Stampa
PDF

Il Tribunale del Riesame di Firenze ha revocato le misure di confino! Una nuova, importante vittoria dopo quella conseguita qualche giorno fa con l’abbandono del processo da parte del PM Boccia!

on . Postato in Archivio comunicati 2010

Valutazione attuale: / 10
ScarsoOttimo 

Il  Tribunale del Riesame di Firenze ha revocato le misure di confino e di semi-arresti domiciliari ad Alessandro Della Malva e a Juri Bartolozzi del nostro Partito e ad Alessandro Orfano, Elisabetta Cipolli, Selvaggio Casella, Vittorio Colombo del Movimento Antagonista Livornese inquisiti per l’irruzione nel covo di Casa Pound Pistoia!

Una nuova, importante vittoria dopo quella conseguita qualche giorno fa con l’abbandono del processo da parte del PM Boccia!

Il prossimo obiettivo è la cacciata del questore Manzo, artefice di questa operazione repressiva!

Inondiamo di fax il presidente della Regione Toscana, Enrico Rossi (vedi fax allegato)!

A seguito dell’udienza del 21 luglio, il Tribunale del Riesame di Firenze ieri ha revocato le misure di confino e di semi-arresti domiciliari a cui erano costretti da quasi un anno i compagni inquisiti per l’inchiesta orchestrata dal questore Manzo, dai vertici della DIGOS di Pistoia e dal PM Boccia (con la complicità del fascista Dessì) a seguito dell’irruzione nella locale sede di Casa Pound lo scorso 11 ottobre. Il Tribunale del Riesame ha inoltre depennato l’accusa di “devastazione e saccheggio”.

E’ una nuova, importante vittoria nella lotta in corso contro questo tentativo di dare una lezione esemplare al movimento antifascista toscano e nazionale. Attraverso la denuncia, la mobilitazione e lo sviluppo della solidarietà (a livello nazionale e internazionale) si sta smontando pezzo dopo pezzo la montatura giudiziaria e, soprattutto, la controparte è costretta a retrocedere, perdendo pezzi.

Bisogna utilizzare questa nuova vittoria per andare ancora più a fondo e assestare un colpo ancora più forte a coloro che riabilitano, sostengono, foraggiano e coprono i fascisti e attaccano i compagni, i lavoratori e gli studenti che si oppongono al radicamento di questi topi di fogna nei nostri quartieri. Chi ha orchestrato la montatura giudiziaria di Pistoia deve pagare: il questore Manzo deve essere cacciato via!

Il questore Manzo mira a far carriera e a “guadagnarsi” un posto di rilievo a livello nazionale sostenendo il radicamento dei gruppi fascisti nelle città e nei quartieri popolari e reprimendo gli antifascisti. L’azione che ha portato avanti quando era questore a Lucca parla chiaro. Con la montatura orchestrata a Pistoia puntava ad acquisire ulteriore considerazione da parte di quella corrente della classe di parassiti e sanguisughe che governa il nostro paese, la destra reazionaria, che per far fronte alla crisi vuol istituire un governo d’emergenza che poggi sulla repressione dispiegata, la “guerra tra poveri”, l’aggressione delle nazioni e dei paesi che non si sottomettono e non si lasciano depredare. Un personaggio del genere deve essere combattuto, ostacolato, cacciato via! Con la sua azione Manzo calpesta sistematicamente quel che resta dei diritti politici conquistati con la Resistenza Partigiana e rende le nostre città insicure, lasciando campo libero a individui e gruppi come Casa Pound e Forza Nuova che portano avanti aggressioni, intimidazioni, violenze nei confronti di chi lotta contro la crisi dei padroni e di coloro che la cultura oscurantista e razzista etichetta come “diversi” (gay, lesbiche, rom, immigrati).

Il questore Manzo fa un utilizzo eversivo ed illegale  delle forze dell’ordine e dei giudici e Pubblici Ministeri a lui asserviti, come il PM Boccia. Nel corso di quest’anno Manzo ha cercato in tutti i modi di far pressione, intimidire, dissuadere dalla lotta i compagni, far terra bruciata intorno ad essi, creare un clima di tensione e paura in città. Alcuni esempi. Quando l’11 aprile abbiamo tenuto a Pistoia l’assemblea per organizzare un presidio antifascista in occasione del 25 aprile in cui denunciare la montatura giudiziaria e chiamare alla solidarietà, il giorno successivo è scattata una perquisizione (con l’alibi di una rissa tra ultras avvenuta molti mesi prima) nei confronti di un compagno che sta entrando nel nostro Partito e che era presente all’iniziativa! Il 24 aprile, quando si è tenuto il presidio, Manzo ha fatto dispiegare un ingente schieramento di forze dell’ordine in assetto antisommossa, con tanto di artificieri, per intimorire e cercare di tener lontani i cittadini pistoiesi! Nell’ultimo periodo le intimidazioni da parte dei poliziotti nei confronti dei compagni sono aumentate in città. Queste fanno il paio con gruppetti di fascisti liguri che, da circa un mese (ossia da quando si è intensificata la lotta contro le misure di confino e semi-arresti domiciliari), hanno iniziato a circolare a Pistoia, senza essere ostacolati dagli sbirri e minacciano gli antifascisti del posto. Insomma, il Manzo oltre a violare la legge, sia avvale anche di questi topi di fogna per il “lavoro sporco”. Certamente il lavoro svolto a Lucca, non gli fa certo mancare relazioni con quest’ambito!

Ma non finisce qui. Ieri, quindi in contemporanea con la revoca delle misure di confino e di semi-arresti domiciliari per i compagni inquisiti (!), un antifascista pistoiese si è visto recapitare una denuncia per “manifestazione non autorizzata” e “offese” per via del presidio tenutosi ad ottobre (nove mesi fa!) davanti al carcere di Pistoia per la liberazione dei compagni fermati. Da queste denuncia, risulta che nel procedimento ci sono anche compagni del P.CARC di Pistoia, Massa, Viareggio, Cecina, una compagna del Comitato Parenti e Amici di Alessandro Della Malva e alcuni anarchici di Pistoia. Il procedimento è firmato dal GIP Alessandro Buzzegoli e dal PM Boccia, che quindi continua a fare lo scudiero del questore Manzo: questo dimostra che il suo abbandono del processo (avvenuto qualche giorno fa) è stato un abbandono forzato, obbligato dalla poca credibilità di cui ormai gode per via dell’azione di denuncia, controinformazione e mobilitazione portata avanti e, inoltre, per via dei contrasti emersi tra lui e il giudice Costantini rispetto, in particolare, al mantenimento o meno delle misure restrittive. In altre parole, il PM Boccia è stato fatto dimettere perché ormai è una lancia spezzata, una lancia che abbiamo spezzato.

Sul fascista Dessì, coordinatore di Casa Pound Pistoia, si è già detto molto nel corso di questi mesi. Lunedì prossimo a Pistoia si terrà un processo contro di lui in cui sarà chiamato a pagare dei debiti insoluti. Ebbene, l’anarchico Marco Tonarelli, inquisito nel processo di Pistoia e ricorso al rito abbreviato (dove è stato condannato a due anni con la condizionale e al pagamento di 4.000 euro a Casa Pound), è stato convocato per pagare parte del debito insoluto del Dessì. Rende bene fare falsa testimonianza!!! Questo viscido verme vuol risolvere i suoi debiti facendo condannare i compagni!!! Questo è il principale “testimone” del processo: questi sono i complici di Manzo!!!

Lanciamo l’appello a tutti i sinceri democratici, i comunisti, gli antifascisti a inviare al Presidente della Regione Toscana, Enrico Ricci, il fax qui allegato per sollecitare il suo intervento affinché Manzo venga fermato e cacciato via!

La vittoria contro le misure di confino e di semi-arresti domiciliari dimostra che è possibile vincere, che è possibile invertire il corso delle cose, che in definitiva dipende da noi: non è il nemico che è forte, ma sono le masse popolari che devono ancora far valere la loro forza! Bando alla sfiducia e al disfattismo: dobbiamo osare vincere, osare lottare, osare pensare in grande!

E’ possibile stroncare le “prove di fascismo” che la destra reazionaria sta facendo per mettere alla prova e selezionare individui e organismi che facciano quello che i nazisti e fascisti fecero nello scorso secolo. E’ possibile impedire l’istituzione di nuovi tribunali speciali. E’ possibile impedire l’istituzione di un governo d’emergenza della destra reazionaria. Per raggiungere tutti questi obiettivi, la Organizzazioni Operaie e Popolari devono prendere in mano le redini del paese e costruire un loro governo d’emergenza, che adotti le misure necessarie per far fronte agli effetti peggiori della crisi e sbarri la strada a fascisti e razzisti!

La lotta contro l’attacco repressivo sferrato a Pistoia e lo sviluppo della solidarietà con i compagni colpiti alimenta la costruzione di un fronte antifascista e del governo d’emergenza delle masse popolari: è parte della lotta per uscire dal marasma in cui ci ha fatto precipitare la borghesia! Avanti fino alla vittoria!

 

Fax al Presidente della Regione Toscana – dott. Enrico Rossi

Fax: 055 - 4384880
Email: Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo.

Signor Presidente della Regione Toscana,

la prima cosa che Lei ha dichiarato dopo l’elezione in Consiglio Regionale è di essere fedele ai valori antifascisti e democratici del nostro paese. Questi valori oggi sono messi sempre più a repentaglio. E’ proprio per questo motivo che Le scrivo.

Mi rivolgo a Lei per manifestare la mia profonda preoccupazione e il mio sdegno per l’azione portata avanti dal questore di Pistoia, dott. Manzo. Costui con la sua attività, quando era questore di Lucca, ha coperto, sostenuto, protetto i gruppi fascisti e razzisti affinché si radicassero e prendessero piede nella zona. Giunto a Pistoia lo scorso anno, è stato l’artefice di una montatura giudiziaria finalizzata ad attaccare gli antifascisti toscani riunitisi nella città per creare il Coordinamento Toscano contro le Ronde del Pacchetto Sicurezza e a lasciare campo libero ai gruppi fascisti che cercano di radicarsi nella regione. Questa  inchiesta, che ha portato all’arresto e alla privazione della libertà di numerosi antifascisti, si sta ormai smontando pezzo dopo pezzo, mostrando il suo carattere persecutorio e antidemocratico.

Le chiedo di intervenire per mettere fine all’attività anticostituzionale del questore Manzo e, inoltre, per contrastare l’attività dei gruppi fascisti nella regione. Questo sarà un modo anche per dimostrare concretamente la coerenza con quanto ha dichiarato subito dopo la sua elezione in consiglio regionale.

Distinti saluti

Firma

…..

 

 

Sottoscrivi2