Intervento ai congressi della FGCI

Verbano-Cusio-Ossola (VCO). Il 18 novembre alla Casa del popolo di Trobaso si è svolto il congresso regionale della Federazione Giovanile Comunista Italiana, a cui ha partecipato una delegazione di compagni della sezione di VCO. Una giovane candidata del P.CARC, dopo l’intervento iniziale del segretario piemontese della FGCI, ha letto un saluto con cui ha riportato l’esempio della mobilitazione nella sua scuola, dove lei e altri studenti stanno intervenendo per costruire un collettivo che si occupi di quello che succede dentro l’istituto tramite questionari di inchiesta distribuiti a tutti gli studenti. E’ un lavoro che sta riscuotendo attenzione e partecipazione. La linea di organizzarsi senza delegare ha suscitato interesse e molti dei presenti hanno chiesto di mantenere i contatti con la Sezione: una buona premessa per sviluppare anche nel verbano un lavoro comune con la FGCI.

Napoli. Il 24 e 25 novembre si è svolto a Napoli il II Congresso Nazionale della FGCI a cui, come Partito, abbiamo portato il nostro saluto. Alla parte esterna del Congresso erano presenti circa 50 compagni appartenenti a varie organizzazioni e partiti tra cui Potere al Popolo, PRC, USB e alcuni delegati di partiti comunisti stranieri. Gli interventi sono stati tanti e si è discusso in particolare della situazione politica attuale (soprattutto riguardo alle ricadute sulla scuola pubblica: questione della Buona Scuola, edilizia, Alternanza scuola-lavoro, ecc.) e di quali sono i compiti dei comunisti. L’intervento del P.CARC ha voluto essere un contributo all’analisi del corso attuale delle cose, mettendo l’accento su cosa possono e devono fare i comunisti per porre fine allo sfacelo imposto dalla classe dominante, auspicando che la collaborazione tra P.CARC e FGCI continui e si rinforzi in tutta Italia, avviando ragionamenti e discussioni a partire dal bilancio del movimento comunista italiano e internazionale e sviluppando una sinergia negli interventi davanti a Università e scuole superiori.

 

Nel movimento studentesco

Siena, la lettera degli studenti al governo. Il collettivo del Liceo Classico di Colle Val d’Elsa, del quale fa parte anche una candidata del P.CARC, ha scritto nelle scorse settimane una lettera indirizzata al governo per chiedere conto delle misure contenute nel Contratto di governo a proposito della scuola pubblica. Gli studenti hanno voluto metterlo davanti alle sue responsabilità. Si legge nella lettera (pubblicata interamente sul nostro sito): “Abbiamo a cuore la nostra scuola perché è lo strumento con cui piantiamo le radici del nostro futuro e siamo stanchi di vederla piegarsi sotto i colpi dei decreti che ratificano tagli e politiche del risparmio. Crediamo, come recita il contratto di governo, che in questi anni le riforme che hanno coinvolto il mondo della scuola siano state insufficienti oltre che inadeguate. (…) Vogliamo che i momenti di aggregazione e dibattito tra studenti continuino a essere uno degli strumenti fondamentali per la crescita personale dell’individuo, oltre che lo strumento principale per trovare proposte per far fronte ai problemi della scuola, perché siamo noi, insieme ai nostri insegnanti, a viverla ogni giorno. Siamo stanchi di essere etichettati come fannulloni o eversivi, come ragazzi che cercano di sottrarsi allo studio “perdendo tempo a lottare” per quei diritti che il governo ha promesso di riaffermare, ma di cui ancora non si vede nemmeno l’ombra. Secondo noi il Governo M5S – Lega deve cominciare a guadagnarsi la qualifica di governo del cambiamento, deve mettere in campo misure concrete che vadano negli interessi degli studenti e delle loro famiglie, ma anche degli insegnanti e può cominciare dirottando le somme stanziate per le grandi opere, come il TAV o il TAP, sull’utilità dei quali il dibattito è ancora aperto, per destinarle al risanamento dell’istruzione sotto ogni aspetto”. La lettera è stata rilanciata anche da altri collettivi studenteschi di Siena e provincia ed è stata lo strumento per mettere in contatto le varie realtà tra loro, dando il via a un intervento degli studenti anche sul meet-up cittadino del M5S.

Firenze. Riportiamo due esempi significativi in cui sono mobilitati compagni e collaboratori del Partito insieme a collettivi di cui sono parte, due esperienze che mostrano bene quello che intendiamo con “occuparsi della scuola e uscire dalla scuola”.

Il collettivo KITA della scuola superiore di Agraria non solo ha denunciato pubblicamente il mancato funzionamento dell’impianto di riscaldamento dell’istituto, ma sta portando avanti un lavoro di inchiesta su come vengono utilizzati sia i soldi pubblici che quelli provenienti dai finanziamenti privati destinati alla scuola e su come vengono distribuiti i carichi di lavoro all’interno dell’istituto. I dati sono stati poi portati all’attenzione di tutti gli studenti durante un’assemblea d’istituto e con volantinaggi all’uscita delle lezioni: autorganizzazione e trasparenza! Il 5 e il 6 dicembre ha poi partecipato, insieme ad altri collettivi, a un presidio sotto la Regione per chiedere un miglioramento della situazione dell’edilizia scolastica: anche nel loro istituto mancano spazi e ci sono vari problemi strutturali, come nella maggior parte delle scuole del nostro paese.

Il collettivo COSMOS del liceo Castelnuovo ha organizzato un volantinaggio durante l’open day per denunciare una serie di malfunzionamenti (dalla mancanza di spazi al degrado dell’edificio) e la violazione dei diritti degli studenti (negazione delle assemblee plenarie, richiesta del contributo “volontario” troppo esosa, formazione di classi di élite di studenti selezionati in base ai voti, ecc.). L’azione ha richiamato l’attenzione degli altri studenti e dei professori, la Preside ha invece minacciato di querela due giovani del collettivo. Nonostante ciò l’iniziativa ha innescato una piccola, ma significativa, mobilitazione per “fare ciò che è legittimo anche se non è legale”: un professore si è organizzato autonomamente per dipingere alcune aule e un bidello ha sistemato le porte dei bagni del piano in cui lavora senza aspettare il “via libera” dai preposti.

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