Stampa
PDF

La via per fare fronte agli effetti della crisi e' politica: governo di emergenza popolare

on . Postato in Archivio comunicati 2011

Valutazione attuale: / 13
ScarsoOttimo 
A ogni adulto un lavoro utile e sicuro! A ogni azienda quanto serve per funzionare!

A ogni persona una vita dignitosa!

Facciamo del 28 gennaio una giornata di mobilitazione generale e di sciopero generale!

Votare NO al referendum di Marchionne del 14 gennaio!

Il 16 ottobre ha messo in moto il processo per la costruzione di una reale alternativa al governo Berlusconi e ad altri governi che sono emanazione ed espressione degli interessi di padroni, banchieri, speculatori, mafiosi e cardinali (espressione della Repubblica Pontificia) e subordinato al sistema imperialista mondiale.

La manifestazione del 16 ottobre ha aperto la strada, il 14 dicembre ha dimostrato che è possibile e necessario costruire una soluzione politica popolare alla crisi: centinaia di migliaia di lavoratori e masse popolari sono scese in piazza, in risposta all'appello della FIOM, non solo CONTRO il governo, ma soprattutto PER costruire un'alternativa politica capace di fare fronte alla crisi.

 

Adesso diamo seguito a quelle aspettative, a quelle indicazioni, a quel movimento. La FIOM e le altre organizzazioni che hanno promosso e sostenuto le manifestazioni del 16 ottobre, del 14 dicembre e che si mobiliteranno il 28 gennaio devono mettersi alla testa di un movimento di massa per costruire un governo di emergenza popolare con un programma chiaro:

- assegnare a ogni azienda compiti produttivi secondo un piano nazionale (nessuna azienda deve essere chiusa),

- distribuire i prodotti alle famiglie e agli individui, alle aziende e ad usi collettivi secondo piani e criteri chiari, universalmente noti e democraticamente decisi,- assegnare ad ogni individuo un lavoro socialmente utile e garantirgli,

in cambio della sua scrupolosa esecuzione, le condizioni necessarie per una vita dignitosa e per la partecipazione alla

gestione della società (nessun lavoratore deve essere licenziato, nessun individuo deve essere emarginato),

- eliminare attività e produzioni inutili e dannose per l'uomo o per l'ambiente, assegnando alle aziende altri compiti,

- avviare la riorganizzazione delle altre relazioni sociali in conformità alla nuova base produttiva e al nuovo sistema di distribuzione, - stabilire relazioni di collaborazione o di scambio con gli altri paesi disposti a stabilirle con noi.

E' questa la "politica economica", il "piano economico e sociale alternativo" di cui abbiamo bisogno! Solo un governo d'emergenza composto dagli esponenti più riconosciuti delle organizzazioni operaie e popolari, delle forze migliori del paese può attuarlo.
La FIOM è diventata il centro di aggregazione del movimento di tutte le categorie e le classi delle masse popolari per far fronte alla crisi, cioè del movimento che di fatto va verso la costituzione di un governo di emergenza popolare. Il Piano Marchionne (l'unico vero piano per far fronte alla crisi che la borghesia imperialista italiana è riuscita a mettere in campo), ispirato dalla destra reazionaria (governo Berlusconi, i padroni, speculatori, mafiosi e cardinali) è accettato sostenuto dai sindacati di regime succubi a padroni e governo (CISL, UIL, UGL) ma che ha anche ampio sostegno nella destra moderata (PD), in parte della CGIL stessa e persino in quanti si definiscono di sinistra. Le misure di Marchionne e suoi mandanti e complici non solo non ci portano fuori dalla crisi, ma se passano aprono la strada a maggiori barbarie, alla miseria, alla guerra tra gruppi di masse, alla distruzione dell'ambiente e alla guerra tra stati e tra popoli! Non solo non salvano le aziende (come Mirafiori, Pomigliano, ecc.) da chiusure, delocalizzazioni ma portano alla schiavitù, al degrado materiale e morale di tutti i lavoratori e delle masse popolari.
Per questo bisogna smascherare e contrastare quanti nella CGIL (Camusso & C) sostengono dietro le quinte il Piano Marchionne, di quanti sono sostanzialmente d'accordo che i lavoratori devono chinare la testa e accettare ogni ricatto, imposizione e sopruso di padroni e governo e sostenere invece con decisione forza la FIOM e gli altri sindacati che hanno lottato contro il Piano Marchionne ieri a Pomigliano e oggi a Mirafiori. Solo la vittoria (o una significativa affermazione) del NO potrà salvare Mirafiori dalla chiusura perché rafforzerà la resistenza dei lavoratori e delle masse popolari contro gli attacchi di governo e padroni e creerà migliori condizioni per far si che le organizzazioni sindacali non asservite ai voleri dei padroni, a partire dalla FIOM e dei sindacati alternativi, diventino il centro promotore della costituzione di un governo di emergenza popolare. L'unico governo in grado di salvare gli operai della FIAT e insieme gli operai e le masse popolari dell'intero paese Da questa crisi possiamo uscire solo se le masse popolari organizzate costituiscono un loro governo d'emergenza deciso a fare tutto quello che occorre per tenere aperte le aziende, aprirne di nuove per fare il lavoro necessario a salvaguardare il paese dal disastro ambientale e a soddisfare i bisogni della popolazione, riavviare l'intera vita sociale, stabilire rapporti di collaborazione con altri paesi.
Dalla crisi non ci tirerà fuori un governo guidato dal PD o da un qualche “salvatore della patria” che fa parte della stessa cricca dei Marchionne, dei Ratzinger, dei Passera o gode della loro fiducia.
Promuovere e mettersi alla testa del movimento di tutte le organizzazioni operaie e popolari: la FIOM e l'Area Programmatica della CGIL hanno i mezzi e l'influenza per farlo, lo abbiamo visto il 16 ottobre!
Non è possibile governare un paese come il nostro senza un certo grado di collaborazione delle masse popolari e questo è impossibile se la casse operaia è all'opposizione. Chi ha l'appoggio e la fiducia delle masse popolari ha la forza per governare il nostro paese!

Un governo d'emergenza popolare è anche il primo passo per costruire un "nuovo modello di sviluppo del paese": un sistema di rapporti sociali che sia contemporaneamente corrispondente alle esigenze delle masse popolari, democratico, ecocompatibile, adeguato alle forze produttive materiali e intellettuali oggi esistenti, corrispondente ai sentimenti e alle concezioni più avanzate. Per avanzare nell'instaurazione del socialismo!

Sottoscrivi2