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8 giugno: sull'udienza di smistamento del processo “Caccia Allo Sbirro”

on . Postato in Archivio comunicati 2011

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Oggi si è tenuta l'udienza di smistamento del processo a carico di Angelo D’Arcangeli (membro della Direzione Nazionale del Partito dei CARC), Vincenzo Cinque (dirigente nazionale del Sindacato Lavoratori in Lotta), Romano Rosalba (del Partito dei CARC) e Fabrizio Di Mauro, accusati dal PM Morena Plazzi di aver creato il sito “Caccia Allo Sbirro” [http://cacciaallosbirro.awardspace.info/] in cui vengono resi noti i volti di agenti delle forze dell'ordine. L'udienza è stata presieduta dal giudice Pecorella. Era presente, anche questa volta, l’avvocato dello Stato Mario Zito, in rappresentanza dei Ministeri della Difesa e degli Interni costituitisi parte civile.
Gli avvocati della difesa, avv. Nicola Bramante del foro di Roma e l'avv. Benedetto Ciccarone del foro di Milano, hanno avanzato una serie di eccezioni inerenti all'ammissibilità dei due Ministeri come parte civile, di tipo formale e di tipo sostanziale:

  1. per presentarsi come parte civile è necessaria l'autorizzazione firmata dal Presidente del Consiglio, come da sentenza della Corte di Cassazione in materia, ma questa autorizzazione non è presente agli Atti;
  2. gli imputati sono accusati di violazione della privacy, reato che tocca la singola persona (agenti, in questo caso) e non l'istituzione (i Ministeri).

L'avvocato dello Stato Mario Zito ha risposto alle argomentazioni degli avvocati della difesa presentando, neanche a farlo apposta, l'autorizzazione, fin qui mai depositata, risalente al dicembre 2010 (prima dell'udienza preliminare) a firma però non del presidente del Consiglio ma di Gianni Letta (sottosegretario alla presidenza del Consiglio).
Mario Zito è venuto in aula con pochissimi fogli, tra cui guarda caso proprio questo documento, “stupendo” tutti i presenti per la sua chiaroveggenza e capacità di prevedere le mosse della difesa. Alta capacità professionale? Oppure qualcuno (chi e come si procaccia le informazioni, è facilmente immaginabile) lo ha messo preventivamente al corrente della linea difensiva discussa e scelta in privato dai legali degli imputati? A proposito di violazione della privacy….Rispetto alla sentenza della Corte di Cassazione richiamata dalla difesa sull'inammissibilità dei Ministeri, Zito ha commentato: “la Corte di Cassazione di sentenze ne emette tante...”, dimostrando grande rispetto verso le istanze preposte a garantire il corretto operato della Magistratura!
Il giudice Pecorella dal canto suo gli ha dato manforte rigettando tutte le eccezioni riguardanti i Ministeri, arrivando addirittura ad affermare che la costituzione in parte civile sarebbe stata ammissibile anche nel caso in cui non vi fosse stata l’autorizzazione della Presidenza del Consiglio.

La difesa ha quindi chiesto di poter convocare il ministro Maroni e il ministro La Russa per interrogarli rispetto ai danni che avrebbero subito dagli imputati. Il giudice, sorridendo in maniera sorniona, ha rigettato anche questa richiesta senza perderci troppo tempo.

Dulcis in fundo, Pecorella ha rigettato l'eccezione fatta in merito all'ammissibilità della lista dei testimoni dell'accusa che è stata presentata via fax (anziché depositata alla Cancelleria del Tribunale) e inoltre non recava neanche il numero telefonico di provenienza.
Alla richiesta del sostituto dell'avv. Camplese di effettuare finalmente il dissequestro del materiale informatico e fotografico sequestrato nell'aprile del 2009 agli imputati, Pecorella ha invitato l'avvocato a parlarne in separata sede, affermando “ora non ho tutti gli elementi necessari”. Di fronte all'evidente tentativo di tirarla ancora per le lunghe, i compagni imputati hanno protestato vivamente, pretendendo di mettere fine una volta per tutte al furto che hanno subito. Per questo motivo sono stati cacciati dall'aula, per poi essere riammessi poco dopo su richiesta degli avvocati della difesa.
A questo punto sono state fissate le date del processo: 31 gennaio e 21 febbraio 2012... il giudice ha insomma cercato di posticipare quanto più possibile questo processo destinato a finire in un buco nell'acqua, sempre che ci si attenga agli elementi di “prova” realmente presenti negli Atti!
Gli imputati hanno infine depositato agli atti una dichiarazione congiunta.
In piazza Nettuno in contemporanea si è svolto un partecipato presidio di lotta, denuncia e solidarietà. La necessità di contrastare gli abusi e le impunità, soprattutto quando interni agli apparati dello Stato, ha riscosso molto sostegno fra i cittadini: sono state raccolte più di 60 firme all'appello “vigilanza democratica”.

La lotta continua!
Facciamo appello a tutte le organizzazioni comuniste, antimperialiste, anarchiche, progressiste, ai sinceri democratici, agli organismi e movimenti di lotta a respingere questo attacco repressivo e sviluppare la più ampia solidarietà per i compagni accusati senza prova alcuna di aver creato il sito “Caccia allo sbirro”!
Firma e fai firmare l’Appello “Estendere e rafforzare la vigilanza democratica”
inviando una mail a: Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo. oppure on line su: http://www.cacciallabuso.net/

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