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Trasmettiamo una lettera di un nostro simpatizzante e la nostra risposta sull’arresto di Mimmo Lucano

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Cari compagni,

mi chiamo Fabrizio, ho 54 anni e lavoro nelle ferrovie. Vi scrivo di getto preso dalla rabbia e dallo sconforto. Rabbia: ieri mattina la Guardia di finanza ha arrestato Mimmo Lucano, il sindaco di Riace, per favoreggiamento dell’immigrazione clandestina. Non entro nei particolari perché ne hanno parlato e ne stanno parlando tutti i giornali e i telegiornali e conoscete di sicuro la questione.

Da ieri leggo su Facebook molte prese di posizione e molti articoli che esprimono solidarietà a Mimmo e si indignano per un arresto che è una rappresaglia politica. Io sono stato a Riace due volte negli ultimi anni e ho visto con i miei occhi che quello che Mimmo ha fatto è una cosa piccola, ma una cosa grandiosa. Una cosa piccola, nel senso che Riace è un puntino minuscolo in un paese di malaffare in cui organizzazioni criminali di ogni tipo, chiesa e preti, imprenditori, fascisti e “democratici” tutti speculano sugli immigrati e sull’immigrazione (e il primo è proprio Salvini), ma è una cosa grandiosa nel senso che dimostra che se c’è la volontà di servire la comunità, se c’è umanità e solidarietà, allora si trovano la forza e il coraggio (e i soldi) per fare la cosa giusta, anche se è illegale. E’ quello che Mimmo ha fatto alla luce del sole, è per questo che Mimmo è un esempio ed è per questo che Mimmo è stato arrestato.

Io sono completamente d’accordo con tutti i messaggi di solidarietà che ho letto. Ma di fronte a tutto questo, oltre alla rabbia mi sale anche lo sconforto, penso che non basta esprimere condanna a parole per un gesto tanto grave, non basta – e anzi è sbagliato – scrivere e dire “adesso arrestateci tutti”. Credo che bisogna pensare a come rivoltare questo arresto contro i mandanti politici. Allora mi sono detto: le manifestazioni vanno bene (anzi, più ce ne sono e meglio è), ma è necessario organizzare collettivamente la violazione degli arresti domiciliari di Mimmo. Non per nasconderlo come un latitante fuggiasco, ma per portarlo alla testa delle manifestazioni antirazziste, antifasciste, contro questo governo e dalla parte degli immigrati e dei lavoratori, a Napoli, a Roma, a Milano…

Come ha fatto Nicoletta Dosio del Movimento No TAV nel 2016 che ha violato le misure cautelari. E noi tutti dobbiamo difenderlo pacificamente, ma con decisione. Ecco, allora si che ha senso dire “arrestateci tutti perché siamo solidali e siamo complici”.

Mi sembra che ripetere a oltranza e a più non posso “solidarietà e vicinanza” alla fine è un modo per fissare e contemplare il fatto compiuto e “arrestateci tutti” trasmette impotenza, non combattività.

Io vi seguo sul sito da un po’ di tempo e mi sembra che vi fate meno scrupoli di tutti a dire le cose come stanno e a praticare il principio che “è giusto anche quello che è illegale se va negli interessi del popolo”. Dico, 49 milioni di euro sono stati rateizzati alla Lega in più di 80 anni, il governo da’ la caccia agli immigrati mentre regala manovalanza ai caporali, chiude i porti, sgombera le case occupate e arresta Mimmo. Io non so se questo è legale, ma di certo è illegittimo.

Che ne pensate?

Fabrizio P.

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Caro compagno,

prima di tutto grazie per averci scritto. Risponderti pubblicamente ci permette di affrontare brevemente alcune questioni che sono di interesse collettivo. Andiamo con ordine.

1.Lo sforzo che ogni compagno deve fare in questa fase è non cedere alla propaganda di regime che ci spinge tutti ad appiattirci sull’essere a favore o contro questo governo. Noi comunisti dobbiamo approfittare del fatto che questo governo è stato costituito a seguito della breccia che le masse popolari hanno aperto con le elezioni del 4 marzo e usare la mobilitazione che ciò che fa e ciò che non fa suscita fra le masse popolari

  • sia che a “cavalcarla” siano le forze e i partiti delle Larghe Intese (con l’obiettivo di mettere i bastoni fra le ruote a questo governo e riportarlo nel solco dell’attuazione del programma comune della borghesia imperialista),
  • sia che a promuoverla siano le forze e i partiti della sinistra borghese (che, attenzione, ha la necessità di distinguersi in qualche modo dalle forze delle Larghe Intese, ma alla fine ne è succube poiché non ha una linea diversa e positiva su cui mobilitare le masse popolari),
  • sia che essa sia suscitata da quella parte delle masse popolari che vuole spingere il governo a mantenere le promesse per cui i due partiti che lo compongono hanno preso milioni di voti, la maggioranza.

Aprire la breccia significa approfittare della situazione per spingere al massimo grado le contraddizioni fra masse popolari e borghesia imperialista e operare per rafforzare le organizzazioni operaie popolari affinché agiscano da nuove autorità pubbliche; cioè oltre a indicare le misure urgenti per fare fronte alla crisi, si mobilitano per attuarle al livello in cui è già possibile attuarle a livello locale, chiamano alla mobilitazione per attuarle le masse popolari non ancora organizzate. In quest’ottica e in questo contesto vanno inquadrati sia l’arresto di Mimmo Lucano che l’ampia solidarietà che sta raccogliendo, che la necessaria mobilitazione per la sua liberazione.

2. Giustamente tu fai un parallelo con la violazione dei domiciliari di Nicoletta Dosio. Quella fu una grande iniziativa del Movimento NO TAV. La intervistammo proprio in quel periodo e come puoi leggere tu stesso, lei ha ben sottolineato il fatto che per compiere quella iniziativa ha avuto bisogno, oltre che di una motivazione e decisione individuale, del sostegno di un movimento che rivendica collettivamente la violazione e difende chi la compie.

La solidarietà verso Mimmo Lucano e le dichiarazioni di condanna per le autorità sono un fattore importante, ma l’aspetto decisivo che rende possibile la trasformazione di una manifestazione di solidarietà in un ribaltamento dei ruoli, ciò che rende possibile la violazione degli arresti domiciliari ed eleva ed estende la mobilitazione, attiene al punto precedente: il movimento che sostiene Mimmo Lucano è orientato principalmente a denunciare le malefatte del governo e delle autorità o ad allargare la breccia? Da qui discendono l’assunzione di responsabilità politica di una simile iniziativa. Rompere la legalità – ingiusta – che costringe Mimmo Lucano ai domiciliari significa rompere con tutta la retorica e la morale dei benpensanti che condannano Salvini, ma si sono dimenticati di Minniti, che odiano la Lega e il M5S, ma si alleerebbero (di nuovo) con il PD, che invocano la cacciata di questo governo, ma senza lottare per il Governo di Blocco Popolare portano acqua ai vertici della Repubblica Pontificia (i mandanti dell’arresto di Lucano, di cui Salvini è utile burattino). Qui sta la questione principale, compagno. Promuovere la violazione degli arresti domiciliari e portare Mimmo Lucano ai cortei contro il razzismo di stato, per i diritti dei lavoratori, per le nazionalizzazioni, degli studenti… il mese di ottobre è pieno di manifestazioni già convocate e promosse, praticamente, da tutte quelle forze (partiti, sindacati, movimenti) che si schierano a difesa di Mimmo Lucano… significa collocare quelle manifestazioni fuori da ogni compatibilità con la classe dominante, significa per chi le promuove fare un salto in avanti nella contrapposizione di interessi fra vecchie autorità borghesi e le masse popolari, significa dimostrare praticamente la necessità della costituzione del Governo di Blocco Popolare. Questa è la questione decisiva per quanto attiene alla tua “proposta”.

3. Tu scrivi: “Mimmo ha fatto è una cosa piccola, ma una cosa grandiosa. Una cosa piccola, nel senso Riace è un puntino minuscolo in un paese di malaffare in cui organizzazioni criminali di ogni tipo, chiesa e preti, imprenditori, fascisti e “democratici” speculano sugli immigrati e sull’immigrazione (e il primo è proprio Salvini), ma è una cosa grandiosa nel senso che dimostra che se c’è la volontà di servire la comunità, se c’è umanità e solidarietà, allora si trovano la forza e il coraggio (e i soldi) per fare la cosa giusta, anche se è illegale. E’ quello che Mimmo ha fatto sotto la luce del sole, è per questo che Mimmo è un esempio ed è per questo che Mimmo è stato arrestato”. La questione è che il modello Riace o diventa una linea guida, un esempio e una ispirazione per il governo del paese oppure rimane una nicchia e, come tale, sarà cancellato. Può diventare un modello per il governo? Se rimane una nicchia NO. Perchè è plasmato e creato nelle pieghe di un sistema, di una politica e di un indirizzo della società che va nella direzione opposta, a cui Lucano ha fatto fronte, coraggiosamente, trasgredendo la legge (e usufruendo, giustamente, dei contributi europei). Per diventare un modello per il paese c’è bisogno che diventi ispirazione e modello per il governo, considerando che le istituzioni europee faranno “la guerra” (sanzioni, soppressione dei contributi, boicottaggio, sabotaggio) a un governo simile. Cioè la sua condotta diventi esempio di una nuova legalità “dal basso” (cioè che fa gli interessi delle masse popolari).

Quale governo lo può prendere da esempio? Solo il Governo di Blocco Popolare, perseguendo l’attuazione della terza delle sei misure del suo programma generale “Assegnare ad ogni individuo un lavoro socialmente utile e garantirgli, in cambio della sua scrupolosa esecuzione, le condizioni necessarie per una vita dignitosa e per la partecipazione alla gestione della società (nessun lavoratore deve essere licenziato, ad ogni adulto un lavoro utile e dignitoso, nessun individuo deve essere emarginato)”.

Allora vedi, compagno, a rischio di essere “monotoni”: concretamente chi celebra il modello Riace come modello di nicchia, come “oasi resistente” non fa un buon servizio. Dobbiamo farlo diventare sistema del governo del paese.

Legato a questo, considera che come Riace è una goccia di resistenza nel grande mare del malaffare e della speculazione, ci sono molte altre gocce, molte altre nicchie: ci sono altre amministrazioni comunali di piccoli comuni che hanno elaborato strategie per resistere ai ricatti del governo centrale e operare nell’interesse delle masse popolari, ci sono movimenti organizzati che si occupano della gestione dei beni comuni (NO TAV, NO TAP), movimenti, anche contraddittori, che si mobilitano per l’attuazione delle parti progressiste della Costituzione… alla fine, tante gocce fanno un mare. Questo è il movimento concreto e spontaneo che dobbiamo valorizzare, convogliare, coordinare, raccogliere per costruire la nuova governabilità dal basso del paese.

4. A conclusione aggiungiamo un aspetto che riprende il primo. Sembra che anche tu in qualche modo sia influenzato dalla tesi che questo governo sia “il più reazionario degli ultimi 50 anni”. Beh, permettici la franchezza, ma questa tesi è del tutto sballata. Pensiamo anzi che l’appello, l’idea, che tu lanci – organizzare la violazione degli arresti domiciliari – vada esteso ai parlamentarti, senatori e ai sindaci del M5S perché per ogni Sibilla che mette il cappello sul “capolavoro” orchestrato da Minniti e ordinato da Salvini, ci sono altrettanti Nogarin, ad esempio, sindaco anche lui, che probabilmente hanno altra opinione. Anziché fare di tutta l’erba un fascio, lavoriamo per fargliela esprimere quella opinione, con tutto quello che comporta in termini politici.

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