Stampa
PDF

Contro la guerra di aggressione degli imperialisti ai danni del popolo libico. A fianco della rivoluzione democratica e della resistenza antimperialista dei popoli arabi

on . Postato in Archivio comunicati 2011

Valutazione attuale: / 3
ScarsoOttimo 

Le potenze imperialiste con alla testa la Francia, la Gran Bretagna e gli USA hanno scatenato una guerra di aggressione contro la Libia per togliere di mezzo Gheddafi che, benché venuto meno al ruolo antimperialista svolto per anni dopo il successo del movimento anticoloniale del 1969, resta comunque un collaboratore inaffidabile, per mettere saldamente le grinfie sulle risorse naturali del paese e per far retrocedere la rivoluzione in corso nei paesi arabi.

Gli speculatori che affamano il mondo, i complici dei sionisti di’Israele, gli assassini di civili in Afghanistan e in Iraq si spacciano per paladini della democrazia e dei diritti umani coprendosi dietro la foglia di fico di una risoluzione votata da un organismo al servizio del governo di Washington e dei sionisti che, dopo aver ignorato volutamente la proposta avanzata dal governo venezuelano e appoggiata dai paesi dell’ALBA (Alleanza Bolivariana dei Popoli per la  Nostra America) di formare una “Commissione Umanitaria Internazionale per la Pace e l’integrità della Libia, che invii osservatori e operi per una mediazione fra le parti, al fine di evitare un attacco militare del Paese e nel quadro degli sforzi della comunità internazionale per aiutare il popolo libico”, ha dato il via libera al “gruppo dei volenterosi criminali” che avevano già acceso i motori dei Tornado.

La campagna di disinformazione e intossicazione dell’opinione pubblica con cui i mass media borghesi hanno preparato il terreno all’attacco militare (do you remember le “armi di distruzioni di massa” di Saddam Hussein?) ha martellato sul fatto che “sono i rivoltosi di Bengasi a chiedere all’Occidente di intervenire per fermare il massacro di civili”. Ammessa e non concessa la veridicità di queste “richieste di aiuto”, non sarebbe la prima volta che le forze imperialiste manovrano, infiltrano, corrompono e tramano per trasformare movimenti e organismi popolari in uno strumento da adoperare a propri fini (come si spiega il fatto che da settimane in Libia operano agenti e soldati delle forze speciali britanniche SAS? E’ un caso che il capo di Stato maggiore dell'esercito ribelle sia un ex generale libico rientrato da poco in Libia dopo essere stato per vent'anni “esule” negli Stai Uniti?). Come non è la prima volta che movimenti e organismi promossi e foraggiati in funzione antirivoluzionaria dalle forze imperialiste si ritorcono contro i loro stessi padrini.

Le rivoluzioni in corso nei paesi arabi e musulmani hanno messo in allarme i caporioni dell’imperialismo mondiale che corrono ai ripari per salvare il salvabile del loro “ordine mondiale” che va a pezzi sotto la spinta congiunta della nuova ondata della rivoluzione proletaria e della guerra per bande tra i predoni imperialisti. La corsa sguaiata a chi bombarda di più e meglio la Libia, la lotta per il comando delle operazioni, la dissociazione del governo tedesco, il protagonismo militare di quello francese e la disgregazione del “gruppo dei volenterosi criminali” sono lo specchio degli scontri, delle tensioni, della lotta accanita fra i gruppi imperialisti: troppe e troppo acute le divergenze, gli interessi particolari, le concorrenze per un ruolo di primo piano nella spartizione del bottino, i timori di infiammare le rivoluzioni di nuova democrazia (antifeudale e antimperialista) in corso nei paesi arabi e musulmani!

Il governo Berlusconi si è aggregato all’iniziativa del “gruppo dei volenterosi criminali”. E’ la quarta volta (dopo Jugoslavia, Iraq e Afghanistan) che la borghesia italiana e i suoi governi di centro-destra e centro-sinistra, violando apertamente la Costituzione, trascinano il nostro paese in una guerra di aggressione spacciandola come “missione umanitaria”. Questa volta è per “proteggere la popolazione civile”: quella stessa popolazione che gli interventisti nostrani tengono e costringono in condizioni barbare e disumane quando sbarca a Lampedusa! I distinguo della Lega Nord, l’appoggio convinto del PD, il plauso del “difensore” della Costituzione Napolitano, gli ambigui comunicati della CGIL (prima sostiene la creazione della No fly zone poi, a bombardamenti iniziati, auspica “un’iniziativa politica e diplomatica”), la benedizione delle gerarchie vaticane sono l’ennesima, ulteriore conferma che la banda Berlusconi è una barca che affonda, ma soprattutto che la “santa alleanza” di chi mette i profitti dei capitalisti, le plusvalenze dei finanzieri, il pareggio dei conti pubblici al di sopra di tutto e di tutti, di chi non concepisce altra civiltà che produrre per fare profitti, non può che trascinarci verso nuove guerre mondiali e la devastazione del pianeta.

Il movimento pacifista si è messo in moto: presidi, mobilitazioni, azioni contro le sedi dell’ENI… La Rete “Disarmiamoli!” ha lanciato l’appello a fare una manifestazione nazionale a Napoli, sede del Comando delle forze navali USA in Europa, il quartier generale delle forze navali del Comando Africa e quello della Forza congiunta alleata. Dentro la CGIL si moltiplicano le prese di posizione contro la guerra e i contorsionismi della Camusso: la lotta contro l’intervento militare in Libia è parte integrante dello sciopero generale, politico, generalizzato! Alcune componenti del movimento pacifista hanno lanciato l’appello a fare una manifestazione nazionale a Mineo, in Sicilia, per liberare con un’azione di disobbedienza sociale i profughi rinchiusi in uno dei lager di Stato (CIE) e consentire loro di andare, liberamente, nei vari paesi europei. Alla guerra imperialista rispondiamo rendendo ingovernabile il nostro paese alla banda Berlusconi, sviluppando la più ampia mobilitazione contro la guerra (forti dell’esperienza del movimento No War che si sviluppò in USA a seguito della guerra in Iraq), la disobbedienza civile contro le misure razziste adottate nei confronti dei profughi, sostenendo le rivolte nei CIE, rifiutandosi di pagare l’aumento delle tasse per i costi della guerra, promuovendo scioperi e il sabotaggio nelle fabbriche che producono armi e che mirano a fare lucrosi affari. Contro la guerra imperialista è legittimo tutto quello che è conforme agli interessi delle masse popolari, anche se illegale!

Non un soldo per il governo della guerra, della miseria, del razzismo!

Non un soldato per la guerra di aggressione contro le masse popolari della Libia e degli altri paesi arabi!

Cacciamo via il governo della guerra, del nucleare e della miseria!

Il suo posto deve essere preso da un governo di emergenza popolare, formato da persone che godono della fiducia delle organizzazioni operaie e popolari e decise, anche a costo di ledere interessi dei ricchi e andare contro le loro abitudini e volontà, a dare forma e forza di decreti governativi ai provvedimenti particolari e concreti indicati dalle organizzazioni operaie e popolari

- per eliminare immediatamente gli effetti più gravi della crisi economica e ambientale e impedire che si ripetano nonostante la crisi del capitalismo che imperversa in tutto il mondo,

- per avviare la rinascita del paese e stabilire rapporti di solidarietà, collaborazione e scambio con i paesi disposti a stabilirli con noi, perché anch’essi vogliono sfuggire alla morsa del sistema imperialista mondiale.

Sottoscrivi2