Le sedi di Casa Pound e degli altri gruppi fascisti devono essere chiuse dalle Autorità per “apologia di fascismo”!
Le misure cautelari per i compagni inquisiti devono essere immediatamente revocate: sono illegali e antidemocratiche!
Avanti nella costruzione di un fronte unito antifascista e antirazzista!
Oggi si è tenuta la sesta udienza del processo contro gli antifascisti toscani (tra cui i nostri compagni Alessandro Della Malva e Juri Bartolozzi) inquisiti per l’irruzione nella sede di Casa Pound Pistoia avvenuta lo scorso 11 ottobre.
La montatura orchestrata dal questore Manzo e dai vertici della DIGOS pistoiese, con la complicità del PM Boccia e di Massimo Dessì (coordinatore locale di Casa Pound e principale testimone dell’accusa), ormai fa acqua da tutte le parti.
Il falso testimone
Il principale elemento in sostegno dell’accusa, ossia la testimonianza del fascista Dessì, esce fortemente screditato dal percorso processuale. Per i seguenti motivi:
1. durante la prima deposizione ha dichiarato di non aver visto nulla e, successivamente, ha cambiato completamente versione, ritrattando e descrivendo minuziosamente gli “aggressori”;
2. è stato smentito dall’altro testimone oculare (Tommasi, consigliere comunale del PdL, presente nella sede di Casa Pound anche al momento dell’irruzione) il quale ha dichiarato di non essere stato in grado di vedere nulla e, inoltre, di trovarsi tra il Dessì e gli “aggressori” coprendo il primo!
3. è emerso infine che la moglie di Tommasi l’11 ottobre era presente in questura (pur non avendone alcun diritto: era quindi coperta dal questore Manzo e dalla DIGOS) e prendeva minuziosamente appunti sui compagni fermati. Risulta difficile non vedere il rapporto tra la seconda testimonianza del Dessì (in cui descriveva i compagni nei minimi particolari) e questi appunti!
Le false prove
L’11 ottobre il questore Manzo, dopo aver dato l’ordine di sequestrare decine di compagni e portarli illegalmente dal Circolo Primo Maggio (dove si trovavano per fare un’assemblea antifascista) in questura, ha dichiarato alla stampa che erano state trovate spranghe e catene: cosa non vera. Molto probabilmente si riferiva alle spranghe e alle catene presenti nel borsone di un agente della DIGOS il quale era entrato nel Circolo Primo Maggio ma, seguito da alcuni compagni, ne era uscito portandosi dietro il suo sacco, cosicché né spranghe né catene sono state “ritrovate” (come invece avvenuto con le molotov “rinvenute” nella Scuola Diaz di Genova).
Il falso capo d’imputazione
Anche il capo d’imputazione di “devastazione e saccheggio” si è smontato pezzo dopo pezzo, risultando essere un pretesto adottato dal PM Boccia, su ordine del questore Manzo e della DIGOS, per poter incarcerare subito i compagni e tenerli in carcere dei mesi con la complicità del Tribunale del riesame di Firenze. L’accanimento con cui il PM Boccia da mesi attacca il giudice Costantini che ha attenuato le misure cautelari ai compagni inquisiti poiché “i fatti risultano essere ridimensionati” ne è la chiara dimostrazione. Nella sua battaglia contro l’attenuazione delle misure cautelari Boccia ha incassato però una serie di testate sul muro:
1. la Corte di Cassazione nelle scorse settimane ha accolto il ricorso fatto dai compagni inquisiti contro il Tribunale del riesame di Firenze il quale nel mese di novembre aveva rigettato la richiesta di revoca delle misure cautelari emesse nei loro confronti;
2. il 21 aprile il Tribunale del riesame di Firenze, “facendo tesoro” del verdetto della Cassazione, ha respinto il ricorso presentato dal Boccia contro il giudice Costantini per aver attenuato le misure cautelari;
3. il giudice Roberto Tredici, che ha condotto il processo contro l’unico imputato che in questa inchiesta ha scelto il rito abbreviato (l’anarchico Marco Tonarelli), si è schierato dalla parte del questore Manzo e del PM Boccia condannando Marco. Nonostante questo suo spirito da vero e proprio lacchè antidemocratico non è riuscito, suo malgrado, ad evitare di derubricare il reato contestato da “devastazione e saccheggio” a “danneggiamenti” grazie ai colpi inferti alla montatura giudiziaria, smontando di fatto con questa sentenza l’accusa più grave di “devastazione e saccheggio”.
La prossima udienza
Il giudice Costantini ha fissato la prossima udienza per il 17 settembre: la mobilitazione che sta attraversando il nostro paese contro i tentativi della destra reazionaria e dei gruppi fascisti e razzisti di calpestare il 25 aprile e il 1° maggio ha fatto “ben pensare” al giudice di fissare la prossima udienza il più lontano possibile, nella speranza che la vigilanza antifascista nel frattempo scemi!
Lanciamo l’appello a tutti i progressisti, gli antifascisti e i comunisti a prendere posizione pubblica contro il tentativo del questore Manzo e della sua banda eversiva e antidemocratica di rendere il processo di Pistoia un precedente per condurre in maniera più dispiegata e feroce la persecuzione degli antifascisti e di tutti coloro che si oppongono alla destra reazionaria!
Portiamo fino in fondo questa battaglia, diamo una lezione esemplare a chi promuove ed è complice delle “prove di fascismo” in corso nel nostro paese:
- il questore Manzo deve essere revocato dal suo incarico!
- Le sedi di Casa Pound e degli altri gruppi fascisti devono essere chiuse dalle Autorità per “apologia di fascismo”!
- Le misure cautelari a cui sono ancora sottoposti i compagni inquisiti (obbligo di dimora e limitazioni di spostamento) devono essere immediatamente revocate: sono illegali e antidemocratiche! Se questo non avverrĂ , sarĂ giusto e legittimo violarle!
Avanti nella costruzione di un fronte unito antifascista e antirazzista: rafforziamo il Coordinamento Antifascista e Antirazzista Toscano, rafforziamo l’Assemblea Nazionale su Antifascismo e Repressione (che lo scorso 17 aprile ha tenuto a Brescia la sua seconda riunione nazionale), rafforziamo il Coordinamento Antirazzista 17 ottobre (che il prossimo 8 maggio a Roma terrà la riunione del gruppo di collegamento), salutiamo e sosteniamo con gioia l’autorganizzazione degli immigrati in lotta e il I Congresso nazionale del Comitato Immigrati Autorganizzati, anche questo è un importante segnale dello sviluppo della lotta contro il fascismo e il razzismo!
Impediamo la parata fascista di Blocco Studentesco/Casa Pound del 7 maggio a Roma e le altre iniziative fasciste e razziste promosse a Milano per l’1 e 2 maggio, con il patrocinio di Provincia, Comune e Consigli di Zona di Milano!
Lottiamo per la cancellazione delle nuove leggi razziali come il Pacchetto Sicurezza e il “pacchetto sicurezza per via Padova” emesso dalla Moratti!
STRONCHIAMO SUL NASCERE LE PROVE DI FASCISMO!
|