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Manzo, il Questore di Pistoia, è stato denunciato!

on . Postato in Archivio comunicati 2011

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Comunicato stampa prodotto dalla Segreteria Federale Toscana del P.CARC sulla giornata di mobilitazione svolta ieri a Firenze per la cacciata del questore Manzo di Pistoia, sostenitore dei gruppi fascisti e artefiche della montatura giudiziaria scattata l'11 ottobre 2009 contro gli antifascisti toscani. Stronchiamo le prove di fascismo! Assoluzione per i compagni inquisiti nel processo di Pistoia!

19 gennaio 2010

Ieri pomeriggio in concomitanza con la seduta del Consiglio della Regione Toscana si è tenuto un presidio, organizzato dalla Federazione Toscana del P-Carc, davanti al palazzo della regione, per denunciare il ruolo eversivo del Questore Maurizio Manzo di Pistoia. Il Questore Manzo attraverso una montatura (ordita con il sostegno del PM Luigi Boccia), servendosi di manovre sporche antidemocratiche, ha cercato di intimidire e di stroncare il coordinamento regionale contro le ronde razziste e fasciste (ha accusato i partecipanti alla riunione, attraverso le false testimonianze di tre fascisti, di aver fatto irruzione nel covo fascista di Casa Pound), che si stava riunendo a Pistoia. Durante il presidio di ieri, attraverso l’intervento dei Consiglieri della Federazione della Sinistra – Verdi, è stata consegnata una lettera aperta al Presidente della regione Enrico Rossi: in questa lettera si chiede un intervento delle istituzioni contro le prove di fascismo promosse da elementi reazionari come il Questore Manzo, che sono un attacco diretto alle libertà democratiche fondate sull’antifascismo ed una minaccia per i cittadini di Pistoia e di tutta la Toscana. Sempre nella lettera si denuncia il ruolo di Manzo che già quando era Questore a Lucca si era distinto per il suo sostegno al gruppo fascista dei Bulldog (oggi condannati a diversi anni di galera per le diverse e gravi aggressioni fatte nel “periodo Manzo”), legato a Forza Nuova.

Al termine del presidio, Alessandro Della Malva (segretario federale toscano del P-Carc), uno degli antifascisti colpiti dalla montatura dell’11 ottobre ’09, si è recato in Questura di Firenze per sporgere formale denuncia nei confronti di Maurizio Manzo per abuso di potere, sequestro di persona, arresto illegale e dichiarazioni false. Ricordiamo infatti le tante irregolarità che hanno caratterizzato la montatura dell’11 ottobre: 1) gli antifascisti sono stati portati in Questura nonostante fosse già stata eseguita l’identificazione e nonostante non sussistessero le condizioni di “flagranza” o di “quasi flagranza” di reato, 2) il Questore Manzo dichiarò pubblicamente che gli antifascisti avevano agito armati di spranghe e bastoni, mentre nella perquisizione (senza mandato) eseguita nel circolo 1° maggio dove era in corso la riunione del coordinamento contro le ronde, non è stato trovato niente di tutto ciò (ad un agente è stato impedito di lasciare nel circolo un borsone sospetto: il G8 di Genova insegna!), 3) portati in Questura alcuni antifascisti sono stati sottoposti a tentativi di “interrogatori informali” (per meglio dire, illegali!), 4) in Questura è stata notata la presenza di una ragazza (Stella Baldi) che prendeva appunti su un quaderno: questa ragazza si è rivelata poi la fidanzata di uno dei fascisti presenti dentro Casa Pound (il consigliere comunale del PdL, Alessandro Tomasi) al momento dell’irruzione. Crediamo che i suoi appunti siano stati determinanti per costruire poi le false testimonianze dei fascisti su cui si basa tutta la montatura.

 

Teniamo alta la vigilanza perché questa denuncia non venga archiviata!

Invitiamo tutti a partecipare alle prossime mobilitazioni:

27 gen.: presidio davanti al Tribunale di Pistoia. Sosteniamo i compagni ed i familiari denunciati (presidio non autorizzato) per aver espresso solidarietà a Alessandro Della Malva davanti al carcere Santa Caterina!!!

31 gen.: presidio davanti al Tribunale di Pistoia per il processo sui fatti dell’11 ottobre. La montatura del Questore Manzo e del PM Boccia ormai è smascherata: pretendiamo l’assoluzione degli antifascisti!!!

Stronchiamo le prove di fascismo nel nostro paese!!!

Il Questore Maurizio Manzo deve essere cacciato!!!

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ALLEGATO

Firenze 10.12.10

Lettera aperta al Presidente della Regione Toscana, Enrico Rossi.

Le scriviamo questa lettera per chiederle di intervenire in merito all’ormai nota vicenda dell’irruzione nella sede di Casa Pound di Pistoia dell’11 ottobre 2009. Ora non staremo a ripercorrere le varie tappe del processo che ha visto come imputati sette antifascisti toscani: non lo faremo sia perché probabilmente è già informato su come si è sviluppato questo procedimento giudiziario, sia perché in ogni caso potrà trovare molto materiale al riguardo.
Quello di cui invece vogliamo parlarle è l’attacco ai valori democratici, che si è consumato in questo anno di arresti, detenzione e udienze in Tribunale. Non le vogliamo chiedere di entrare nel merito del processo vero e proprio, perché sappiamo che non ne avrebbe né la volontà, né la possibilità. Quello che le chiediamo è di intervenire facendo chiarezza (pretendendo che venga fatta chiarezza) sull’operato della Questura di Pistoia, che già ad oggi è coperto da molte ombre. Tutte le migliaia di persone che in questi mesi hanno sostenuto ed espresso solidarietà agli antifascisti arrestati sono rimaste letteralmente sconcertate dall’operato delle forze dell’ordine in questa vicenda. Tra queste migliaia di persone non ci sono solamente “militanti”, ma anche persone che non hanno mai fatto attività politica, lavoratori, uomini e donne che hanno visto in questa operazione di polizia un attacco ai principi di democrazia e di civiltà in cui credono e che sono sanciti dalla stessa Costituzione italiana.
In questo procedimento gli imputati (tutti incensurati) non sono mai stati considerati “innocenti fino a prova contraria”. Lo stesso Questore Maurizio Manzo, in contemporanea mentre venivamo fermati, dichiarava alla televisione che erano state trovate le armi (spranghe e bastoni) usate dagli aggressori per colpire la sede di Casa Pound: in realtà queste armi non sono mai state trovate, perché allora il Questore in persona ha voluto dire questa falsità?
La polizia, facendo leva su leggi del codice fascista ancora in vigore nel nostro ordinamento, ha portato in questura circa venti persone, per tre di queste sono stati decisi immediatamente gli arresti: tutto questo nonostante non sussistessero le condizioni di “flagranza”, né di “quasi flagranza” di reato (proprio in questi giorni vediamo che nemmeno chi è accusato di omicidio subisce la stessa sorte), perché? Da che cosa è stata dettata questa scelta? Il “garantismo” esiste solo per personaggi come Berlusconi o De Gennaro (in quel caso è lo stesso Ministro Alfano a ricordare a tutti che esistono 3 gradi di giudizio!!!)?
In questi mesi noi imputati siamo stati sottoposti a delle misure cautelari esorbitanti (mesi di carcere, arresti domiciliari ed infine una sorta di moderno confino), che hanno limitato pesantemente e a lungo la nostra libertà personale e messo in imbarazzo perfino gli agenti che erano preposti a controllarci. Il PM Luigi Boccia ha fatto di tutto per mantenere in piedi il capo di imputazione di “devastazione e saccheggio”(reato molto grave che prevede una pena da 8 a 15 anni di reclusione e che è servito a giustificare le misure cautelari nei nostri confronti), anche dopo che una sentenza in Cassazione si esprimeva sull’insussistenza di questo reato. Solo grazie ad un’ulteriore sentenza del Tribunale del Riesame e alle proteste che si sono levate da parte di antifascisti, associazioni, partiti (anche dai Consiglieri Regionali della Federazione della Sinistra-Verdi) e da sinceri democratici contro questa assurda ingiustizia, il PM, ormai senza più nessuna credibilità, ha dato le dimissioni dal suo incarico. Perché si è dimesso il PM Luigi Boccia, se era tanto convinto della nostra colpevolezza?
Da un dossier, prodotto dagli stessi imputati e da persone che si sono mobilitate al nostro fianco, sono emersi i tanti legami esistenti tra agenti della Questura di Pistoia ed organizzazioni apertamente fasciste come Casa Pound: nomi e cognomi di chi è legato strettamente ad un ambiente in cui la liberazione dal nazi-fascismo viene vissuta come un lutto, in cui il razzismo e la discriminazione sono un valore positivo, in cui l’esperienza del ventennio fascista e della Repubblica di Salò viene considerata un modello a cui rifarsi. È accettabile tutto questo dopo i sacrifici e il sangue di chi ha combattuto nella Resistenza Antifascista? È accettabile tutto questo in un paese che si dice democratico?
Durante l’ultima udienza del 1° ottobre scorso sono emerse delle testimonianze (a sorpresa) sconcertanti che hanno smentito irreparabilmente la credibilità di chi ci accusava. In pratica in questa udienza sono stati chiamati a deporre un giornalista del Tirreno (chiamato dagli avvocati della difesa) ed un abitante del quartiere dove sono avvenuti i fatti (chiamato dallo stesso giudice) che hanno smentito le dichiarazioni di due simpatizzanti di Casa Pound che fino a quel momento erano considerati i testimoni chiave. Ovviamente ora abbiamo tutti gli strumenti per rivalerci su chi ci ha danneggiati, costringendoci alla galera sulla base della sua falsa testimonianza. Quello però che ci chiediamo è: chi ha indotto questi squallidi personaggi a dire il falso? Chi ha fornito loro le informazioni necessarie per costruire la loro falsa testimonianza? Per quale motivo la polizia non ha effettuato nessuna reale indagine sui fatti, ma ha semplicemente “atteso” le dichiarazioni tardive (che vanno da un ritardo di diverse ore a due giorni) dei falsi testimoni?
Ormai anche i muri sanno che fin dall’inizio abbiamo denunciato questa operazione poliziesca come una montatura orchestrata dal Questore Maurizio Manzo. Montatura costruita con il preciso intento di stroncare sul nascere il coordinamento regionale contro le ronde razziste e fasciste promosse dal Governo Berlusconi. Infatti i venti compagni fermati il pomeriggio dell’11 ottobre 2009 dentro il circolo 1° maggio di Pistoia, questo stavano facendo: si stavano organizzando per dare una risposta alle misure razziste messe in campo dal governo. È per questo che rappresentavamo una minaccia.
Comunque non pretendiamo che lei condivida la nostra visione dei fatti. Quello che le chiediamo è di farsi garante della difesa di quanto rimane (a fronte delle leggi liberticide e antidemocratiche promosse da questo governo) delle conquiste di civiltà e democrazia a partire dalla nostra regione, la Toscana. Le chiediamo di farsi promotore di una verifica dell’operato del Questore Maurizio Manzo e di tutta la Questura di Pistoia. Le chiediamo di vigilare affinchè venga fermato chi fa carta straccia della Costituzione e chi crea una vera e propria persecuzione contro gli antifascisti. Il Questore Manzo, su cui gravano i sospetti di aver diretto la montatura che ci ha coinvolti, rappresenta una minaccia per la popolazione toscana: basti pensare a come si è comportato quando era il Questore di Lucca ed ha lasciato che i fascisti raggruppati nella tifoseria dei Bulldog imperversassero con pestaggi, aggressioni fino al tentativo di uccidere un giovane di sinistra della zona. Cosa faceva allora il questore, perché non si è avvalso delle “leggi di emergenza del ‘31” per fermarli? Non è possibile affidare la gestione dell’ordine pubblico delle nostre città a personaggi che invece si fanno promotori attivi della riabilitazione del fascismo: il Questore Maurizio Manzo deve essere sollevato dal suo incarico!
Del resto la stessa Questura di Pistoia era già stata protagonista di gravissimi abusi pochi anni fa: mi riferisco al pestaggio (proprio dentro le stanze della Questura) di quattro giovani (tra cui Marco Chiti, figlio di Vannino Chiti) ad opera di un buttafuori di una discoteca (cosa ci faceva lì dentro?) e di agenti della polizia. In quell’occasione lo stesso Claudio Martini dichiarò che “se tra i giovani che hanno subito il pestaggio non ci fosse stato il figlio di un sottosegretario l'episodio non sarebbe mai venuto a galla”. In seguito a questa vicenda solo tre agenti pagarono con gli arresti domiciliari (in Italia evidentemente è più grave essere accusati di aver rotto un vetro e rovesciato un tavolo, come è successo a Pistoia!): i rappresentati del SAP provinciale addirittura si permisero di “deprecare quel tipo di provvedimento”. Dal dossier che abbiamo prodotto emerge come l’attuale segretario provinciale pistoiese del SAP, Andrea Carobbi Corso, sia legato strettamente a gruppi apertamente fascisti come Casa Pound e la Fondazione Repubblica Sociale Italiana con sede a Terranuova Bracciolini.
Le chiedo di impegnarsi affinchè il Consiglio Regionale della Toscana si faccia promotore di valori che dovrebbero essere acquisiti, ma che vanno difesi da continui attacchi da parte delle forze reazionarie presenti nel nostro Paese: valori come quello dell’accoglienza verso popolazioni costrette ad emigrare dai propri paesi di origine (come è toccato anche al popolo italiano, nella sua storia), come quello dell’antifascismo che dovrebbe essere tuttora un pilastro portante della Costituzione ed un modello guida per le giovani generazioni, come quello della giustizia che non valga solo per alcuni (per i potenti, per chi ha i mezzi economici), come quello della libertà di espressione, di manifestare e anche protestare senza dover poi incorrere nella rappresaglia poliziesca (penso che tutti ci ricordiamo della famosa ricetta di Cossiga su come la polizia dovrebbe intervenire nelle manifestazioni studentesche!).
Concludo questa lettera salutandola e invitandola nuovamente a far sentire la presenza delle Istituzioni toscane a fianco di chi in questi mesi ha lottato per valori, che anche lei ha dichiarato fondamentali: valori come quello dell’antifascismo che deve essere, oggi ancor di più, un baluardo contro il riproporsi di politiche reazionarie che ci riportano ai periodi più tragici della storia d’Italia.

Alessandro Della Malva
Segretario federale toscano del P-Carc
Imputato nel processo dell’11 ottobre a Pistoia

Juri Bartolozzi
Imputato nel processo dell’11 ottobre a Pistoia

Comitato Amici e Parenti di Alessandro Della Malva

 

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