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Napoli. Amministrative: il Partito dei CARC sostiene la candidatura di Luigi De Magistris con una lista civica e chiama tutte le organizzazioni operaie e popolari a costruirla

on . Postato in Archivio comunicati 2011

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Il Partito dei CARC sostiene la candidatura di Luigi De Magistris a Sindaco di Napoli con una lista civica e chiama tutte le organizzazioni operaie e popolari a costruire la lista, il programma e a condurre la battaglia per un governo di alternativa popolare che contribuisca alla rinascita della città e del paese!

La gravità della crisi economica e ambientale, il suo carattere mondiale, le proteste e le rivolte che divampano in tutti i paesi parlano chiaro: il capitalismo è finito e non si tratta di mettere le toppe a un mondo in sfacelo, ma di costruirne uno nuovo.
La crisi è generale, mondiale, di sistema e con relativa rapidità la mobilitazione si è estesa, con forme e caratteristiche proprie: dall’Algeria alla Tunisia e poi come un’onda ha travolto paesi e regimi che sembravano stabili, fino alla monarchia del Bahrein.
Le centinaia di morti sotto i colpi delle armi dell’esercito, sotto i bombardamenti (come a Tripoli) indicano la ferocia dei vecchi regimi e contemporaneamente l’eroismo delle masse popolari che lottano per il nuovo.
La crisi, anche nel nostro paese, sta facendo scempio delle condizioni di vita e lavoro di un numero crescente di operai, dipendenti pubblici, precari, pensionati, casalinghe, studenti, lavoratori autonomi. Le divisioni tra i poteri forti (i vertici della Repubblica Pontificia), la disgregazione delle loro forze politiche (una per tutte la parabola del partito di Fini) e lo scontro tra poteri istituzionali sono alle stelle. Da Pomigliano in poi il movimento popolare contro la crisi è cresciuto e ha trovato nella FIOM, insieme alla sinistra sindacale e ai sindacati di base, il suo centro di aggregazione. Le rivendicazioni degli organismi che compongono il movimento di resistenza alla crisi non si sintetizzano ancora nel socialismo, ma nell’affermazione di “diritti, dignità, democrazia, Costituzione”.

 

A Napoli a maggio dovrebbero tenersi le elezioni per il rinnovo del Consiglio Comunale: la città è devastata dalla crisi economica, la disoccupazione, precarietà e licenziamenti, per non parlare del lavoro nero, aumentano; l’emergenza rifiuti non conosce tregua e la crisi politica profonda delle cricche di affaristi e politicanti è un efficace specchio della situazione nazionale. I due principali schieramenti di forze istituzionali, PD e PDL, sono completamente allo sbando lacerati dalle guerre intestine tra le diverse bande affaristiche che li compongono: basta vedere quanto accaduto alle primarie del PD, la violenta reazione della cricca del PD alla proposta di De Magistris di candidarsi per il centro-sinistra; mentre il PDL non riesce a trovare un candidato sindaco presentabile.  Mercoledì scorso con un colpo di mano hanno cercato di far cadere la giunta Iervolino con gli stessi metodi di compravendita utilizzati in Parlamento per tenere in piedi Berlusconi e il commissariamento potrebbe risultare un ottimo escamotage per chi vuol prendere tempo, rinviare le elezioni e cercare di ricomporre il quadro di equilibri di poteri. Intanto il movimento popolare di resistenza all’avanzare degli effetti disastrosi della crisi ha assestato duri colpi ad alcune delle manovre antipopolari dei governi locali: da Pomigliano è partito il primo sonoro NO al Piano Marchionne, la nuova discarica di Terzigno come quella di Quarto non sono state più aperte e ormai la parola d’ordine di tutti i movimenti ambientalisti è “la discarica né qui né altrove!”, la Regione ha dovuto fare marcia indietro sulla chiusura dell’ospedale Maresca mentre le altre ASL continuano la mobilitazione contro chiusure e smantellamento di servizi, la repressione feroce scatenata contro i disoccupati organizzati e precari BROS, mentre i responsabili dello sversamento in mare di rifiuti tossici sono tranquillamente a “soffrire” gli arresti domiciliari nelle loro ville lussuose. I disastri economici, sociali e ambientali creati dalla classe di parassiti che ci governa ha sortito l’effetto di coordinare le forze per farvi fronte e creare un ampio arco di forze che si organizza per una nuova società: gli studenti si uniscono ai lavoratori in lotta del San Carlo.

Per uscire dal pantano fetido in cui gli affaristi legali e illegali insieme ai caporioni della politica nazionale e locale vorrebbero affogarci non è sufficiente opporsi, è necessario costruire una vera alternativa politica, un governo di emergenza di blocco popolare a livello nazionale. Le singole lotte in difesa del territorio, del lavoro, dei servizi pubblici, dei diritti possono avere soluzione positiva, ma solo se si uniscono, solo se le organizzazioni operaie e popolari che le animano e guidano si coordinano per imporre ai poteri forti un governo di emergenza popolare a livello nazionale composto dai propri esponenti che già godono della fiducia delle masse perché dirigenti e parte attiva della moltitudine di lotte in corso.

Questo governo deve tradurre in provvedimenti pratici le semplici misure che ci occorrono:

1. assegnare a ogni azienda compiti produttivi utili secondo un piano nazionale;

2.  distribuire i prodotti alle famiglie, agli individui, alle aziende e ad usi collettivi secondo piani e criteri democraticamente decisi;

3. assegnare ad ogni adulto un lavoro utile e garantirgli le condizioni per vivere dignitosamente e partecipare alla gestione della società;

4. eliminare attività e produzioni inutili o dannose per l’uomo o l’ambiente, assegnando alle aziende altri compiti;

5. avviare la riorganizzazione delle altre relazioni sociali;

6. stabilire relazioni di collaborazione e di scambio con gli altri paesi.

Un governo d’emergenza popolare che non solo difenda la Costituzione, ma la applichi realmente e su ampia scala, ne estenda gli aspetti positivi: l’“utilità sociale dell’attività economica” di contro alla “libera iniziativa economica privata”. “Il coordinamento dell’attività economica a fini sociali” (art. 41), “la proprietà privata può essere (…) espropriata per motivi d’interesse generale” (art. 42), il trasferimento “allo Stato, ad enti pubblici o a comunità di lavoratori o di utenti, (di) determinate imprese o categorie di imprese, che si riferiscano a servizi pubblici essenziali o a fonti di energia o a situazioni di monopolio ed abbiano carattere di preminente interesse generale” (art. 43) di contro alla “proprietà privata riconosciuta e garantita dalla legge” (art. 42).

Ma quale governo vorrà mai applicare fino in fondo la Costituzione? Un governo di Berlusconi o di qualche altro rais della destra reazionaria? Un governo dei banchieri o degli industriali, come Draghi o Montezemolo? Un governo dei Bersani, Fassino o D’Alema? Già visti, già conosciuti. Tutti. Solo un governo composto dagli esponenti delle organizzazioni operaie e popolari e sostenuto da esse può prendere le misure necessarie a fare fronte alla situazione di crisi generale in cui ci troviamo e riavviare così la rinascita economica, politica e sociale del paese.

La candidatura di Luigi De Magistris a Sindaco di Napoli in una lista civica composta da esponenti della società civile e delle organizzazioni operaie e popolari ha dato e può dare un’ulteriore spinta al processo di aggregazione delle forze sane della città che lottano contro la crisi e sono coscienti che la soluzione è politica. Dobbiamo costruire un’Amministrazione di emergenza democratica per la città. La candidatura di De Magistris a sindaco può e deve andare in questa direzione. Questo perchè De Magistris ha preso posizione in difesa dei diritti dei lavoratori e contro il Piano Marchionne, ha denunciato chiaramente la natura eversiva del PDL e la deriva reazionaria cui rischia di convergere il paese sotto la direzione dei criminali che lo compongono, ha difeso il diritto all’acqua pubblica, ha partecipato alla difesa del territorio dalla devastazione ambientale utilizzando il suo ruolo nel Parlamento Europeo, ha preso una chiara posizione contro la collusione tra politica e camorra e la pratica della compravendita dei voti.

La costruzione di una lista civica composta dalla società civile con Luigi De Magistris candidato Sindaco è un primo, importante passo nella rottura dei giochi di palazzo, ma per andare fino in fondo è necessaria  l’azione e la mobilitazione delle organizzazioni operaie e popolari: sono queste che devono elaborare il programma della lista, mobilitarsi per la sua effettiva attuazione, contrastare i tentativi di sabotaggio che verranno messi in campo dal teatrino della politica, usare la campagna elettorale per rafforzare il coordinamento e la mobilitazione delle masse popolari per far fronte alla crisi e costruire l’alternativa politica, a cominciare da un governo cittadino alternativo e popolare. Napoli è una delle città principali del nostro paese e quello che avviene qui ha ripercussioni su tutta l’Italia, da Napoli possiamo dare un decisivo contributo alla rinascita del nostro paese, rilanciando così ad un livello superiore la battaglia aperta da Pomigliano in poi!  Solo se le organizzazioni operaie e popolari e la società civile svolgeranno questi compiti il progetto della lista potrà andare avanti anziché essere affossato da parte dei poteri forti e/o riassorbito dalle logiche del teatrino della politica borghese, trasformandosi da strumento di rinascita in appendice del sistema.

Napoli ha bisogno di un’amministrazione di emergenza!

Un’amministrazione d’emergenza di Napoli cosa deve fare?

Usare tutto il potere, l’autorità, i mezzi e gli strumenti di cui dispone per attuare le misure proposte dalle Organizzazioni Operaie e Popolari e promuovere la loro mobilitazione per attuarle e per stroncare i tentativi di sabotaggio da parte di Camorra, padroni, Chiesa e altri poteri affaristici e speculativi. Quindi:

1.       usare tutto il potere, l’autorità, i mezzi e gli strumenti di cui dispone  per

-          promuovere e sostenere la spinta delle organizzazioni operaie e popolari nell’elaborazione di misure concrete per far fronte agli effetti della crisi (ambiente, lavoro, scuola, sanità, immigrazione, acqua pubblica, casa, ecc.), favorire il loro coordinamento e la partecipazione attiva dei lavoratori e della popolazione alla gestione dei beni comuni e del patrimonio pubblico (acqua, territorio, rifiuti, patrimonio artistico e paesaggistico, ecc.) mettendo a loro disposizione gratuitamente locali comunali, reti telefoniche e internet, mezzi di trasporto, ecc.

tenere aperte le aziende pubbliche o miste, sostenere la lotta contro la chiusura e delocalizzazione di aziende, contro il Piano Marchionne e le altre misure e piani tracciati dal padronato, partendo dalla Fiat di Pomigliano che non si deve chiudere o smantellare, favorire la riconversione delle aziende attualmente addette a produzioni inutili o dannose

-          mobilitare chi è senza casa o vive in case pericolanti e insalubri a occupare le case lasciate sfitte dai ricchi, dalla Chiesa, dalle società immobiliari, a occupare cliniche e ospedali e far ricoverare gli ammalati in lista d’attesa nei reparti tenuti vuoti a disposizione di chi paga

-          mettere fine allo strozzinaggio legalizzato di Equitalia, sospendere il pagamento di imposte, multe, tickets, rate di mutui e interessi che soffocano le masse popolari, aumentare le tasse ai grandi proprietari, padroni, clero, ecc

-          mettere in atto misure concrete per risolvere i grossi problemi ambientali, a partire dalla raccolta differenziata dei rifiuti

-          contrastare gli attacchi repressivi nei confronti di chi lotta per la difesa dei diritti e la conquista di nuovi, denunciando pubblicamente e battendosi per revocare l’incarico a questori, prefetti, commissari e agenti che si macchiano di azioni repressive nei confronti di lavoratori, studenti, disoccupati, pensionati, immigrati, ecc. come Pasquale Trocina recentemente promosso a dirigente della DIGOS di Napoli a seguito dei pestaggi perpetrati nei confronti dei precari BROS (è lui il macellaio che ha reso quasi paralitico Gennaro Iovine). Sostenere quegli agenti che (come il poliziotto Francesco Paolo Oreste che a Terzigno si rifiutò di eseguire gli ordini) denunciano gli abusi di potere, le violenze e l’illegalità delle forze dell’ordine, al fine di spingere anche altri poliziotti a denunciare abusi, ecc.

-          promuovere e sostenere le iniziative contro il radicamento di gruppi fascisti e razzisti nella città

-          difendere gli  spazi occupati e dare nuovi  spazi di aggregazione per le masse popolari

2.       rifiutarsi di applicare le leggi razziste e antipopolari del governo, promuovendo la disobbedienza civile e di massa

3.       sostenere senza se e senza ma tutte le lotte e mobilitazione promosse dalle masse popolari per non pagare la crisi dei padroni, ponendo al centro il principio “è legittimo tutto quello che è conforme agli interessi delle masse popolari, anche se lede gli interessi dei padroni, camorristi e affaristi e le leggi che li tutelano!”

4.       stabilizzare i precari delle aziende pubbliche, assumere via via i disoccupati nelle aziende pubbliche per bonificare le aree inquinate e svolgere altre attività atte a rimettere in sicurezza il territorio, le abitazioni, le reti stradali, ecc. e, in attesa dell’assunzione, assegnare un reddito di cittadinanza

Sono solo alcuni esempi: spetta alle organizzazioni operaie e popolari completare il quadro dei provvedimenti necessari per fermare il disastro ambientale e sociale, per difendere e conquistare posti di lavoro, per applicare la Costituzione ed estendere i diritti democratici.

Lanciamo quindi l’appello a tutte le organizzazioni operaie e popolari, alla società civile, a tutte le forze comuniste, progressiste, sindacali, ambientaliste, agli intellettuali e ai sinceri democratici  a partecipare alla costruzione della lista e al suo programma, alla battaglia che questa dovrà portare avanti per contribuire alla costruzione di un governo d’emergenza popolare nazionale.

Facciamo  delle prossime elezioni una tappa per la rinascita democratica della città e per la costruzione di un governo di emergenza di blocco popolare per l’Italia!

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