Sottoscrizione a premi nazionale - Sostieni la rinascita del movimento comunista

Per acquistare i biglietti o RICHIEDERE UN BLOCCHETTO DA DIFFONDERE - resistenza@carc.it fb: Partito dei CARC

Biglietto Lotteria 2014

1° premio: soggiorno di 2 notti per 2 persone in località scelta in Italia; 2° premio: soggiorno di 1 notte per 2 persone in località scelta in Italia; 3° premio: 3 lt di olio d’oliva biologico della Val d’Orcia. ESTRAZIONE?10 gennaio 2015 

Stampa
PDF

Lettera aperta a Guido Viale sull’articolo “Si scrive sciopero, si pronuncia dignità” pubblicato su Il Manifesto il 5 marzo ‘11

on . Postato in Archivio comunicati 2011

Valutazione attuale: / 4
ScarsoOttimo 

Ho letto con grande interesse il tuo articolo “Si scrive sciopero, si pronuncia dignità” pubblicato su Il Manifesto il 5 marzo ‘11 e ti sottopongo alcune riflessioni in merito, al fine di contribuire a trovare una risposta all’interrogativo finale su cui solleciti ad intervenire il movimento operaio, ambientalista, studentesco, la società civile. Perché, come giustamente affermi, il futuro del nostro paese dipende da noi.

 

Riporto i passaggi finali dell’articolo: “(…) Nessuno lo sa meglio di chi vorrebbe o potrebbe prenderne il posto. Se Berlusconi continua a governare, non è perché si è comprato venti o trenta deputati come si è comprato ottanta o cento escort per le sue notti brave. È perché nessun «potere forte» ha interesse a metterlo in crisi; altrimenti lo potrebbe fare nel giro di una settimana. E non perché non senta il peso di un governo inconcludente, che però, finché dura, consente a tutti - Confindustria, Fiat, Chiesa, Mafia, Forze Armate, Massoneria, Finmeccanica (l'unica grande industria rimasta in Italia dopo la dissoluzione di Fiat Group: cioè produzione e vendita di armi - di seguire la propria strada. Che (vedi Fiat; vedi Chiesa) non ha comunque mai un respiro strategico. Ma perché, fatto fuori Berlusconi, e azzerato il suo potere affabulatorio - di cui la sua capacità di risorgere dalle proprie ceneri come l'araba fenice, o dalla propria bara come Nosferatu, è una componente essenziale, a cui la cosiddetta sinistra ha dato tutto il contributo che poteva dare - ai nuovi padroni toccherebbe il compito di prendere in carico quel mondo di macerie. E nessuno, per ora, ha trovato il coraggio di farlo.
Dobbiamo prepararci a farlo noi. Non noi «di sinistra» (cosa sarà mai?). Ma noi che vogliamo riappropriarci della nostra dignità. Come? Nessuno lo sa. Ma molti di noi sanno che cosa vorrebbero fare e con chi. Si tratta di ricreare uno, mille spazi pubblici, dove del che fare, senza sentirsi condizionati dall'impotenza dei partiti d'opposizione, si torni a parlare in un libero confronto. Il mondo cambia, e molto in fretta. Se in meglio o in peggio dipende anche da ciascuno di noi.”
La fotografia che hai scattato in questo passaggio è giustissima, oggettiva, inequivocabile. La cacciata della banda Berlusconi può avvenire solo per mano dell’azione del movimento popolare che da Pomigliano in poi, grazie all’azione della FIOM in primo luogo, ma anche dell’Area Programmatica “La CGIL che vogliamo” e dei sindacati di base, si sta sviluppando nel nostro paese, estendendosi e acquistando sempre maggiore fiducia in se stesso. Un movimento che non ha più intenzione di delegare ai partiti della cosiddetta opposizione, ma che vuol essere, ha coscienza della necessità di dover essere, artefice del futuro del nostro paese. Dalle rivoluzioni del Maghreb ci arriva un messaggio chiaro, incoraggiante, che concretizza, rende tangibile la possibilità di uscire dal vicolo cieco in cui i governi espressione dei poteri forti vorrebbero cacciarci, facendoci pagare la loro crisi. Il mondo sta cambiando in fretta, i processi si sono velocizzati. Dipende da noi, solo da noi, che il mondo cambi in meglio, dipende da noi costruire l’alternativa politica. Dobbiamo passare dall’essere “contro” all’essere “per”. Dobbiamo osare assumerci la responsabilità ormai inevitabile per proseguire nel percorso iniziato da Pomigliano di prendere in mano le redini del paese e riavviare la sua rinascita economica, politica, ambientale e sociale. Occorre un governo d’emergenza popolare composto da persone che godono della fiducia delle organizzazioni operaie, popolari, dell’associazionismo e della società civile  e che operano attuando i programmi e le misure da loro proposte. Non dobbiamo spaventarci davanti a questa via, per quanto inedita. Nella storia dell’essere umano le cose appaiono impossibili prima che si realizzino, anche quando ci sono le condizioni oggettive per la loro realizzazione, perché aprono prospettive inedite. Aprono un varco, per certi versi verso l’ignoto. Aprono un nuovo passo in avanti nello sviluppo della specie umana, nel suo percorso storico e sociale. Oggi, però, grazie ai popoli del Maghreb questo varco è stato in parte aperto. L’ignoto è meno “ignoto”. La via da seguire è più chiara. Sta a noi percorrerla.
Le condizioni oggettive per l’edificazione di un governo d’emergenza popolare ci sono tutte. Esiste la base sociale su cui deve poggiare e da cui deve ricavare alimento, forza, spinta propulsiva: la capillare rete di comitati, associazioni, sindacati di base e sinistra sindacale, coordinamenti, intellettuali progressisti, comunità di base del mondo cattolico. Esiste una comprensione su cosa fare in termini di misure da adottare. Tu stesso lo dici: “molti di noi sanno che cosa vorrebbero fare e con chi”. Il movimento per il bene comune sa meglio di chiunque altro, meglio di qualsiasi ministro di centro destra e di centro sinistra, quali sono le misure da adottare per far fronte al disastro ambientale in cui i poteri forti ci stanno facendo precipitare. Gli operai di Pomigliano, di Mirafiori, di Cassino, di Melfi sanno quali sono le misure da adottare per rilanciare la produzione, nel modo più rispettoso della dignità e della sicurezza dei lavoratori, della tutela dell’ambiente, del risparmio delle materie prime, ecc.. Gli studenti e i professori progressisti sanno quali sono le misure per edificare una scuola pubblica, laica, democratica e di livello. Gli operai della ThyssenKrupp, gli abitanti di Viareggio, dell’Aquila sanno quali sono le misure da adottare per sviluppare una reale sicurezza sui posti di lavoro e nelle città. Gino Strada ed Emergency sanno quali devono essere le misure da adottare per far funzionare delle strutture ospedaliere che garantiscano a tutti cure e prestazioni mediche di qualità o per avviare un interscambio proficuo e solidale con altri paesi. Gli immigrati autorganizzati sanno meglio di chiunque altro come scardinare gli ostacoli che impediscono la costruzione di una nuova Italia realmente multiculturale, antirazzista, progressista, democratica. Intellettuali come Margherita Hack possono dare un contributo di inestimabile valore per lo sviluppo della ricerca scientifica, libera dalle catene dell’oscurantismo vaticano. Il movimento femminile può indicare meglio di chiunque altro e meglio di qualsiasi ministro o ministra le misure da adottare per avanzare nella costruzione di una reale uguaglianza tra uomini e donne. Stessa cosa vale per il movimento gay. Le comunità di base del mondo cattolico sanno qual è la strada da percorrere per scardinare la struttura di potere delle lobbies che governano la Chiesa cattolica e il nostro paese, ammorbando l’aria e soffocando per primi gli stessi cattolici progressisti e sensibili alle tematiche sociali, desiderosi di costruire una nuova Italia fulcro e fucina di una nuova, superiore umanità.
Questo è l’unico governo in grado di attuare realmente la Costituzione italiana e avviare la rinascita economica, politica, ambientale e sociale del nostro paese!

“Ma i poteri forti non accetteranno mai di affidare il paese da un governo di questo tipo!”, forse ci obietterai. Il Maghreb mostra l’esatto contrario. Occorre rendere il paese ingovernabile da ogni governo e autorità dei padroni, del Vaticano, dei banchieri e dei ricchi. Se l’USB, i sindacati di base, la FIOM, l’Area Programmatica, il movimento per i beni comuni, la società civile chiamano i lavoratori e le altre organizzazioni operaie e popolari che si sono mobilitate nei mesi scorsi (RSU, RSA, altre organizzazioni sindacali, reti di studenti, ricercatori e precari e disoccupati, comitati ambientalisti, coordinamenti di immigrati, associazioni come Emergency, l’ARCI, l’ANPI, ecc.) a scioperare, facendo un vero sciopero generale in termini di data, contenuti e modalità (e non quello che la Camusso sta cercando di orchestrare per fiaccare il movimento popolare e mettere nell’angolo la FIOM), a moltiplicare le proteste di ogni genere, a generalizzare in ogni campo la ribellione e la disobbedienza ai sacrifici e alle imposizioni dei padroni e delle loro autorità, a estendere nel modo più organizzato possibile le iniziative per appropriarsi direttamente di quanto serve alle masse per vivere (spese proletarie, uso gratuito dei servizi, occupazioni di case, ecc.) possiamo cacciare via Berlusconi e la sua banda di criminali, affamatori, guerrafondai e razzisti e costringere i poteri forti a ingoiare il rospo di un governo di emergenza popolare. Gli avvenimenti del Maghreb confermano che è questa la strada. Dipende da noi!

Augurandoci che questo nostra lettera possa contribuire allo sviluppo del dibattito rispetto alla strada da percorrere, ti salutiamo e ti auguriamo buon lavoro.

Costruiamo l’alternativa politica alla crisi, prendiamo noi in mano le redini del paese!
Possiamo vincere, dobbiamo vincere, dipende da noi!

Il Segretario Nazionale del P. CARC
Pietro Vangeli

Sottoscrivi2