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Per inquadrare la situazione in cui si trova il nostro paese e introdurre il contenuto di questo numero di Resistenza riportiamo stralci del saluto del compagno Ulisse, segretario generale del (nuovo)PCI alla Festa della Riscossa Popolare organizzata dalla Sezione del P.CARC del verbano (VCO) il 14 ottobre scorso. Sinteticamente, ma efficacemente, il testo mette a fuoco le questioni principali per chi vuole ragionare in termini di prospettiva, sottraendosi tanto alla propaganda disfattista della sinistra borghese, quanto alla propaganda di guerra delle Larghe Intese.

“Cari compagni,
a nome del (nuovo) Partito comunista italiano ringrazio i membri della Sezione Verbano Cusio Ossola del P.CARC che mi hanno dato la possibilità di parlarvi dell’opera comune al P.CARC e al mio Partito.
Il nostro paese è entrato in una fase nuova, più favorevole allo sviluppo della lotta delle masse popolari per liberarsi dalla miseria, dalla disoccupazione, dall’inquinamento, dalla guerra e da tutte le altre piaghe che da quaranta anni in qua, da quando si è esaurita la spinta del movimento comunista mondiale ed è iniziata la nuova grande crisi del capitalismo, la borghesia imperialista ha accresciuto senza sosta nel nostro paese e nel mondo.
La novità della fase consiste nel governo M5S-Lega, formato da forze che hanno orientamenti differenti tra loro e molto differenti dal nostro. Ma per tener fede alle promesse che hanno fatto ai loro elettori entrano in collisione con il sistema finanziario internazionale che negli ultimi quaranta anni ha dettato legge nel nostro paese, a spese delle masse popolari.
Ora, la conquista della sovranità nazionale, dell’indipendenza dal sistema finanziario internazionale è essenziale anche per la costituzione del Governo di Blocco Popolare che è l’obiettivo comune del mio Partito e del P.CARC, sulla via verso l’instaurazione del socialismo. Per questo noi sosteniamo la lotta del governo M5S-Lega contro il sistema finanziario internazionale.
D’altra parte per vincere la lotta che ha iniziato, questo governo ha bisogno che le masse popolari si mobilitino e si organizzino. Quindi anche se i propositi del M5S, della Lega e del loro governo sono molto diversi dai nostri, nella sua attività pratica questo governo crea condizioni favorevoli alla costruzione del potere delle masse popolari organizzate che oggi è compito comune al P.CARC e al (nuovo) PCI.
Il P.CARC è per noi del (nuovo) PCI un partito fratello. Probabilmente sapete che CARC è l’acronimo per Comitati di Appoggio alla Resistenza che le masse popolari oppongono agli effetti della nuova crisi generale del capitalismo – per il Comunismo. Rafforzare la resistenza delle masse popolari fino a costituire un governo d’emergenza delle masse popolari organizzate è la linea del P.CARC. D’altra parte noi del nuovo PCI abbiamo imparato dall’esperienza della prima ondata della rivoluzione proletaria, quella che ha sconfitto il fascismo e il nazismo con le lotte dei Partigiani che proprio anche nelle vostre valli hanno avuto grande sviluppo. La lezione che abbiamo tratto è che per instaurare il socialismo, prima fase del comunismo, non bisogna aspettare che prima o poi scoppi una rivoluzione. La rivoluzione socialista non scoppia. Per instaurare il socialismo bisogna sviluppare e via via elevare la resistenza delle masse popolari alla borghesia e al clero, alle classi dominanti e portarle a organizzarsi e a costituire un nuovo potere, il potere delle masse popolari organizzate aggregate attorno ai comunisti.
Cosa significa il potere? Il potere è far fare agli altri quello che senza il tuo intervento non farebbero. Ci sono tanti modi per far fare agli altri una cosa. I genitori educano i figli con l’incitamento, la persuasione, gli ordini, l’esempio, in casi estremi con le punizioni. Gli insegnanti usano con gli alunni l’autorità che hanno convincendo e spronando, il voto. I capitalisti fanno lavorare gli operai ai loro ordini usando il salario e la minaccia del licenziamento. I carabinieri e la polizia usano arresti, armi, prigioni. Molti sono gli esempi che si potrebbero fare.
Il nuovo potere, il potere delle masse popolari organizzate si serve di tutti i mezzi che le circostanze via via gli consentono di usare, per portare le masse popolari non ancora organizzate a fare fronte con i propri mezzi ai misfatti dei padroni e delle loro autorità, a rimediare ai propri malanni, a fare quello di cui hanno bisogno e che le autorità non fanno.

Nel nostro paese ci sono già oggi due poteri.
Uno è il potere dei capitalisti. È quello che impone la miseria, la devastazione del paese, la disoccupazione, la partecipazione alle guerre che chiama “spedizioni umanitarie” e tutti i mali di cui soffrono le masse popolari. Oggi è il potere più forte, ma è un potere malato. I capitalisti hanno paura delle masse popolari. Per sopravvivere imbrogliano e intossicano le menti e i cuori, chiamano “spedizioni umanitarie” le loro guerre.
L’altro è il potere delle masse popolari organizzate e in qualche misura già aggregate attorno al partito comunista. È un potere che esiste solo dove il Partito è già abbastanza radicato. Esiste a macchie di leopardo, in punti territorialmente isolati ma che operano secondo una linea e un piano comuni. Ma la resistenza delle masse popolari al potere dei capitalisti, il terreno da cui far nascere il nostro potere, è dovunque.
Il nostro potere oggi è ancora debole, ma ha già una sua influenza sul resto delle masse popolari non ancora organizzate: illumina, convince, guida, porta a fare alcune cose. Il P.CARC e il (nuovo) PCI lavorano entrambi a rafforzare questo secondo potere. Il P.CARC partendo per così dire dal basso, dalla resistenza delle masse popolari alle malefatte dei padroni. Il (n)PCI partendo per così dire dall’alto, dalla concezione comunista del mondo e dal movimento comunista internazionale. Fare la rivoluzione socialista è rafforzare questo secondo potere, a scapito del potere dei capitalisti, fino a rovesciarlo.

Questa è l’opera che noi comunisti stiamo compiendo: un’opera difficile ma possibile e necessaria. L’augurio per ognuno di voi è di diventare promotore di quest’opera. Così costruiamo il nostro futuro”.

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