Pubblichiamo di seguito il saluto del P. Carc al II Congresso della Federazione Giovanile Comunista Italiana, che si svolgerà a Napoli il 24 e 25 novembre.

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Il mondo è vostro come è nostro, ma in ultima analisi è vostro. Voi giovani, pieni di vigore e

vitalità, siete nel fiore della vita, come il sole alle otto o alle nove del mattino.

Le nostre speranze sono riposte in voi… il mondo vi appartiene.

Mao Tse-Tung ai giovani

Il Partito dei CARC, parte integrante della Carovana del (nuovo) Partito Comunista Italiano, saluta le compagne e i compagni del II Congresso della FGCI (Napoli, 24/25 novembre 2018), augurando loro di compiere un lavoro fruttuoso per la rinascita del movimento comunista cosciente e organizzato nel nostro paese e con questo contribuire alla sua rinascita nel mondo intero, a partire dal ruolo determinante dei giovani in quest’opera.

Il capitalismo è oggi nella fase acuta e terminale della crisi (per sovrapproduzione assoluta di capitale) e quindi non solo non può più concedere nulla (stante anche il venir meno delle basi rosse mondiali) ma è costretto, oggettivamente, a soffiare sui venti di guerra, unica via per creare e trovare nuove zone di valorizzazione del proprio capitale. La guerra non scoppierà, perché è già in corso sotto diverse vesti: commerciale, tra valute, tra gruppi imperialisti che si fanno le scarpe tra di loro, la guerra più “classica” che devasta popolazioni e paesi interi per interessi legati alle risorse necessarie al capitalismo ma anche una guerra di sterminio non dichiarata che colpisce le masse popolari dei paesi imperialisti, anche l’Italia. Ecco la guerra che dobbiamo contrastare e combattere! Una guerra sporca che inquina l’ambiente, devasta la struttura produttiva del paese con conseguenti licenziamenti e lavoro precario, guerra tra poveri dove il nemico promosso sono gli immigrati, sanità non accessibile e istruzione pubblica alla mercé degli interessi privati con i giovani e gli anziani che diventano sempre di più un peso e quindi meglio distruggerli o allontanarli dalla lotta di classe (soprattutto i giovani). Come? Anche attraverso le droghe, l’alcool, il mondo virtuale di internet, ecc. parti queste integranti del regime di controrivoluzione preventiva che la Borghesia Imperialista, pur con fatica, mantiene proprio per intralciare lo sviluppo della costruzione della rivoluzione socialista. Per questo i giovani delle masse popolari hanno come unico orizzonte possibile di emancipazione e di vita piena di senso quello del diventare protagonisti nella lotta di classe, essendo custodi e costruttori del futuro, come le esperienze del Komsomol (di cui quest’anno abbiamo appena festeggiato il centenario della sua fondazione), del Poema Pedagogico di A. S. Makarenko e dei vari, appena ventenni, giovani comunisti nella difesa del primo PCI clandestino (Pietro Secchia, Alessandro Vaia, Teresa Noce, ecc.), nella Guerra di Spagna, nella Resistenza e negli anni ‘70 dimostrano appieno.

Per realizzare la prospettiva, bisogna analizzare concretamente la situazione attuale, partendo da essa trasformandola: il 4 marzo scorso le masse popolari del nostro paese hanno dato una sonora legnata ai partiti delle Larghe Intese e a tutti i loro esponenti e portavoce che che negli ultimi quarant’anni hanno promosso e gestito l’attuazione del “programma comune” della Borghesia Imperialista, esprimendo la propria ribellione allo stato di cose presenti votando in massa per i partiti, M5S e Lega, che agitavano parole d’ordine e promesse di riscossa e si sono mostrati più affidabili di tutti gli altri nel voler perseguire un cambiamento. I comunisti, devono approfittare della breccia che le masse popolari hanno aperto nel sistema politico con le elezioni del 4 marzo scorso da cui è nato il governo M5S-Lega, consapevoli che si tratta di un governo di compromesso e quindi provvisorio. Questo significa:

– approfittare dell’ingovernabilità dall’alto e alimentarla dal basso: ad esempio manifestazioni, iniziative, assemblee, presidi che abbiano al centro la sovranità nazionale e quindi contro la sottomissione alle autorità economiche e politiche della UE, l’infeudamento agli imperialisti USA e sionisti e alla NATO; contro i privilegi, le regalie e le ingerenze del Vaticano, lotta per tenere aperte, funzionanti e in Italia le aziende e contro la svendita alle multinazionali straniere dell’apparato produttivo italiano. Sovranità nazionale che se non letta in dialettica con la costruzione della rivoluzione socialista diventa una parola d’ordine vuota e addirittura fuorviante: solo il socialismo dà piena sovranità alle masse popolari;

– occuparsi di quello che il governo fa o non fa a partire dal rispetto del Contratto di governo, entrare nel particolare, seguire tema per tema e ambito per ambito le misure che il governo prende o non prende e confrontarle con quelle di cui c’è bisogno per fare fronte agli effetti della crisi, contrastare quelle che portano acqua al mulino dei capitalisti e degli speculatori, promuovere la mobilitazione popolare (manifestazioni, presidi, lettere aperte, articoli sui giornali locali) per incalzare il governo su quelle che affrontano i problemi solo parzialmente, imporle con la mobilitazione (attuare direttamente le misure necessarie per far fronte agli effetti della crisi che è possibile attuare localmente ed esigere che il nuovo governo le appoggi) dove il governo tergiversa;

– legare ogni singola battaglia alla lotta politica generale, alla lotta per un governo di emergenza delle masse popolari organizzate, che attua senza se e senza ma le misure di cui esse hanno bisogno, il Governo di Blocco Popolare. Ogni singola battaglia, grande o circoscritta, è rafforzata dal resto delle mobilitazioni delle masse popolari e rafforza tutto il campo delle masse popolari che si mobilitano. Una singola battaglia può anche essere persa momentaneamente, il suo valore non si misura sul risultato immediato, ma su quanto ha sedimentato in termini di esperienza, quanto ha contribuito ad alimentare l’ingovernabilità dall’alto del paese e su quanto e come ha contribuito a consolidare e sviluppare il nuovo potere.

Il movimento comunista che oggi rinasce in tutto il mondo e quindi anche nel nostro paese ha una grande responsabilità e si deve dare, si sta dando, i mezzi per vincere questa guerra e per costruire una nuova necessaria e possibile società, il socialismo: senza Partito Comunista non vi è vittoria! Per avanzare verso questo luminoso futuro oggi è decisivo non solo difendere ma attuare fin da ora, dal basso senza farsi legare le mani da vincoli e leggi, le parti progressiste della Costituzione: è un atto rivoluzionario funzionale e fare fronte agli effetti più gravi della crisi, ad alimentare il protagonismo popolare e l’ingovernabilità dal basso, a svelare la contraddizione tra ciò che è legale (secondo le leggi della classe dominante) e ciò che è legittimo (secondo gli interessi delle masse popolari).

Noi del Partito dei CARC, sicuri che la rivoluzione socialista si costruisce, siamo favorevoli ad ogni sforzo di organizzazione e di unità dei comunisti che abbia al centro l’assimilazione, l’applicazione e lo sviluppo della Concezione Comunista del Mondo, la scienza che deve guidare il partito comunista e la linea che esso deve seguire per far montare giorno dopo giorno lo scontro politico tra le classi fino alla conquista del potere, avanzare giorno dopo giorno dalla situazione di oggi fino all’instaurazione del socialismo. Il primo passo da compiere in questa direzione è rafforzare e sviluppare la rete delle organizzazioni operaie e popolari che iniziano, in autonomia, a fare fronte alle loro esigenze e a prendere in mano la situazione nelle aziende, nelle scuole, nelle università, nei territori, fino ad avere la forza di imporre il proprio governo su scala nazionale. Questo è il lavoro comune che è possibile fare da subito e su questo base avanzare per costruire anche l’unità dei comunisti.

Chiudiamo il nostro saluto a questo Congresso con l’invito ad incontrarci, come anche in altre parti d’Italia abbiamo fatto e stiamo facendo, per avviare ragionamenti e discussioni a partire dal bilancio del movimento comunista italiano ed internazionale oltre che a sviluppare una sinergia nel campo dell’intervento davanti ad Università e scuole superiori perché se le scuole non le prendono in mano gli studenti, insieme agli insegnanti e al personale ATA queste continueranno a crollarci addosso, ad essere piene di telecamere e di scorribande della repressione. Solo così la “sicurezza nelle scuole” risponderà ai nostri interessi e bisogni: altro che militarizzazione, che nascano in ogni istituto campagne di boicottaggio di “Scuole sicure” spingendo gli enti locali ad investire i fondi stanziati in progetti di riqualificazione e messa in sicurezza. Per vincere questa battaglia, come quella per il boicottaggio del contributo scolastico, quella per abolire i privilegi e i finanziamenti alle scuole paritarie, quella per contrastare l’alternanza scuola – lavoro (ma anche avvalersene dove utile!) i giovani studenti possono avvalersi della mobilitazione di tutti gli altri settori delle masse popolari che sono già in mobilitazione, sostenendo, partecipando, rinforzando tutto ciò che rivendica l’attuazione delle parti favorevoli alle masse popolari del Contratto di Governo.

Nell’anno del Bicentenario della nascita di Karl Marx, colui che ha aperto la strada per l’emancipazione dell’umanità dal giogo del capitalismo dando alla classe operaia la coscienza del proprio ruolo e indicando quale organizzazione necessita per vincere (il partito comunista), costruiamo insieme un percorso che vada oltre la semplice commemorazione e che spinga in avanti la rivoluzione socialista in corso nel nostro Paese!

Viva la nuova leva comunista!

Viva la rinascita del movimento comunista!

Facciamo dell’Italia un nuovo paese socialista!

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