frpsi

frpslo

1959217 787559927951443 8372304507587195232 n

Stampa
PDF

Fare del 6 maggio uno sciopero generale, generalizzato e politico!

on . Postato in Archivio comunicati 2011

Valutazione attuale: / 6
ScarsoOttimo 

Cacciare il governo dei bombardamenti sulla Libia, dello scippo dei referendum, dell’impunità e dell’arbitrio dei ricchi e dei loro compari, della violazione della Costituzione, del piano Marchionne, della riforma Gelmini, dei nuovi campi di concentramento, della devastazione del territorio!

Il suo posto deve essere preso da un governo di emergenza popolare che ponga rimedio da subito agli effetti peggiori della crisi e avvii la rinascita del nostro paese anche andando contro gli interessi, le abitudini, le istituzioni e dei padroni, degli affaristi, del Vaticano e del clero!
Riceviamo e rispondiamo pubblicamente a un compagno della CUB che ci ha scritto a proposito dello sciopero indetto dalla CGIL per il 6 maggio

Il bicchiere è mezzo vuoto…

Cari compagni, (…) non sono iscritto alla CGIL, ma alla CUB che non aderisce e non partecipa allo sciopero finto del 6 maggio. Dico sciopero finto perché è uno scioperino di 4 ore, indetto da un sindacato che fino a ieri ha costretto i lavoratori ad accettare condizioni sempre peggiori e ha fatto la guerra contro i sindacati autonomi e di base. A febbraio la Camusso si è “svegliata”, costretta da più parti a convocare questo sciopero per maggio! E la CGIL sta facendo di tutto per non farlo riuscire, perché non sia una mobilitazione generale, perché non sia incisivo. Allora non voglio essere io, e come me tanti lavoratori combattivi, a “reggere il moccolo” alla Camusso e ai funzionari della CGIL!
Sono convinto anche io che uno sciopero veramente generale sia necessario, ma non è quello del 6 maggio. Per come stanno le cose quello del 6 maggio sarà un bicchiere mezzo vuoto: tante manifestazioni rituali, tante passeggiate, tante parole. Un vostro compagno mi ha detto che “dipende da noi” fare della giornata del 6 una giornata di lotta vera. Ma è difficile se non impossibile riuscire a cambiare il destino di una manifestazione che chi l’ha indetta ha già deciso che debba essere soltanto una formalità (…)

…sta a noi riempirlo!

Vero quello che dice il compagno della CUB sulla Camusso & Co. Vero anche quando dice che ci vorrebbe uno sciopero veramente generale! Ma quello che propone non sta in piedi con la situazione che c’è e non ci porta da nessuna parte.
La Camusso e i suoi soci sono alla testa della CGIL. Ma perché non fanno come Bonanni, Angeletti & Co? Perché devono tenere assieme molti lavoratori che mandano a quel paese Angeletti e Bonanni! Perché metà degli stessi funzionari e dirigenti della CGIL sono mesi che insistono per uno sciopero generale! Ci insistono per motivi diversi, si ripromettono cose diverse dallo sciopero generale? Vero, infatti non bisogna metterli tutti nello stesso mazzo.
Guardiamo la situazione. È possibile incastrare la Camusso & Co alla loro iniziativa truffa, perché hanno proclamato lo sciopero, possono cercare e cercheranno di truffare, ma non possono più tirarsi indietro. Milioni di iscritti della CGIL, milioni di lavoratori, pensionati, studenti, insegnanti, ricercatori, immigrati, casalinghe che in qualche modo sono legati alla CGIL e a quello che rappresenta, sono messi in moto.
Conviene o no, a noi, ai lavoratori che vogliono cambiare questo paese e sanno che è possibile, ma solo mobilitando, organizzando, unendo in questo obiettivo milioni di lavoratori, conviene o no approfittare del passo che la Camusso e la destra che dirige la CGIL hanno dovuto fare? Possiamo approfittare del passo falso che la Camusso & Co hanno dovuto fare?
Così bisogna porsi il problema di cosa fare dello sciopero che Camusso & Co hanno indetto per il 6 maggio. Se tutte le iniziative che i farabutti prendono, andassero come loro vogliono ... A volte alzano un sasso per colpire noi, ma il sasso glielo facciamo ricadere sui loro piedi!
Certo, non si tratta di andare a far numero il 6 maggio, per applaudire la Camusso & Co, a “reggere il moccolo”! Si tratta di prendere in mano la preparazione e la gestione dello sciopero! I sindacati alternativi e di base devono prendere la palla al balzo e indirlo anche loro, mobilitare i loro iscritti e funzionari per dare la propria impronta allo sciopero! Dobbiamo portare nelle manifestazioni le nostre parole d’ordine! Dobbiamo fare dello sciopero l’occasione per rompere steccati con lavoratori che vogliono le nostre stesse cose, ma finora non hanno osato rompere con le loro vecchie e gloriose organizzazioni! Anche loro oggi vedono che le cose vanno male, vanno male anche per loro!
È possibile fare quello che diciamo? Ci porta avanti fare quello che diciamo? Queste sono le questioni da porsi! Noi pensiamo che è possibile e che favorisce la nostra lotta! Quindi ci gettiamo nella mischia!
Sfidiamo anche il compagno che ci ha scritto, e quelli che la pensano ancora come lui, a dire perché quello che diciamo è sbagliato o perché non ci sono buone probabilità che funzioni. Certamente facendo come diciamo, le nostre forze, la forza di chi vuole farla finita con questo andazzo delle cose, crescono. Quindi diamoci dentro!
Il bicchiere è mezzo vuoto! È una constatazione! Ma l’importante è che abbiamo l’occasione buona per riempirlo. È la nostra linea di intervento. Proviamoci. E’ contagioso!

Fare del 6 maggio uno sciopero politico, generale e generalizzato, l’inizio di una mobilitazione che rende ingovernabile il paese alle autorità borghesi, una mobilitazione prolungata che si estende e assume forme nuove e contagiose: disobbedienza civile, ribellione a ogni sacrificio e imposizione, spese proletarie, uso gratuito dei servizi, rifiuto di pagare multe, ticket, imposte, mutui. Così è possibile far ingoiare ai poteri forti un governo di emergenza popolare. E non ci fermeremo lì! Un governo d'emergenza popolare è anche il primo passo per costruire un "nuovo modello di sviluppo del paese": un sistema di rapporti sociali che sia contemporaneamente corrispondente alle esigenze delle masse popolari, democratico, ecocompatibile, adeguato alle forze produttive materiali e intellettuali oggi esistenti, corrispondente ai sentimenti e alle concezioni più avanzate. Per avanzare nell'instaurazione del socialismo!

Nelle prossime settimane una lunga serie di ricorrenze, di mobilitazioni e di avvenimenti offrono occasioni e favorevoli perché i comunisti e i lavoratori avanzati creino le condizioni necessarie perché le organizzazioni operaie e popolari, arrivino a costituire un loro governo d’emergenza che traduca in provvedimenti pratici queste misure:

-          assegnare a ogni azienda compiti produttivi (di beni o servizi) utili e adatti alla sua natura, secondo un piano nazionale (nessuna azienda deve essere chiusa),

-          distribuire i prodotti alle famiglie e agli individui, alle aziende e ad usi collettivi secondo piani e criteri chiari, universalmente noti e democraticamente decisi,

-          assegnare ad ogni individuo un lavoro socialmente utile e garantirgli, in cambio della sua scrupolosa esecuzione, le condizioni necessarie per una vita dignitosa e per la partecipazione alla gestione della società (nessun lavoratore deve essere licenziato, ad ogni adulto un lavoro utile e dignitoso, nessun individuo deve essere emarginato),

-          eliminare attività e produzioni inutili o dannose per l’uomo o per l’ambiente, assegnando alle aziende altri compiti,

-          avviare la riorganizzazione delle altre relazioni sociali in conformità alla nuova base produttiva e al nuovo sistema di distribuzione,

-          stabilire relazioni di solidarietà, collaborazione o scambio con gli altri paesi disposti a stabilirle con noi.

Consideriamo alcuni esempi. Di fronte al ricatto contro gli operai della ex Bertone di Grugliasco (“o accettate il regime che ho imposto a Pomigliano o me ne vado”), Guido Viale (il Manifesto - 23.04.11) ha delineato un possibile impiego della fabbrica nell’ambito di un progetto di mobilità pubblica e privata. Sempre Viale alcuni mesi fa aveva formulato un progetto di impiego della fabbrica FIAT di Termini Imerese, poi definitivamente abbandonata dalla FIAT nelle mani di “imprenditori” che con tutta probabilità spariranno una volta incamerati i finanziamenti di Stato e Regione. Non giuriamo sull’uno o sull’altro dei progetti di Viale, ma li citiamo per dire che per quanto riguarda l’impiego di industrie e competenze produttive lo Stato, gli enti pubblici e le organizzazioni operaie e popolari ne possono mettere in campo vari. Si tratta principalmente di volontà politica!
Analogamente a livello internazionale, oggi il governo greco fa pagare ai lavoratori greci il 21% di interesse sui buoni del tesoro che le banche tedesche, francesi e di altri paesi, insomma il sistema finanziario internazionale, minaccia di non rinnovare. Se semplicemente rifiutasse di pagare interessi e capitale e si rivolgesse per finanziare il commercio estero ad altre fonti (di paesi interessati ce ne sono!), le banche creditrici sarebbero ridotte a più miti consigli.
Si tratta di mettere in campo un sistema articolato di misure coerenti su tutti i terreni, giocando tutte le carte. Questo è il Governo di Blocco Popolare. Questo vuol dire un governo composto da persone disposte a dare caso per caso forza e forma di legge ai provvedimenti che le organizzazioni operaie e popolari coinvolte indicheranno, anche se ognuno di essi lede gli interessi, viola le consuetudini e va contro le istituzioni della borghesia, del clero e, più in generale, del sistema imperialista mondiale.
Che i padroni che vogliono andarsene se ne vadano! Il Governo di Blocco Popolare userà tutti i mezzi di cui dispone per tutelare gli interessi dei lavoratori italiani e per prendere direttamente accordi con altri paesi eventualmente coinvolti. E’ una politica di guerra? Certamente è una politica di guerra contro i padroni che vogliono sfruttare la crisi per fare profitti e liquidare i diritti dei lavoratori e riducono i lavoratori alla disperazione, conto le istituzioni del sistema imperialista mondiale che sulla crisi, che loro hanno prodotto e perpetuano, ci marciano. Ma è meglio questa guerra anziché la guerra contro gli altri lavoratori che i Marchionne e gli Elkann impongono (“ogni impresa è una nave in guerra con le altre e sta a galla solo se l’equipaggio rema agli ordini del padrone”), anziché lasciarsi uccidere “pacificamente” dai padroni, giorno per giorno, di lavoro, di inquinamento, di malattia, di stenti, di disperazione!
“Perché le organizzazioni operaie e popolari costituiscano il Governo di Blocco Popolare, occorre moltiplicare il loro numero in modo da allargare la parte delle masse popolari che sono organizzate: creare organizzazioni operaie e popolari in ogni azienda, in ogni angolo del paese e su ogni terreno. Occorre rafforzare in ogni organizzazione operaia e popolare la convinzione che solo costituendo con le altre organizzazioni un proprio governo d’emergenza può raggiungere gli obiettivi per cui si è costituita, mentre se si limita a chiedere e rivendicare riforme e concessioni dai governi emanazione dei vertici della Repubblica Pontificia e dai padroni o finirà per disgregarsi o sarà coinvolta nella mobilitazione reazionaria, nella guerra contro gli immigrati, contro altri lavoratori e contro altri paesi. Occorre favorire in ogni modo la costituzione di coordinamenti e reti di organizzazioni operaie e popolari a livello locale, provinciale, regionale e nazionale che leghino tra loro le organizzazioni operaie e popolari in un unico movimento di disobbedienza e di ribellione, teso a costituire un suo governo d’emergenza. A queste condizioni è del tutto possibile per le masse popolari organizzate rendere il paese ingovernabile da qualsiasi governo emanazione dei vertici della Repubblica Pontificia e imporre la costituzione di un governo fatto da uomini di fiducia delle organizzazioni operaie e popolari e decisi ad attuare le misure necessarie per far fronte agli effetti della crisi anche se si tratterà caso per caso di provvedimenti che contrasteranno con gli interessi, le abitudini, le istituzioni e il corrente modo di fare della borghesia e del clero” (dal Comunicato del (nuovo)Partito comunista italiano - 25.04.11).

Prendere l’iniziativa e passare all’attacco!

Chi ha l’appoggio e la fiducia delle masse popolari ha la forza per governare il nostro paese!

Uniti contro la crisi possiamo costruire il nostro futuro!

Sottoscrivi2