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Aderire, promuovere e partecipare allo sciopero generale del 6 settembre contro la manovra economica della banda Berlusconi!

on . Postato in Archivio comunicati 2011

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Lo sciopero del 6 settembre può e deve diventare un punto di svolta nella trasformazione del nostro paese!

Non lasciare l’iniziativa in mano alla Camusso, non farsi legare le mani da regole che quest’ultima ha già più volte calpestato!

Superare il settarismo e avanzare con determinazione nella collaborazione tra le organizzazioni del sindacalismo conflittuale!

La FIOM, l’USB e gli altri sindacati di base hanno la forza, il prestigio e l’influenza  per condurre con successo la battaglia  contro la manovra mannaia e il governo Berlusconi!

La FIOM, l’USB e gli altri sindacati di base devono mettersi alla testa del movimento per costruire un Governo di Blocco Popolare che sottragga l’economia del nostro paese al mercato finanziario e agli speculatori anziché dare loro soddisfazione come fa il governo Berlusconi e come farebbe qualsiasi altro governo espressione della Confindustria, del Vaticano, dei finanzieri, dei banchieri, delle organizzazioni criminali e succube delle istituzioni del sistema imperialista mondiale!

L’Esecutivo della CGIL del 24 agosto ha proclamato sciopero generale di 8 ore per il 6 settembre prossimo contro la manovra economica del governo Berlusconi. Una manovra economica che, in nome del “pareggio del bilancio per mettersi al riparo dalla speculazione del mercato finanziario” e “della crisi globale”, riduce i salari dei lavoratori, estorce  più soldi alle masse popolari, estende il modello Marchionne a ogni azienda, elimina quanto resta dei diritti sindacali e politici dei lavoratori, il Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro e lo Statuto dei Lavoratori, abolisce gli enti locali e riduce la loro autonomia, elimina le feste che ricordano le vittorie delle masse popolari del nostro paese, aumenta sfruttamento e precarietà, impoverisce ed emargina una parte importante delle masse popolari, svende quello che ancora resta del patrimonio pubblico e cede ai capitalisti la gestione di servizi ancora pubblici. Non è solo una manovra iniqua e sbagliata, ma una vera e propria dichiarazione di guerra!

Quando la sinistra del movimento sindacale prende in mano l’iniziativa, costringe anche la destra a correrle dietro, a rincorrerla sul terreno della mobilitazione popolare
La dichiarazione di sciopero da parte della Camusso non è frutto solo dell’arroganza e delle pretese del governo Berlusconi, tanto è vero che la Camusso non solo ha sottoscritto l’Accordo  del 28 giugno, ma ancora ad agosto, dopo che la prima stangata Tremonti era già stata varata, ha sottoscritto il vergognoso Appello delle “parti sociali” al governo. La CGIL ha dichiarato sciopero, e non tra tre mesi ma tra poco più di 15 giorni, dopo che la FIOM ha preso l’iniziativa prima di convocare un incontro il 31.08.11 (adesso anticipato al 30.08.11) con tutte le associazioni e i movimenti per proseguire “in una comune battaglia per cambiare il nostro paese e affermare il lavoro quale bene comune" e poi per il 5 e 6 settembre, quando il Senato inizierà a discutere la manovra, aveva chiamato “i cittadini, i giovani e i pensionati a riempire le piazze d’Italia, compresa quella davanti a Palazzo Madama, una manifestazione straordinaria, che si accompagnerà alla mobilitazione permanente”, perché “indignarsi non basta, è ora di cambiare la società e la situazione politica. Di fronte alla gravità di una nuova manovra economica che sta mettendo in discussione diritti e democrazia di questo Paese, è necessaria una mobilitazione straordinaria”.
L’iniziativa della FIOM a sua volta si combinava con l’invito rivolto dall’USB a FIOM, ORSA, CUB, Confederazione Cobas, Slai Cobas, Unicobas, Snater, Usi e SiCobas a “incontrarci al più presto per valutare assieme se esistono le condizioni per far ripartire un lavoro comune di contrasto alla crisi e alla manovra del governo” e con l’appello “Dobbiamo fermarli” promosso a fine luglio da alcuni dirigenti della sinistra FIOM e dell’Area Programmatica “La CGIL che vogliamo”, dell’USB, dei Cobas, dell’area degli autoconvocati, delle organizzazioni studentesche e altre organizzazioni popolari, nonché alcune RSU di fabbrica.

 

Adesso la FIOM e il resto della sinistra CGIL devono tenere l’iniziativa in mano
Non  lasciare in mano alla Camusso la gestione dello sciopero (come di fatto è successo con quello del 6 maggio) in nome della “ritrovata unità” contro la manovra, né accordarsi con la destra CGIL che non esita a calpestare regole e a disattendere accordi. Prima e anche dopo la proclamazione lo sciopero, come denuncia nel comunicato di ieri Gianni Rinaldini, Coordinatore Nazionale dell’Area programmatica “La CGIL che vogliamo”. “Nella giornata odierna - 24 agosto 2011 - è stato inviato un comunicato della Segreteria Nazionale della Cgil a tutte le strutture dell'Organizzazione, dove si afferma che la consultazione sull'accordo sindacale Confindustria, CGIL, CISL, UIL del 28 giugno ‘è da considerarsi operativa’, anche durante la preparazione dello sciopero generale del 6 settembre. Questa circolare costituisce un falso, rispetto a ciò che abbiamo deciso nella riunione dei Segretari Generali delle strutture CGIL e delle Categorie Nazionali svoltosi nella giornata di ieri. Abbiamo all'unanimità deciso lo Sciopero Generale di 8 ore per il 6 settembre 2011 e, rinviato il Comitato Direttivo Nazionale, previsto per la prossima settimana, al 9 e 10 settembre, sospendendo nel frattempo la consultazione. Abbiamo scelto di rinviare a dopo lo sciopero generale la discussione sull'accordo del 28 giugno per la banale ragione di sapere a quel punto se il Decreto sul Lavoro del Governo, sostenuto da Confindustria, Cisl e Uil che cancella il Contratto Nazionale e i diritti del lavoro, sarà ritirato o meno. Questa è una delle ragioni fondamentali dello sciopero generale. Chiedo che questa circolare venga urgentemente ritirata, in caso contrario saremmo di fronte ad un atto di assoluta gravità ed irresponsabilità da parte della Segretaria Generale della CGIL che va ben oltre l'espressione di posizioni diverse esistenti nella Cgil, ma inerisce la lealtà e l'affidabilità dei rapporti nel gruppo dirigente e nei confronti dei lavoratori”.

Solo tenendo in mano l’iniziativa, mantenendo le mobilitazioni già in programma (l’incontro con le associazioni e i movimenti del 30.08.11, mobilitazioni del 5.09.11, ecc.), facendo fronte comune con i sindacati di base e soprattutto avanzando nella “battaglia comune per cambiare il paese”, la FIOM e il resto della sinistra CGIL impediscono alla Camusso e agli altri nipotini di Craxi di usare lo sciopero del 6 settembre per salvare la faccia, far sfogare l’indignazione popolare e riportare la situazione sotto controllo, di usare lo sciopero del 6 settembre a sostegno delle manovre del PD e degli altri gruppi della destra moderata per mettere assieme una soluzione di governo, alternativa a quello di Berlusconi, ma ugualmente infeudato ai poteri forti del paese e succube della UE, della BCE, del FMI e delle altre istituzioni del mercato finanziario e del sistema imperialista mondiale. La lezione da trarre è chiara: “La sinistra del movimento sindacale assolutamente non deve cedere la direzione e l’iniziativa alla destra sindacale, non deve mettersi sullo stesso piano della destra, cercare un accordo con la destra nell’illusione che così si è più forti. Se la sinistra cede l’iniziativa alla destra sindacale, alla Susanna Camusso e al resto della cricca craxiana che ha preso in mano la direzione della CGIL, andranno tutti in rovina. Se la sinistra si mette sullo stesso piano della destra e cerca un accordo, la destra è più forte, perché ha l’appoggio della borghesia e del clero, si alimenta delle paure che la borghesia e il clero spargono a piene mani, eredita dalla storia degli ultimi decenni posizioni di potere. Se invece la sinistra sindacale tiene in mano l’iniziativa della lotta, ne detta le forme e i tempi e mobilita le masse popolari sulla scala più ampia di cui è capace in iniziative coordinate e concatenate, adeguate a far fronte subito almeno agli effetti più gravi della crisi, la destra sindacale è costretta a seguirla per non perdere ogni credibilità, consenso e seguito tra la massa dei lavoratori” (dal comunicato del (n)PCI, n. 29 - 24.08.11).

Unificare le mobilitazioni e le parole d’ordine
Dando seguito pratico all’invito lanciato ad agosto, il 24.08 l’USB ha promosso un incontro con gli altri sindacati di base a conclusione del quale USB, USB, Slaicobas, ORSA, Cib-Unicobas, Snater, SICobas e USI indicono anche esse sciopero per il 6 settembre. E un passo avanti importante sulla strada della collaborazione di tutte le componenti della sinistra sindacale! Anche le altre organizzazioni sindacali di base devono fare propria questa decisione, a partire dalla CUB e dalla Confederazione Cobas!
Adesso, anziché scendere in piazze diverse da quelle della CGIL, bisogna puntare invece a unificare manifestazioni e parole d’ordine! I sindacati di base hanno un ruolo importante per far sì che lo sciopero del 6 settembre diventi uno sciopero combattivo, generale e generalizzato, un punto di svolta nella trasformazione del paese! Non devono rinunciare a unirsi con i lavoratori iscritti alla CGIL gran parte dei quali non può più della politica del governo Berlusconi, di Marchionne, di Sacconi, di Brunetta, di Tremonti, di Confindustria.

La soluzione è politica
La Camusso, rispondendo a Bonanni che stigmatizzava lo sciopero del 6 settembre come sciopero politico, ha affermato la legittimità che “un grande sindacato come la CGIL faccia politica, perché dalla politica dipendono le condizioni di vita e di lavoro delle persone”. Sicuramente la Camusso e il resto dei nipotini di Craxi che dirigono la CGIL (che fino a ieri a malapena si trattenevano dal plaudire Sacconi e Marchionne in prima fila nell’accusare la FIOM di fare politica), lo dice con l’obiettivo di sostenere le manovre di Bersani e il resto della destra moderata “antiberlusconiana”.  Ma è vero: dalla politica, cioè da chi ha in mano la direzione e nell’interesse di chi dirige il paese dipendono le condizioni delle masse popolari, la nostra vita e il nostro futuro! Per questo la FIOM, l’Area Programmatica “La CGIL che vogliamo”, l’USB e gli altri sindacati di base devono fare fronte comune e aggregare le altre organizzazioni delle masse popolari (dagli studenti, ai pensionati, agli immigrati, alle casalinghe), organizzare cassaintegrati, lavoratori in mobilità e disoccupati, coordinarsi con le amministrazioni comunali d’emergenza in un unico movimento per costituire un governo di emergenza popolare che elimini da subito gli effetti più gravi e distruttivi della crisi generale. Hanno la forza, i mezzi, il seguito e l’influenza per farlo!

Abolire il debito pubblico
Per “mettersi al riparo dalla speculazione sui mercati finanziari” bisogna sottrarsi al mercato finanziario, alla UE, al FMI, alla BCE e alle altre istituzioni del sistema imperialista mondiale, bisogna togliere ai banchieri, ai finanzieri, agli speculatori e ai loro compari la possibilità di decidere della nostra vita e del nostro futuro! Il debito pubblico è diventata una catena che soffoca la nostra vita. Bisogna abolirlo!
E’ possibile fermare il baratro in cui il governo Berlusconi, la Confindustria, il Vaticano e il resto dei poteri forti ci stanno trascinando e avviare la rinascita del nostro paese!

Unire le forze, tenere in mano l’iniziativa e aggregare le organizzazioni operaie e popolari nella lotta per costruire il Governo di Blocco Popolare!
Le organizzazioni operaie e popolari devono formare un loro governo d’emergenza per eliminare immediatamente gli effetti più gravi della crisi economica e ambientale, avviare la rinascita del paese e stabilire rapporti di solidarietà, collaborazione e scambio con i paesi che vogliono sfuggire alla morsa del sistema imperialista mondiale.
E’ l’unica soluzione politica realistica e alternativa a quella dei vertici della Repubblica Pontificia per porre fine al corso che le cose hanno seguito negli ultimi trent’anni e avviare il nostro paese verso l’instaurazione del socialismo.

 

 

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