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Comunicato sull’udienza del 13 luglio 2011 contro il (n)PCI, il P.CARC e l’ASP La lotta continua!

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Il vento di riscossa soffia in tutto il paese! Dopo il rinvio deciso il 25 maggio scorso (quando il GUP non si era neanche presentato in aula!), ieri si è tenuta a Bologna l’udienza preliminare dell’ottavo procedimento giudiziario per associazione sovversiva con finalità di terrorismo (art. 270 bis c.p.)  contro 12 compagni che fanno (o facevano) parte del (nuovo)Partito comunista italiano, del Partito dei CARC e dell’Associazione Solidarietà Proletaria. Dopo il rinvio deciso il 25 maggio scorso  (quando il GUP non si era neanche presentato in aula!), ieri si è tenuta a Bologna l’udienza preliminare dell’ottavo procedimento giudiziario per associazione sovversiva con finalità di terrorismo (art. 270 bis c.p.) contro 12 compagni che fanno (o facevano) parte del (nuovo)Partito comunista  italiano, del Partito dei CARC e dell’Associazione Solidarietà Proletaria. Questa volta era presente il GUP Alberto Gamberini, mentre non c’erano il PM e l’Avvocatura dello Stato che hanno mandato dei loro sostituti!!!

 

 

L’udienza si è fermata ai preliminari. Subito dopo la costituzione delle parti (l’elenco dei presenti e degli assenti), infatti, i nostri avvocati hanno presentato una prima eccezione circa la validità dell’udienza stessa in quanto non risulta nessun provvedimento di assegnazione al giudice che aveva presieduto (in sostituzione di Gamberini) l’udienza-lampo del 25 maggio e che aveva fatto dichiarare contumaci gli imputati assenti, quindi se tale provvedimento effettivamente non è stato fatto occorreva una nuova convocazione degli imputati dichiarati contumaci, se invece tale provvedimento era stato fatto era lo stesso giudice del 25 maggio, e non Gamberini, a dover presiedere anche l’udienza del 13 luglio. I sostituti del PM e dell’Avvocatura dello Stato si sono pronunciati per il rigetto dell’eccezione, il GUP Gamberini si è ritirato per valutare la questione e alla fine ha respinto l’eccezione.

Successivamente gli avvocati difensori - hanno chiesto il trasferimento del procedimento: visto che il primo atto dell’inchiesta a cui si riferisce l’udienza preliminare è stato iscritto presso il Tribunale di Napoli, la sede competente non è Bologna ma appunto Napoli;

- hanno chiesto la nullità del provvedimento di rinvio a giudizio per Giuseppe Maj in quanto non è stata data risposta alla richiesta di patrocinio gratuito presentata da quest’ultimo;

- hanno chiesto l’inutilizzabilità del materiale sottoposto a sequestro a seguito delle perquisizioni effettuate nel giugno del 2003 visto che la perquisizione e il sequestro a carico di Maj e Czeppel sono da ritenersi nulli per violazione del diritto di difesa: infatti a Giuseppe Maj, che risultava già indagato visti i pedinamenti e le intercettazioni effettuati dalla polizia italiana e francese, non è stato notificato alcun avviso di garanzia e Giuseppe Czeppel ha subito una perquisizione senza né una richiesta delle autorità italiane né alcuna richiesta rogatoria per l’acquisizione degli atti a suo carico; - hanno chiesto l’inutilizzabilità degli atti successivi al termine di durata massima delle indagini preliminari.

I sostituti del PM e dell’Avvocatura dello Stato hanno chiesto di rigettare tutte le eccezioni presentate dai nostri avvocati. Il GUP ha detto che gli occorreva del tempo per valutare le questioni sollevate e ha concordato con gli avvocati di aggiornare l’udienza al 15 settembre, alle h. 10.00. Mentre dentro il tribunale si teneva l’udienza, in Piazza Nettuno si è svolto un presidio che è durato per l’intera mattinata.

Circa trenta compagni e collaboratori del P. CARC, dell’ASP, dell’SLL e altri compagni di Bologna e un esponente del Coordinamento Immigrati Toscana-Nord hanno presidiato la piazza principale di Bologna, distribuendo centinaia di volantini di denuncia della persecuzione in atto, lanciando slogan e facendo comizi volanti, raccogliendo solidarietà, sottoscrizioni per le spese legali e firme di adesione all’appello No alla persecuzione e alla messa fuori legge dei comunisti! di decine di persone.

Durante il presidio è stata anche denunciata la persecuzione e la montatura giudiziaria condotta dalla polizia politica e dalla magistratura bolognese che da 4 mesi tiene in carcere 5 compagni del Circolo Fuoriluogo accusati di “associazione per delinquere finalizzata all’eversione dell’ordine democratico”; sono state denunciate le violenze, i pestaggi e gli arresti dei compagni che il 3 luglio hanno manifestato contro la devastazione ambientale, economica e sociale della Val Susa. Questo presidio con le sue bandiere, le canzoni di lotta e i comizi ha attirato l’attenzione di diversi turisti stranieri, alcuni hanno espresso la loro solidarietà firmando l’appello.

La lotta continua!

Facciamo appello a tutte le organizzazioni comuniste, antimperialiste, anarchiche, progressiste, ai sinceri democratici, agli organismi e movimenti di lotta a respingere con la solidarietà e la mobilitazione la campagna di criminalizzazione del comunismo e dei comunisti e di attacco contro quanti si organizzano e lottano per costruire un nuovo ordinamento economico e sociale che metta al centro l’interesse e il benessere delle masse popolari.

Invitiamo tutti

- a firmare l’Appello NO alla persecuzione e alla messa fuorilegge dei comunisti!

inviare la propria adesione via e-mail: Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo. , via fax al n.02.26306454

o per posta in via Tanaro n. 7, 20128 MI

- a esprimersi pubblicamente contro l’inchiesta a carico del (n)PCI (sull’iter di questa inchiesta e per maggiori dettagli vedere Dossier reperibile agli indirizzi http://www.carc.it e http://www.nuovopci.it/ ),

al PM Massimiliano Rossi presso la Procura della Repubblica di Bologna, Piazza Trento e Trieste, 3 - 40137, tel. 051.201111, fax 051.201948 – e-mail: Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo. al GUP Alberto Gamberini, sezione del GIP/GUP presso Tribunale di Bologna via Farini 1 – 40124, tel. 051.2751735, fax 051.271349

- a partecipare al presidio che si terrà il prossimo 15 settembre a Bologna (p.zza Nettuno) a partire dalle ore 9.00.

Usiamo anche la lotta contro la repressione e lo sviluppo della solidarietà con i compagni, i lavoratori e i giovani colpiti dalla repressione per rafforzare il processo di costituzione di un governo d’emergenza popolare che faccia fronte alla crisi, sbarri la strada a razzismo e guerra e avvii la rinascita del nostro paese!

Organizzazione, coordinamento e lotta contro la repressione, il razzismo e la devastazione ambientale, contro il piano Marchionne, l’accordo del 28 giugno e la manovra finanziaria, per far fronte agli effetti della crisi, per fare delle amministrazioni comunali un centro di mobilitazione per “un lavoro utile e dignitoso per tutti”, per costruire un governo di emergenza popolare, per l’abolizione del debito pubblico!

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