Milano, 13 dicembre 2018. Apprendiamo dai giornali dell’operazione repressiva contro il Comitato Abitanti Giambellino Lorenteggio: 9 arresti, lo sgombero della Base di Solidarietà Popolare e di vari alloggi che erano stati sottratti alla speculazione e al degrado per essere assegnati dal basso. Le notizie che abbiamo sono poche altre, ma sufficienti per affermare tre cose:

1. le autorità che hanno condotto le indagini hanno diramato la notizia che si tratta di “un colpo al racket delle occupazioni” sostenendo che il Comitato chiedesse soldi alle famiglie in cambio di sostegno nell’individuazione e nella presa di possesso degli alloggi. Si tratta di una ridicola montatura per screditare l’opera del Comitato: farlo passare per una banale organizzazione criminale è il modo per coprire il vero motivo della rappresaglia repressiva, che emerge anch’esso fra le parole di giudici e Carabinieri. Il Comitato “si sostituiva alle autorità preposte” all’assegnazione degli alloggi, cioè il Comitato scavalcava i comitati di (mal)affare, le clientele, le lungaggini insensate, le volontà politiche di amministratori e burocrati collusi con i palazzinari per affermare nella pratica il diritto alla casa per tutti, in particolare che fosse garantito a chi non ha i soldi per comprarla o per pagare un affitto che è un salasso. Il Comitato, quindi, andava punito e bisognava fargli terra bruciata intorno facendolo passare per un sodalizio criminale.
Affermiamo invece che organismi come il Comitato Abitanti Giambellino Lorenteggio sono un esempio da sostenere e replicare, che la città di Milano e tutto il nostro paese ha bisogno di 10, 100, 1000 Comitati che si occupano direttamente di affermare e praticare i diritti conquistati con le lotte dei decenni passati e che fra affarismo, speculazioni, sistematica ricerca del profitto in ogni ambito vengono invece smantellati, elusi, negati. Vale per il diritto alla casa come per il diritto al lavoro, vale nei quartieri come nelle aziende private e pubbliche, nelle scuole.

2. Le modalità e la spettacolarizzazione dell’operazione repressiva lasciano intendere che o la “bolla mediatica” si sgonfia (man mano che verranno a galla le manipolazioni, le strumentalizzazioni, il sensazionalismo e la montatura giudiziaria) oppure “il caso” si presterà ad essere il primo ambito di attuazione del dispositivo previsto nel Decreto Salvini, in particolare su quelle misure che tendono a trattare come una “cupola criminale” i promotori di mobilitazioni e assegnazioni dal basso degli alloggi. La mobilitazione solidale e collettiva per fare fronte comune contro la repressione è un ingrediente decisivo per rivoltare l’operazione contro chi l’ha orchestrata e condotta, per passare da accusati ad accusatori, per affermare ciò che è legittimo su quello che è considerato illegale, per allargare il raggio e la portata della mobilitazione popolare. Sono mille i campi in cui e le forme per cui coloro che, in vari modi e a vari livelli, promuovono l’organizzazione e la mobilitazione popolare “marciano divisi”, la difesa collettiva del Comitato Abitanti Giambellino Lorenteggio deve indurre a “colpire uniti” perché la pratica di cui è promotore è patrimonio collettivo.

3. Ci rivolgiamo direttamente a tutti gli organismi, quale sia la loro natura, che sono attivi nella lotta per il diritto alla casa: sindacati, comitati, reti, ecc. affinché prendano posizione pubblica in solidarietà e sostegno al Comitato Abitanti Giambellino Lorenteggio. Se le autorità hanno gioco facile nell’isolarlo, se lasciamo alle sole forze del Comitato la resistenza a questa montatura, se lasciamo un qualche margine di spazio alla versione della “cupola del racket”, se non facciamo tutti un passo avanti collettivo, allora faremo tutti un passo indietro.
Compatibilmente con le forze a disposizione partecipiamo materialmente, e incondizionatamente partecipiamo idealmente, alle iniziative che saranno convocate nei prossimi giorni contro la montatura poliziesca e in solidarietà e sostegno al Comitato Abitanti Giambellino Lorenteggio e caratterizzeremo in questo senso il presidio che già era convocato in via Padova per sabato 15 dicembre alle 16 “per la sicurezza popolare” contro il degrado dei padroni, il razzismo di stato e la repressione (https://www.facebook.com/events/738920813155703/).

Libertà per i compagni arrestati!

10, 100, 1000 organizzazioni operaie e popolari che fanno ciò che è legittimo anche se è considerato illegale, che diventano nuove autorità pubbliche, che assediano con la mobilitazione, la partecipazione e il protagonismo dal basso le vecchie autorità borghesi.

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