frpsi

frpslo

1959217 787559927951443 8372304507587195232 n

Stampa
PDF

Solidarietà incondizionata a tutti i compagni arrestati e perquisiti. Libertà per Mauro Gentile e Davide Rosci, libertà per tutti e tutte!

on . Postato in Archivio comunicati 2012

Valutazione attuale: / 7
ScarsoOttimo 

Perquisizioni, denunce, 14 provvedimenti di custodia cautelare: 6 mesi dopo la giornata del 15 ottobre la repressione a orologeria della autorità borghesi colpisce ancora il movimento popolare. E lo fa con la caricatura di una indagine dell’antiterrorismo: hanno identificato chi ha attaccato, distrutto e incendiato il blindato dei Carabinieri in Piazza San Giovanni, hanno identificato chi ha tentato di colpire l’autista a colpi di pietra… imputazioni gravi: devastazione, saccheggio, resistenza pluriaggravata a pubblico ufficiale.
Analogie significative. L’operazione dell’antiterrorismo di Roma ha importanti analogie con l’operazione messa in piedi da Caselli nel gennaio scorso contro il movimento NO TAV. In entrambi i casi arresti, denunce, fermi avvengono per episodi successi mesi prima, in entrambi i casi le pesanti accuse servono a giustificare misure cautelari e regimi carcerari che non hanno spiegazione se non nella volontà di accanimento. In entrambi i casi le operazioni sono (lasciamo perdere le affermazioni, le dichiarazioni e le spiegazioni di chi le ha dirette. La propaganda è uno strumento di guerra e dell’intossicazione dell’opinione pubblica questi “signori” ne hanno fatto un’arte) un messaggio in stile mafioso al movimento popolare: quella di gennaio contro il movimento NO TAV aveva come obiettivo intimidire (anche) il movimento dei Forconi e quella mobilitazione di massa dei trasportatori che stava bloccando il paese, non solo la Sicilia; quella di aprile per gli scontri del 15 ottobre ha l’obiettivo di intimidire (anche) le mobilitazioni degli operai che stanno da un mese occupando a singhiozzo strade e autostrade contro la riforma del mercato del lavoro,  una lotta che ha le caratteristiche e le potenzialità per raccogliere e unificare le varie mobilitazioni contro il governo Monti – Napolitano.
La morale della storia è abbastanza chiara: arresti e carcere per qualcuno (meglio se quel qualcuno è rappresentativo e ha un ruolo nelle lotte popolari) per intimidire tutti, per dividere il movimento fra buoni e cattivi, per dimostrare, come dice lo stesso Monti, che “protestare è legittimo, ma giusto finché si esprime un’opinione”…
Importanti differenze. Certo, questo zelo e questa efficienza dell’antiterrorismo nel costruire tesi, dimostrare fatti, accertare verità di comodo, individuare responsabili e colpevoli per gli scontri del 15 ottobre ha davvero un che di schifoso. E non solo agli occhi di chi solidarizza con gli arrestati, con chi rivendica la battaglia di Piazza San Giovanni come una dimostrazione di combattività, generosità, coraggio (la parte sana della gioventù era lì…) che apre la strada al movimento popolare, alla riscossa popolare; anche a fronte della vergognosa assoluzione per gli imputati della strage di Piazza della Loggia a Brescia. Tutti assolti.

 

E ancora, senza scomodare i fior di ispettori e investigatori dell’antiterrorismo, che dire della pacifica e serena inattività delle forze dell’ordine che garantisce  impunità agli esponenti del connubio politico / criminale che governa il paese? Partiamo da Formigoni e dalla tavola rotonda degli indagati nella Regione Lombardia, proseguiamo con i responsabili del furto degli aiuti alle popolazioni alluvionate della Liguria, aggiungiamo, perché no, chi ha ordinato ed eseguito l’espulsione di due immigrati a cui è stata chiusa la bocca con un pezzo di scotch per non farli protestare… Ma ognuno di loro non ha tirato un sasso, non ha dato una bastonata, non ha resistito alla devastazione e al saccheggio di milioni di vite. Sono crimini, ma non violenti. Magistratura, questure, comandi dei Carabinieri possono agire con calma. Con tanta calma che sembrano non stiamo facendo niente. Che non fanno niente. Se poi concludiamo che chi organizza, dirige e manovra i grandi centri di investigazione e intervento delle forze dell’ordine in questo paese ha ancora le mani sporche del sangue dei pestaggi e delle torture della Diaz e di Bolzaneto, dell’omicidio di Carlo Giuliani… è tutto chiaro.

 

Intossicazione dell’opinione pubblica e repressione sono i pilastri su cui poggia il residuo potere della Repubblica Pontificia. Vanno di pari passo e sempre più andranno di pari passo, man mano che si aggrava la crisi politica, che crolla il teatrino della politica borghese, che le manovre e le riforme dei governi nominati dalla Banca Centrale e dal FMI spingono milioni di persone alla miseria e senza i diritti e le tutele conquistati con decenni di lotte.
E’ la fase terminale del capitalismo. Noi abbiamo gli strumenti, la concezione, la linea, la prospettiva per farvi fronte.
Alla legittima resistenza, alla radicale opposizione al sistema della disoccupazione, dello sfruttamento, della devastazione ambientale e del razzismo affianchiamo la legittima e giusta mobilitazione per costruire un mondo nuovo. In questa mobilitazione il valore e il senso della “giustizia” è rovesciato, rispetto alla concezione dominante in questo sistema: scendere in piazza, bloccare il paese, forzare i divieti, cacciare plotoni di occupazione e reparti di picchiatori non è un reato, non è un crimine, è un esempio. E questo esempio va valorizzato, sostenuto, esteso.
La parte migliore della gioventù, quella che in piazza San Giovanni ha combattuto per cacciare i reparti di picchiatori che occupavano la piazza, provocavano, eseguivano caroselli con i blindati, è quella che con il suo coraggio e la sua combattività può dare un contributo determinante al crollo della Repubblica Pontificia e alla costruzione di un paese e di un mondo nuovo.
Chi la giudica come la giudicano i tribunali dei padroni, gli stessi che assolvono gli stragisti, oggi non riesce nemmeno a concepire quanto e quale bisogno di protagonismo e mobilitazione serpeggia nelle strade, nelle piazze, nelle scuole e nelle università, nei posti di lavoro.
Monti e Napolitano vogliono una massa di sottomessi. Stanno contribuendo a costruire una massa di ribelli.

Solidarietà incondizionata a tutti i compagni arrestati e perquisiti. Libertà per Mauro Gentile e Davide Rosci, libertà per tutti e tutte!

Sottoscrivi2