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costringere il governo M5S-Lega ad andare fino in fondo nell’attuazione delle promesse elettorali

Con il voto del 4 marzo le masse popolari hanno aperto una breccia nello schieramento delle Larghe Intese (da Forza Italia al PD e gruppi fiancheggiatori): è lo schieramento che da 40 anni ha applicato il programma comune della borghesia imperialista, che consiste nell’eliminazione delle conquiste di civiltà e benessere per le masse dei paesi imperialisti; la ricolonizzazione dei paesi e popoli oppressi fomentando guerre, devastazioni e cacciata delle popolazioni; la repressione del movimento di resistenza delle masse popolari; il saccheggio e la devastazione dell’ambiente al servizio del profitto. In Italia ha significato in questi ultimi anni riforma Fornero e Jobs Act, continue chiusure aziendali, Buona Scuola, grandi opere inutili, aumento della spesa militare e privatizzazione dei servizi pubblici, crisi abitativa e aumento degli sfratti, degrado crescente a livello sociale e ambientale.

Da questa breccia è nato il governo M5S-Lega, un governo provvisorio perché la sua sorte è legata da una parte almeno al mantenimento del consenso elettorale raccolto, dall’altra è sottoposto alle pressioni e ai ricatti della UE, della BCE e più in generale della Comunità internazionale dei gruppi imperialisti europei, USA e sionisti e dei loro affiliati e agenti in Italia. M5S e Lega sono partiti borghesi (non anticapitalisti) che con parole d’ordine tra il reazionario e il progressista sono divenuti portavoce credibili dell’insofferenza e dell’indignazione popolare, della resistenza agli effetti della crisi irreversibile del capitalismo. Ne segue che ogni mossa del loro governo contiene (in contraddizione con la sua natura) le premesse di uno sviluppo anticapitalista di cui approfittare.

Il “Contratto per il governo del Cambiamento” deve diventare il palco della gogna per i suoi fautori che lo tradiscono o lo interpretano contro gli interessi delle masse

Sulla crisi abitativa. Il ministro dell’interno ha ordinato di censire le case vuote occupate per cacciare gli occupanti? Bisogna approfittare dell’occasione per fare il censimento di tutte le case vuote. Creare ovunque un inventario pubblico delle case vuote o in stato di degrado al fine di procedere al risanamento e destinarle a un uso utile, assegnandole alle famiglie che aspettano una casa o destinandole ad attività socialmente utili. Vincolare il “governo del cambiamento” e le amministrazioni comunali e regionali a che nessuna casa, scuola e infrastruttura sia insicura o abbandonata al degrado.

Sulla produzione. Il ministro del Lavoro ha preso posizione contro le delocalizzazioni delle aziende, ma ha messo molti limiti all’impegno del suo governo in questa direzione. Bisogna approfittare e mobilitarsi contro le chiusure, la riduzione delle attività produttive e del personale: ogni azienda sia sede di produzioni utili e operi in condizioni di sicurezza per i lavoratori, gli abitanti e l’ambiente in generale. Ogni azienda sia sede di iniziative che promuovano la partecipazione dei lavoratori e degli abitanti della zona all’attività politica. Un Lavoro utile e dignitoso per tutti è la condizione per cambiare il paese!

Sono solo alcuni esempi, ancora molto limitati, ma mostrano le potenzialità esistenti della costruzione di Organizzazioni Operaie e Popolari, in ogni territorio e azienda, che elaborano le soluzioni alla crisi generale in corso e si mobilitano per imporle secondo il principio “sarà anche illegale per le leggi borghesi ma è legittimo per gli interessi delle masse popolari”.

Quello del cambiamento è un governo che vive solo se realizza le promesse di miglioramento delle condizioni di vita e lavoro delle masse popolari, fatte in campagna elettorale!

Il 4 marzo i lavoratori delle grandi aziende capitaliste e pubbliche e vaste masse del paese sono stati i principali artefici della batosta ai partiti delle larghe intese e ai loro tirapiedi del Vaticano, Confindustria, UE e USA. Da qui ora deve partire la mobilitazione per la fine delle politiche antipopolari e il rispetto della sovranità popolare!

Facciamo sentire il fiato sul collo al governo M5S–Lega!

Mobilitiamoci per imporre l’attuazione delle parti progressiste del Contratto di Governo e di misure urgenti per fare fronte in modo positivo agli effetti della crisi, bloccando quelle misure contro gli interessi delle masse!

Il corso delle cose imposto dalla classe dominante spinge in mille modi verso la costituzione di un governo che sia espressione della classe operaia e delle masse popolari organizzate, che faccia realmente gli interessi delle masse popolari: produrre per il bene comune generale e non per i profitti, che sono per pochi e generano miseria!

Costruire in ogni azienda organizzazioni operaie e popolari per far valere la nostra forza e collegarle sui territori fino ad imporre un vero governo di emergenza popolare, il Governo di Blocco Popolare!

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