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I lavoratori Campania Ambiente e Servizi, da mesi in lotta e in presidio sotto Palazzo Santa Lucia, palazzo della Giunta Regionale Campania, hanno imposto, alla fine, di fatto, alle Autorità istituzionali, l’incontro “sul campo” con Di Maio, Ministro dello Sviluppo Economico. L’incontro si è tenuto il 4 ottobre scorso.

Regione Campania aveva previsto di destinare alla società la somma complessiva di 6 milioni e 750mila euro per la ricapitalizzazione e il ripiano delle perdite, ma la legge regionale era stata impugnata dal Consiglio dei Ministri in quanto l’operazione si configurava come un aiuto di Stato. In questi mesi ci sono stati numerosi contatti tra Governo e Regione per superare l’impugnativa e salvare oltre 400 lavoratori. L’iter è stato seguito in prima persona dal Ministro Di Maio, alla luce di un impegno assunto con i lavoratori di Campania Ambiente e dai Consiglieri regionali M5S. Un impegno che ha prodotto il risultato, stante la mobilitazione permanente dei lavoratori.. L’incontro tra i lavoratori e Di Maio ha prodotto che il Consiglio dei Ministri accogliesse la modifica all’articolo 1 della legge regionale e superato l’impugnativa, dando il via libera all’operazione di ricapitalizzazione della società.

I 400 lavoratori di Campania Ambiente e Servizi mantengono il loro posto di lavoro.

La situazione debitoria pregressa di Campania Ambiente e Servizi aveva impedito alla società di essere assorbita nel nascente Polo Ambientale regionale, che sarà istituito entro il 31 dicembre 2018. Nel Polo confluiranno anche ARPAC Multiservizi (che così vince la sua vertenza di tornare il quota regionale con l’azienda madre ARPAC) e SMA Campania. Il Polo regionale organizza le tre società per la gestione del settore sotto un’unica regia, di modo che l’attività di tre agenzie non si accavallino oltre nelle loro funzioni.

Rilanciamo il comunicato della sezione di Napoli centro del Partito dei CARC. L’esempio dei lavoratori di Campania Ambiente è importante perchè va nella direzione di allargare la breccia che le masse popolari con le elezioni del 4 marzo hanno aperto nel sistema politico del nostro paese. Dieci, cento, mille iniziative di base per allargare la breccia!
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L’AZIENDA CAMPANIA AMBIENTE E SERVIZI SALVATA DALLA TENACIA E DALL’ORGANIZZAZIONE DEI LAVORATORI
I lavoratori di Campania Ambiente e Servizi sono stati un esempio di come aprire la breccia all’interno del governo 5 Stelle-Lega per ottenere ciò che serve alle masse popolari. Infatti i 400 lavoratori di questa partecipata che rischiavano seriamente di finire per strada a causa della mancata ricapitolarizzazione della loro Azienda, non si sono scoraggiati e hanno fatto tesoro di anni e anni di lotte per la conquista e per la difesa del lavoro.
(da “Il MATTINO” dI Napoli: Con l’ultima variazione di bilancio, la Regione aveva previsto di destinare alla società la somma complessiva di 6 milioni e 750mila euro per la ricapitalizzazione e il ripiano delle perdite. L’articolo 1 della legge regionale era stato però impugnato dal Consiglio dei ministri in quanto l’operazione si configurava come un aiuto di Stato senza autorizzazione della Commissione europea, dunque illegittima)
Questi lavoratori nonostante le loro diversità: diversa appartenenza politica, diversa appartenenza sindacale e diversa ubicazione logistica sul posto di lavoro dispiegati in tutta la Campania, si son organizzati per il fine comune irrompendo nell’attuale governo in maniera semplice e dirompente. Organizzandosi la mattina presto si sono informati attraverso i giornali e le tv su dove e quando veniva a Napoli il ministro del Lavoro. Venendo a sapere che avrebbe partecipato ad un tavolo del consiglio Regionale campano sono andati a porre il problema della possibile chiusura della loro partecipata, direttamente a Luigi Di Maio, strappando un incontro più organizzato in cui discutere della questione. Successivamente hanno spinto Di Maio e i consiglieri regionali dei 5 stelle, di cui alla testa c’era la Ciarambino, a provvedere in maniera netta e chiara sulla vicenda.
Un ministro del lavoro che non si prende carico delle esigenze dei lavoratori o che tutela le esigenze degli Imperialisti non ha funzione di esistere se non quello di riprodurre quello che per anni hanno fatto le larghe intese, e soprattutto hanno agito sulle contraddizioni di Di Maio che aveva promesso di salvaguardare la propria terra d’origine e di tutelare quel sud che gli aveva portato tanto consenso alle elezioni del 4 marzo, mentre in realtà non aveva fatto ancora nulla per attuare il primo pilastro costituzionale, ma anzi avrebbe soltanto aperto le porte del sud di più alla Lega. Oggi i Lavoratori di Campania ambiente e servizi hanno ottenuto la ricapitolarizzazione aziendale e hanno posto le basi per il loro rilancio funzionale alla salvaguardia dell’ambiente dei territori della Campania, infatti e di pochi giorni fa la notizia che il Consiglio dei Ministri ha accolto la modifica all’articolo 1 e superato l’impugnativa, dando il via libera all’operazione di ricapitalizzazione della società.
Questa esperienza ci mette in evidenza che essere contro di principio, attaccare o dividersi per differenza politica favorisce solo il gioco dei poteri forti, mentre invece la lotta di classe e l’essere consapevoli che l’unione è derivante dall’ appartenenza alla stessa classe ( il proletariato ) può far ottenere grandi risultati, e non solo dimostra che i lavoratori possono anche aspirare alla direzione di un paese costruendo un loro governo. Tenendo ben presente però che oggi si può vincere una battaglia ma per far si che ogni battaglia vinta venga conservata per sempre, c’è bisogno che si costruisce l’unica società capace di tutelare concretamente tutto quello che serve ai proletari per una vita dignitosa, ovvero il Socialismo.
Avanti tutta! Come P. Carc rilanciamo l’esperienza dei lavoratori di Campania Ambiente e Servizi e invitiamo tutti i lavoratori delle aziende pubbliche e private a organizzarsi per imporre al governo 5 stelle-lega le misure del contratto di governo che vanno a favore delle masse popolari, contrastando quelle antipopolari e perché no imporne di nuove che servono anche se non scritte.
NESSUNA AZIENDA DEVE ESSERE CHIUSA, RICONVERTIAMO LE AZIENDE DANNOSE
NESSUN LAVORATORE DEVE ESSERE LICENZIATO
PER UN LAVORO UTILE E DIGNITOSO PER TUTTI

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