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Quando nel 1994 è nato, Resistenza era un “foglio murale”, stampato su una o due facciate. Conteneva, dato lo spazio ridotto, “lo stretto indispensabile” per portare agli operai e ai lavoratori avanzati l’analisi della situazione politica e l’orientamento sul che fare alla luce della concezione comunista del mondo. Uno degli obiettivi del giornale era dimostrare che nonostante la borghesia cantasse vittoria per il crollo dei primi paesi socialisti e dichiarasse “la fine della storia”, era in pieno corso la crisi generale del capitalismo a cui le masse popolari opponevano una strenua resistenza spontanea (pertanto molto contraddittoria), compito dei comunisti era imparare a trasformala in lotta per il socialismo per riprendere e portare a termine l’opera che i partigiani lasciarono incompiuta nel 1945 a causa della direzione dei revisionisti moderni sul PCI.
Per 24 anni Resistenza è uscito ogni mese nonostante gli attacchi repressivi con cui la borghesia ha tentato di fermare la Carovana del (nuovo)PCI e il suo ruolo è in parte cambiato per due motivi: il primo è che la crisi generale del capitalismo è entrata nel 2008 nella sua fase acuta, la resistenza spontanea delle masse popolari si è ampiamente sviluppata e la ricerca della soluzione al marasma che sconvolge la società è diventata una necessità impellente e oggettiva; il secondo è che nel nostro paese il movimento comunista cosciente e organizzato è ancora debole, ma sta rinascendo. Nel 2004 è stato fondato il (nuovo)PCI, obiettivo a cui i CARC si erano dedicati fin dalla loro nascita nel 1992, e nel 2009 il (nuovo)PCI ha elaborato la linea della costituzione del Governo di Blocco Popolare come via per avanzare nella rivoluzione socialista nel nostro paese, compito a cui il P.CARC si dedica oggi.
Riguardo al ruolo di Resistenza, all’analisi della situazione e all’orientamento generale si è aggiunta la necessità di indicare i passi concreti che gli operai, i lavoratori e gli elementi avanzati delle masse popolari possono fare per organizzarsi e mobilitarsi ai fini della costituzione del Governo di Blocco Popolare. Non solo affermare di “essere comunisti”, quindi, ma “essere e fare i comunisti” per dirigere la classe operaia e le masse popolari a costruire quel cambiamento di cui la società è gravida.

Abbonarsi a Resistenza è un contributo concreto alla trasformazione della resistenza spontanea delle masse popolari in lotta per il socialismo. Avviamo da novembre la campagna abbonamenti. Abbiamo l’obiettivo di consolidare il patrimonio degli “abbonati storici” e di ampliarlo con centinaia di nuovi abbonati nel corso del 2019. Il contributo di ognuno è prezioso: non solo nel sottoscrivere il proprio abbonamento, ma nel proporlo ad altri, regalarlo ad altri, facendo abbonare il proprio circolo o il proprio organismo (come nella migliore tradizione del movimento comunista). Continueremo a spedire Resistenza ai rivoluzionari prigionieri e a tutti coloro che espressamente richiedono di riceverlo per posta, ma vogliamo rafforzare la consegna a mano (come nella migliore tradizione del movimento comunista) e fare di ogni copia del giornale uno strumento per rafforzare il legame con i nostri abbonati.
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