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Dalle prime ore del mattino due dei 5 operai Fca Pomigliano, Mimmo Mignano e Massimo Napolitano, licenziati in via definitiva per aver lottato contro le condizioni di sfruttamento in fabbrica e i suicidi dei loro colleghi, hanno occupato il tetto del palazzo della prima municipalità a Roma, in piazza Barberini, nei pressi della sede del Ministero dello Sviluppo economico, presieduto da Di Maio, portando con sé uno striscione che richiama lo stesso ministro “Di Maio con chi stai? I 5 operai licenziati Fca”.

I primi mesi dall’insediamento del governo M5S – Lega sono stati caratterizzati da molte promesse e proclami, da molte contraddizioni (sia fra governo e fronte dei partiti e degli esponenti delle Larghe Intese, sia fra i partiti che compongono il governo) e da ancora poche iniziative concrete.

Chiamiamo le organizzazioni operaie e le organizzazioni popolari a esprimere solidarietà ai 5 licenziati FCA e a rendere il loro presidio un punto di resistenza per altre mille iniziative di base per allargare la breccia che le masse popolari hanno aperto nel sistema politico del nostro paese con le elezioni del 4 marzo. Chiamiamo tutti gli esponenti del mondo politico, sindacale e culturale ad essere conseguenti alla solidarietà espressa ai 5 licenziati in occasione dell’inziativa del 30 settembre a Napoli (da De Magistris ad Ascanio Celestini, da Paolo Maddalena a lo Stato Sociale) partecipando al presidio e chiamando alla mobilitazione.

L’ago della bilancia dello scontro politico in corso in Italia è la mobilitazione della classe operaia e delle masse popolari perchè quanto più il governo M5S – Lega resterà in carica, tanto più aprirà contraddizioni nella classe dominante e offrirà appigli ai comunisti e alle organizzazioni operaie e popolari per costringerlo a rompere con il programma comune della borghesia imperialista.

Questa è la via per allargare la crepa nel sistema politico, sbarrare la strada alle misure antipopolari e reazionarie, costruire la spina dorsale della nuova governabilità dal basso del paese e per affermare gli interessi delle masse popolari tutte contro i circoli della finanza, gli speculatori e i padroni. Questa è la via concreta per avanzare, qui e ora, nella costruzione della rivoluzione socialista. Queste sono le parole d’ordine da portare nelle mobilitazioni operaie e popolari di questo autunno. Viva la classe operaia, viva le masse popolari che scrivono la storia!

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