Pubblichiamo il saluto che il n(pci) ha inviato in occasione della parte pubblica del Congresso della Federazione Toscana che si svolgerà il 12 gennaio alle ore 16.00 nella sede del Partito dei CARC in via San. Giuseppe Vecchio, n. 83 a Massa

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12 gennaio 2019

Al Congresso della Federazione Toscana del Partito dei CARC (Massa)

Cari compagni,

ringrazio a nome del CC del (n)PCI la Segreteria Federale Toscana che ci ha invitato a parlare a questo Congresso.

I documenti proposti per il V Congresso nazionale del P.CARC sono del tutto congruenti con l’analisi del corso delle cose e la linea del (n)PCI: non è un caso né frutto di un accordo o della buona volontà. La nostra unità non ha niente a che fare con l’unità in vista di attrarre voti che tanti gruppi e organismi stanno contrattando per riuscire ad avere qualche seggio nelle elezioni europee di maggio o nelle elezioni amministrative di primavera. È il risultato del fatto che sia il P.CARC sia il (n)PCI nell’analizzare la realtà e nell’intervenire per trasformarla, si guidano con la concezione comunista del mondo. Eventuali divergenze non sono escluse: derivano da limiti o errori nell’analisi concreta della situazione concreta e si superano verificando nella pratica.

Attualmente sia per il P.CARC sia per il (n)PCI il lavoro per moltiplicare il numero di organizzazioni operaie e di organizzazioni popolari (OO e OP) è il principale lavoro esterno. Il lavoro sulle OO-OP è la sintesi di tutto il lavoro esterno della Carovana del (n)PCI ed è la verifica della buona qualità di esso, con la specificazione che il lavoro interno è premessa del lavoro esterno e funzionale ad esso – i risultati nel lavoro esterno sono la verifica della buona qualità del lavoro interno.

La rottura del sistema politico dei governi delle Larghe Intese che, sotto la direzione della Commissione Europea e la tutela del sistema finanziario internazionale, della NATO e del Vaticano, attuavano in Italia il programma comune della borghesia imperialista, è un avvenimento di grande importanza. La rottura della continuità della successione di governi delle Larghe Intese è come il rovesciamento di una dinastia.

A chi non si limita ad aspettare che la rivoluzione socialista scoppi e ad auspicarla, questo evento apre grandi possibilità di azione per avanzare verso l’instaurazione del socialismo. La rottura è il risultato della crescita della resistenza delle masse popolari alla politica imposta dai governi delle Larghe Intese. Come la scelta di astenersi dal voto, anche la scelta di votare il M5S o la Lega fatta da elettori delle masse popolari che prima votavano il PD e i suoi accoliti o altri partiti della coalizione di Berlusconi, è frutto di questa resistenza. Sta ora a noi comunisti promuovere, rafforzare e dirigere questa resistenza perché raggiunga livelli superiori. Dobbiamo legarci alla resistenza e orientarla, portando le masse popolari (e in particolare gli operai delle aziende capitaliste e i lavoratori delle aziende pubbliche) a organizzarsi e a prendere in mano direttamente la situazione.

Il governo M5S-Lega ha rotto la successione dei governi delle Larghe Intese ma non è in grado di liberarsi dalla tutela dell’UE, della NATO, del Vaticano, del sistema finanziario internazionale. Quindi non attua le sue promesse: noi dobbiamo mobilitare elettori e attivisti M5S e Lega a esigere dal governo l’attuazione delle promesse; passo dopo passo, battaglia dopo battaglia, operazione dopo operazione arriveremo a mobilitarli a creare le condizioni per attuarle realmente: cioè a far crescere il numero e la forza di OO e OP. Dobbiamo muoverci con visione strategica e con flessibilità tattica.

Oltre che sugli elettori del M5S, possiamo e dobbiamo intervenire anche sugli elettori della Lega. Dove ci sono lavoratori, ci devono essere i comunisti, i comunisti possono orientare. “Prima gli italiani” deve significare lavoro e condizioni dignitose di vita per tutti i lavoratori italiani. “Prima gli italiani” deve significare impedire che gruppi stranieri vengano nel nostro paese, acquistino aziende, le smembrino e le delocalizzino. “Prima gli italiani” deve significare essere in prima linea contro la morte lenta delle fabbriche, per la sicurezza sui posti di lavoro, curare la manutenzione di strade, scuole e ospedali! “Prima gli italiani” deve significare porre fine alla partecipazione dei gruppi imperialisti italiani e delle forze armate italiane alla devastazione e al saccheggio dei paesi oppressi, causa dell’emigrazione.

Allo stesso tempo, dobbiamo sostenere tutte le mobilitazioni e iniziative contro le misure reazionarie adottate dal governo M5S-Lega: la lotta contro l’influenza che hanno nella Lega e nel governo i promotori e fautori della mobilitazione reazionaria delle masse popolari italiane contro gli immigrati (il Decreto sicurezza e altre leggi messe a punto dal governo M5S-Le sono in larga misura opera loro) ci dà modo di mobilitare anche quella parte delle masse popolari che è ancora legata al PD e alla sinistra borghese di vecchio tipo.

Chi fa dichiarazione di pietà per gli emigranti e non si preoccupa di assicurare lavoro e condizioni dignitose di vita e di lavoro ai lavoratori italiani, è un imbroglione. I lavoratori italiani e immigrati non hanno bisogno della pietà e della carità che nascondono lo sfruttamento da parte dei capitalisti e della criminalità organizzata, ma di diritti e di dignità.

La rottura della successione dei governi delle Larghe Intese è quindi un ottimo risultato della resistenza delle masse popolari. Essa offre a noi comunisti condizioni favorevoli ad affermare la funzione dirigente dei comunisti verso le masse popolari: questa è condizione indispensabile (assieme all’esperienza pratica e diretta di passi in avanti, di vittorie) per superare la sfiducia che è l’arma maggiormente usata dalla borghesia imperialista e dal clero per perpetuare il loro dominio, facendo leva sulla sconfitta che abbiamo subito e sulla novità delle condizioni in cui avanza la rivoluzione socialista nel nostro paese.

A chi pensa che non è possibile cambiare le cose, mostrate gli insegnamenti tratti della lotta della Rational, compagni! Un piccolo gruppo di operai se diretti dai comunisti possono mettere in moto un processo che va ben oltre la loro azienda, che infonde coraggio e fiducia nella classe operaia e nel resto delle masse popolari del territorio, che favorisce la nascita di altre OO e OP, che alimenta il coordinamento con altre OO e OP, che costringe la sinistra borghese e anche pezzi delle Larghe Intese ad attivarsi, ecc. Alla Rational non abbiamo vinto (l’azienda è chiusa) non perché era impossibile, perché gli ostacoli erano insormontabili, perché le forze erano poche, perché il PD e la CGIL hanno abbandonato la lotta, ecc.

Alla Rational non abbiamo vinto principalmente per due motivi: il primo è perché la lotta contro la chiusura dell’azienda è partita troppo tardi, quando il padrone aveva già chiuso i battenti: bisogna giocare d’attacco, organizzarsi e mobilitarsi senza neanche aspettare i segnali che il padrone vuole chiudere; nei paesi imperialisti passare dalle attività produttive alla speculazione finanziaria è tendenza generale dei capitalisti: i lavoratori devono occuparsi da subito del futuro della loro azienda; il secondo perché chi era alla testa di questa lotta non ha creduto fermamente che la vittoria era possibile, non ha lottato in modo spregiudicato e senza remore, non si è dato fino in fondo i mezzi per vincere! Questi sono importanti insegnamenti, compagni: per vincere bisogna organizzarsi e mobilitarsi prima che la fabbrica venga chiusa, giocare d’attacco e voler vincere. Bisogna osare sognare, osare lottare, osare vincere!

Termino con l’augurio che ognuno di voi prenda con forza e dignità il suo posto nella lotta per far avanzare la rivoluzione socialista e creare le condizioni per costituire il governo d’emergenza delle masse popolari organizzate, tappa della rivoluzione socialista. Il V Congresso nazionale del P.CARC indica la strada da seguire.

Compagno Ulisse, segretario generale del Comitato centrale del (n)PCI.

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