e le risorse necessarie per svolgerli secondo un piano nazionale

- assegnare a ogni adulto un lavoro socialmente utile - eliminare lavori e attività inutili e dannose per l’uomo e l’ambiente,

- distribuire i prodotti alle aziende, alle famiglie, agli individui e ad usi collettivi secondo piani e criteri chiari, conosciuti e democraticamente decisi.

Sono gli operai FIAT che oggi hanno, più degli altri lavoratori, la possibilità di spingere la sinistra sindacale a mettersi alla testa di un movimento di massa per la costruzione di un governo di emergenza popolare: in più occasioni hanno tenuto testa e sventato le manovre del più potente gruppo industriale italiano, quello che ora sta dettando il passo al padronato italiano (l’annuncio dell’uscita di FIAT da CONFINDUSTRIA e il non riconoscimento del CCNL).

Sono gli operai FIAT che possono spingere a passare alle vie di fatto la sinistra CGIL che al XVI Congresso ha affermato (Cremaschi e Rinaldini) di voler “promuovere quel movimento di lotta, sindacale e politico "in grado di cambiare la situazione".

Un movimento di massa per la costruzione di un governo di emergenza popolare è lo sbocco positivo e unitario della lotta degli operai di Pomigliano, di tutta la FIAT, della Vinyls, dell’Alcoa, come anche della mobilitazione contro la finanziaria, delle proteste contro le violazioni della Costituzione, lo smantellamento della scuola e della sanità.

Con un governo d’emergenza popolare possiamo iniziare a mettere insieme quello che i padroni e i loro governi dividono e contrappongono.

Per non pagare la crisi dei padroni, per tirarci fuori dal disastro della crisi dobbiamo instaurare un sistema che prescinde dal mercato: non c’è un’altra strada positiva e realistica. Il mercato è incompatibile con i diritti, il benessere e la vita dei lavoratori, dei disoccupati, dei precari e dei pensionati! E’ incompatibile con la democrazia! E’ incompatibile con la sopravvivenza del pianeta! Fare dell’Italia un nuovo paese socialista, un paese dove ci sia un posto e un ruolo dignitoso per ogni uomo, donna, giovane e anziano delle masse popolari è necessario e possibile! L’instaurazione di un governo di emergenza popolare è il primo passo in questa direzione! E’ il passo che dobbiamo e possiamo compiere qui e oggi in questa direzione!

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