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Firenze, 14.11.2018

Domenica scorsa come P.CARC abbiamo promosso a Piombino un dibattito intitolato “Un lavoro dignitoso e un ambiente sano per tutti, un piano per la rinascita di Piombino, della Val di Cornia e del paese”; il nostro obiettivo principale era mettere intorno a un tavolo le organizzazioni operaie e popolari che operano in città a partire dal Camping CIG e il Comitato Salute Pubblica, gli esponenti dell’opposizione in consiglio comunale, gli elementi delle masse popolari che di fronte al disastro ambientale e lavorativo che colpisce Piombino al pari del resto del paese (perché la crisi è dell’intero sistema capitalista con cui è diretta oggi la società) non si arrendono e vogliono invertire il corso delle cose.

Si è discusso quindi della situazione politica locale, regionale e nazionale perché la “vertenza Piombino” tocca tutti e tre gli ambiti, e della necessità di stendere dei piani operativi con cui mettere mano ai principali problemi del territorio: il futuro del polo siderurgico e il Lavoro in generale, la messa in sicurezza della discarica di Colmata e la tutela della salute e dell’ambiente, le bonifiche e i lavori necessari per farlo. A questo proposito lavoreremo alla costruzione, insieme agli organismi presenti, di un’altra assemblea con tecnici ed esperti del campo nel prossimo periodo che definisca operativamente i passi da fare: un passaggio che CIG ha in parte già fatto, con numerosi documenti sui piani Rebrab e Jindal e sulla riorganizzazione della siderurgia nazionale.

Non siamo stati d’accordo, e lo abbiamo espresso chiaramente, con la posizione del consigliere del M5S Pasquinelli sulla chiusura della fabbrica e dell’impossibilità di legare le due battaglie in una comune di rilancio e rinascita per Piombino, un concetto che abbiamo visto riportato in un post su facebook; concordiamo con la posizione dei tanti operai che a chiare lettere hanno detto e scritto che non vogliono soltanto gli ammortizzatori sociali, che li sfiniscono economicamente e nel morale: vogliono un lavoro utile e dignitoso, in sicurezza, in cui sia tutelata la salute loro e delle masse popolari!

Mettere al centro gli interessi delle masse popolari è il passo decisivo per disinnescare la contraddizione fra ambiente e lavoro, che per decenni è stata usata come ricatto per fare subire ogni tipo di produzione nociva alle popolazioni locali e agli stessi lavoratori: vi invitiamo a leggere questo articolo sull’ILVA pubblicato sul nostro giornale Resistenza (http://www.carc.it/2018/10/11/sullaccordo-ilva-e-la-questione-ambientale/), che spiega chiaramente come stanno le cose. La lotta per l’ambiente deve legarsi strettamente a quella per il Lavoro, la classe operaia, gli ambientalisti e il resto delle masse popolari devono marciare insieme per prendersi ciò che gli spetta.

Concludiamo dicendo che chi proprio non deve parlare è il PD, il partito delle Larghe Intese che è causa e origine della situazione catastrofica che attanaglia Piombino e tante zone del paese “grazie” al Jobs Act, alla Legge Fornero, alla Buona Scuola, alle dozzine di provvedimenti imposti nei trent’anni in cui hanno governato il paese alternandosi con il centro destra, spesso fregandosene della loro stessa legalità come nel caso del referendum sull’Acqua pubblica. Con la loro azione suddita ai diktat degli interessi dei gruppi imperialisti UE, USA e sionisti, hanno reso l’Italia un altro luogo di scorreria per multinazionali, speculatori e affaristi di ogni genere, che al momento opportuno se ne vanno lasciandosi dietro interi territori devastati dall’inquinamento, migliaia di disoccupati e precari, il deserto di conoscenza tecnologica e scientifica e un sostanziale regresso della nostra società.

La loro faccia di bronzo e il loro opportunismo da due soldi però non basterà a rimontare la china, né a risanare la breccia che si è aperta lo scorso 4 marzo nel teatrino della politica borghese; questo è avvenuto grazie alla resistenza delle masse popolari e il voto espresso ne è conseguenza, e se il M5S con gli alleati di governo della Lega devono dare seguito a tutte le promesse contenute nel loro contratto di Governo in materia di salute, ambiente, bonifiche e lavoro.

Come P.CARC sosterremo la mobilitazione dal basso per imporre lo svolgimento del referendum sulla discarica di Colmata e il rispetto di un diritto sancito dalla Costituzione del 1948 strappata con la Resistenza, sosterremo la lotta per la difesa del Lavoro e per la conquista di nuovi posti utili e dignitosi: due obiettivi da raggiungere con la stesura di un “piano per Piombino” su cui hanno espresso la volontà di lavorare il Camping CIG e il CSP non limitandosi ad essere “contro” ma costruendo nel concreto un’alternativa di gestione del territorio che il governo dovrà sostenere senza m ezze misure, come ha fatto applicando il decreto steso dai sindacati su spinta degli operai Bekaert per la salvaguardia della loro azienda.

Sosterremo quindi ogni mobilitazione operaia e popolare che andrà in questa direzione e ogni piombinese che si metterà su questa strada, in particolare sosterremo la creazione di nuove organizzazioni operaie nelle aziende, di organizzazioni popolari nei quartieri e di organizzazioni giovanili nelle scuole – perché i giovani sono il futuro e dobbiamo far sì che smettano di scappare a decine di migliaia dal nostro paese ogni anno! – per costruire la nuova rete di potere indispensabile a tutelare la salute, il diritto al Lavoro, gli interessi delle masse popolari di Piombino.

Federazione Toscana del P.CARC

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