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L’avanzare della crisi, spinge la classe dominante a non guardare più in faccia a nessuno e non c’è devastazione ambientale, inquinamento o malattia che possano indurre gli speculatori a rinunciare all’insaziabile necessità di fare profitto.

La fascia di terreno che da Novoli-Peretola arriva fino a Prato e Pistoia, passando per Sesto Fiorentino e Campi Bisenzio, è un campo di valorizzazione per gli speculatori che hanno in progetto il raddoppio della pista dell’aeroporto e altre opere inutili e dannose come la terza corsia dell’autostrada, il Progetto Mercafir (che prevede il nuovo stadio della Fiorentina e un centro commerciale), la variante al piano regolatore prevista per la zona di Castello, le barriere architettoniche al Polo Universitario di Sesto Fiorentino, il nuovo Parco auto e la tramvia di Peretola. Un grande piano speculativo da oltre 500 milioni di euro!

Firenze non ha bisogno di tutto questo, non ha bisogno di un aeroporto come quello di Peretola che è, e rimane, un’opera inutile – a tre quarti d’ora dalla città ci sono ben due aeroporti internazionali, Pisa e Bologna – e dannosa – l’aeroporto è situato a ridosso del centro cittadino, e rappresenta un pericolo per la salute e la sicurezza delle masse popolari che vivono e lavorano in questa zona per l’inquinamento acustico e ambientale prodotto dagli scarichi degli aerei. Migliaia sono gli operai, gli studenti e gli elementi delle masse popolari che quotidianamente vivono e respirano sotto gli scarichi degli aeroplani che atterrano o ripartono da Peretola

Centinaia di migliaia sono le persone che avrebbero tutta la necessità di imporre al Governo, alla Regione Toscana, e alla nuova Amministrazione che si andrà a costituire a Firenze con le elezioni del 2019, di mettere al primo posto della loro agenda politica un lavoro utile e dignitoso per tutti, la difesa dell’ambiente e di conseguenza anche della salute di tutti. Che le cose stiano andando male lo sanno anche i sassi, che sia necessario trovare delle soluzioni agli effetti peggiori della crisi lo dicono tutti, dire “No”, quindi, non basta più! Opporsi ai piani speculativi sulla Piana Fiorentina, significa principalmente lottare per riqualificare questo territorio già fortemente provato dallo sviluppo demografico e industriale, attraverso la realizzazione di un “piano di salvezza e rilancio ” del territorio che metta al centro la salute di chi in questa zona ci vive e ci lavora tutti i giorni.

Un piano per:

1) la realizzazione di un sistema di smaltimento dei rifiuti efficace ed ecosostenibile, abbiamo tutte le conoscenze e le tecnologie per farlo cominciando subito con l’applicazione dei metodi e delle pratiche di Rifiuti Zero;

2) la realizzazione di una rete di trasporto pubblico di superficie che valorizzi la rete ferroviaria attuale (linea Firenze – Pisa; collegamento tra paesi della Piana Fiorentina) rimettendo al primo posto le esigenze delle migliaia di pendolari che per lavoro, studio o altri motivi, si devono muovere nell’area metropolitana e che oggi la congestionano con i mezzi privati per la mancanza o il mal funzionamento di quelli pubblici;

3) la difesa e la conquista dei posti di lavoro attraverso il ricollocamento dei lavoratori oggi impiegati in progetti inutili e dannosi (proprio come l’aeroporto di Peretola, o i mille cantieri che si intendono aprire per i progetti citati sopra) privilegiando la manutenzione e ristrutturazione degli edifici pubblici (circa l’80% di questi è fuori norma antisismica) e la cura e manutenzione ordinaria dell’assetto idrogeologico;

4) l’ assunzione dei disoccupati all’interno di un progetto più complessivo di rilancio del territorio attraverso la formazione e l’impiego nei servizi essenziali per le masse popolari come lo stesso trasporto pubblico, la sanità l’educazione dei giovani, la ricerca scientifica e le attività produttive di qualità come quelle dell’ex Pignone, della GKN e di tante altre.

Bonificare, riqualificare, valorizzare il territorio creerà nuovi posti di lavoro: basta barattare salute e salario!

Oggi ci sono tutte le conoscenze, le condizioni e le capacità tecniche e scientifiche per produrre quello che serve ai bisogni delle masse popolari compatibilmente con le esigenze della salute e della tutela dell’ambiente!

I Comitati della Piana Fiorentina e le Mamme No Inceneritore, con la loro storia, le loro battaglie e la loro determinazione, hanno già dimostrato di sapersi occupare del loro territorio e di avere le potenzialità per poter immaginare e realizzare il futuro luminoso che le masse popolari meritano e di cui hanno bisogno. Per farlo, è necessario sviluppare al massimo l’iniziativa dal basso creando un percorso di mobilitazione collettiva per il lavoro e per la rimessa in sesto del territorio, che costringa questo governo traballante a mantenere quanto ha promesso in campagna elettorale. Andare in questa direzione non vuol dire delegare al governo M5S-Lega la soluzione dei nostri problemi, significa sfidarlo a mantenere le promesse grazie alle quali ha vinto le elezioni; sfidarlo a sostenere ogni tipo di iniziativa promossa dalle masse popolari organizzate e così intervenire e alimentare le contraddizioni tra M5S e Lega e all’interno della Lega stessa, che è spaccata proprio sulla realizzazione della nuova pista; in questo senso dobbiamo sfruttare la campagna elettorale ai fini di bloccare il progetto (hanno fatto bene, quindi, i comitati riuniti nella Conferenza dei Territori del 06 e 07 ottobre a decidere di scrivere al governo!).

Per fare questo l’aspetto principale rimane, ovviamente, l’organizzazione dal basso per rafforzare i comitati già esistenti e moltiplicarli in ogni fabbrica, in ogni scuola, in ogni quartiere per farli agire come Nuove Autorità Pubbliche, cioè come organismi che elaborano, pianificano e prendono direttamente le misure favorevoli alle masse popolari che è possibile attuare a livello locale.

Il Partito dei CARC appoggia senza riserve la mobilitazione delle masse, e quanto di più sano, combattivo e avanzato oggi esista. Come comunisti promuoviamo le organizzazioni operaie e popolari affinché si coordinino fino a imporre un loro governo di emergenza nazionale (che noi chiamiamo Governo di Blocco Popolare), un governo fondato sugli organismi operai e popolari, che dia forza e forma di legge alle risoluzioni da questi assunte caso per caso.

In questo senso vogliamo rilanciare la mobilitazione che gli operai della ex Lucchini di Piombino di Camping Cig e i cittadini del Comitato di Salute Pubblica di Piombino stanno portando avanti per la difesa dei posti di lavoro e la salubrità del loro territorio, invitando i Comitati della Piana e le Mamme No Inceneritore a coordinarsi con queste realtà alle prese con i medesimi problemi (http://www.carc.it/2018/11/09/piombino-un-lavoro-dignitoso-e-un-ambiente-sano-per-tutti-un-piano-per-la-rinascita-di-piombino-della-val-di-cornia-e-del-paese/).

È necessario sviluppare un movimento regionale e nazionale contro le Grandi Opere Inutili; per la rimessa in sesto dei territori, per la conquista di nuovi posti di lavoro: questo è l’unico grande Piano che serve al Paese!

Per questo motivo sosteniamo e rilanciamo le mobilitazioni lanciate dal Movimento NO TAV a Firenze e in tutto il paese, nella data dell’08 dicembre che è diventata a livello europeo la “giornata contro le grandi opere inutili e imposte”

Non sono i padroni e gli speculatori ad essere forti, sono i lavoratori e le masse popolari che devono far valere la loro forza!

Federazione Toscana del Partito dei CARC

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