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Le masse popolari hanno aperto una breccia nel sistema politico delle Larghe Intese, dobbiamo allargarla fino a

IMPORRE UN GOVERNO DI EMERGENZA POPOLARE

Valorizzare a questo scopo tutte le mobilitazioni contro le grandi opere inutili e imposte, per un lavoro utile e dignitoso per tutti, per difendere e preservare l’ambiente e i territori, contro il razzismo di stato e la repressione.

“Non ci sono governi amici”. La storia e l’esperienza del movimento NO TAV dimostrano che la decisione di un governo è carta straccia se il governo non ha il potere e la forza di sottomettere la mobilitazione popolare; questo vale per ogni governo e a maggior ragione per quello attualmente in carica la cui nascita e la cui installazione sono diretta conseguenza della breccia che le masse popolari hanno aperto nel sistema politico con le elezioni del 4 marzo.

Giusto fare leva sull’indignazione e l’incazzatura contro il governo per le promesse tradite, giusto incanalarle nella mobilitazione, ma è profondamente sbagliato dare per persa una battaglia che invece è ancora tutta da combattere, in Val Susa come in ogni altro territorio. In particolare è sbagliato accodarsi (non è importante se in buona o cattiva fede) ai partiti e ai portavoce del sistema delle Larghe Intese (del PD, di FI, il fronte dei Si Tav) che hanno governato per anni con i governi da Prodi, a Berlusconi e Renzi e devastato il Paese. Dobbiamo mettere in campo una mobilitazione popolare capace di spingere il M5S a rispettare le promesse elettorali, adottare misure di rottura con i poteri forti e in favore delle masse popolari. Ma soprattutto una mobilitazione che favorisce l’azione e l’iniziativa delle organizzazioni operaie e popolari, l’unica forza capace di invertire il corso disastroso delle cose e imporre un governo di emergenza popolare.

Una questione di prospettiva: la differenza fra governo e potere e la necessità di costruire il nuovo potere delle masse popolari organizzate nel nostro paese. Per governare la società bisogna avere il potere: questo vale, in forme e modi diversi, tanto per gli organismi, le organizzazioni popolari e i movimenti, quanto per i governi che sono nati in rottura con i poteri forti raccogliendo a livello elettorale l’insofferenza delle masse popolari per i partiti delle Larghe Intese (ne fu un esempio il governo Tsipras in Grecia, ne è oggi esempio il governo M5S-Lega in Italia). Senza il potere, non è possibile alcun governo alternativo del territorio e del paese. Nel nostro paese ci sono già oggi due poteri.

Uno è il potere dei capitalisti. È quello che impone la miseria, la devastazione del paese, la disoccupazione, la partecipazione alle guerre e tutti i mali di cui soffrono le masse popolari. Oggi è il potere più forte, ma è un potere malato. I capitalisti hanno paura delle masse popolari. Per sopravvivere imbrogliano e intossicano le menti e i cuori, chiamano “spedizioni umanitarie” le loro guerre. L’altro è il potere delle masse popolari organizzate e in qualche misura già aggregate attorno al movimento comunista cosciente e organizzato, il partito comunista.

È un potere che esiste solo dove il movimento comunista cosciente e organizzato è già abbastanza radicato. Esiste a macchia di leopardo, in punti territorialmente isolati ma che operano secondo una linea e un piano comuni. Ma la resistenza delle masse popolari al potere dei capitalisti, il terreno da cui far nascere il nostro potere, è dovunque. Il nostro potere oggi è ancora debole, ma ha già una sua influenza sul resto delle masse popolari non ancora organizzate: illumina, convince, guida, porta a fare alcune cose. Il P.CARC e il (nuovo) PCI lavorano entrambi per rafforzare questo secondo potere. Il P.CARC partendo “dal basso”, dalla resistenza delle masse popolari alle malefatte dei padroni. Il (n)PCI partendo “dall’alto”, dalla concezione comunista del mondo e dal movimento comunista internazionale.

Fare la rivoluzione socialista è rafforzare questo secondo potere, a scapito del potere dei capitalisti, fino a rovesciarlo.
Come incanalare l’opposizione al governo M5S-Lega e l’attività stessa del governo M5S-Lega nella costruzione del nuovo potere?
Dobbiamo lottare contro l’inerzia e le malefatte del governo M5S-Lega ma per andare avanti, per allargare la breccia aperta con le elezioni di marzo nel sistema politico della Repubblica Pontificia, non per ritornare ai governi delle Larghe Intese.

Il governo M5S-Lega non esiste grazie a Di Maio e a Salvini, tanto meno grazie a Mattarella, il golpista mancato, o al Vaticano, a Trump o a Putin. Si è formato perché le masse popolari indignate e insofferenti del corso delle cose imposto dai governi delle Larghe Intese hanno via via abbandonato le abitudini elettorali ereditate e hanno votato su grande scala M5S e Lega. I comunisti, tutti quelli che sinceramente e praticamente, non con vaghe aspirazioni e sospiri, vogliono instaurare il socialismo, gli operai avanzati, tutti quelli che sono convinti a cambiare il mondo, devono organizzarsi, prendere essi stessi le misure che è possibile prendere a livello locale con le forze già riunite e imporre al governo di accettarle e potenziarle, devono promuovere l’organizzazione di quelli non ancora organizzati fino ad avere la forza sufficiente per formare un proprio governo. Questo è creare il nuovo potere, il potere delle masse popolari organizzate.

L’assemblea NO TAV del 17 novembre scorso a Venaus ha raccolto una parte combattiva e organizzata delle masse popolari del nostro paese, in molti casi con una storia e una esperienza che rappresentano il punto avanzato della mobilitazione popolare degli ultimi anni (e in alcuni casi decenni: la resistenza alla repressione del movimento NO TAV è un esempio per tutti), le manifestazioni dell’8 dicembre e del 23 marzo sono l’occasione per rafforzare e allargare il fronte per imporre la nuova governabilità dal basso del paese, per rafforzare la determinazione e la lotta per prendere in mano il governo del paese.
La questione della costituzione di un governo che affermi gli interessi delle masse popolari contro quelli dei capitalisti e degli speculatori e che sia la scuola pratica attraverso cui le masse popolari organizzate imparano a diventare classe dirigente del paese e della società è una necessità storica, non una contingenza passeggera.

Gli avvenimenti di questi giorni (le giravolte del governo M5S-Lega verso l’UE e il sistema finanziario internazionale, sulle misure a favore delle masse popolari e dell’ambiente) confermano che non basta denunciare le malefatte di Salvini o Di Maio o stilare piattaforme rivendicative, ma occorre usare le lotte e le manifestazione per rafforzare in noi stessi e tra le masse la convinzione che un governo diverso del paese, un Governo di Blocco Popolare, è necessario e possibile. Usiamo la manifestazione dell’8 dicembre contro le grandi opere inutili e devastanti, la manifestazione del 15 dicembre di Roma contro il razzismo e la guerra agli immigrati e tutte quelle che avverranno nelle prossime settimane e nei prossimi mesi per rafforzare la costruzione del nuovo potere, quello delle masse popolari organizzate.

il volantino che diffonderemo alla mobilitazione no TAV -> volantinoNOTAV 8 dicembre 2018 

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