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Ai compagni della Carovana del (n)PCI e a quelli che vogliono imparare a lottare contro il sistema di relazioni sociali in cui viviamo e contro la classe di assassini che dirige ancora il nostro paese e che da quarant’anni dirige nuovamente gran parte del mondo.

11.09.18

Cari compagni,

il 6 settembre mio nipote Igor, di 14 anni, è morto mentre provava a fare uno dei “giochi estremi” diffusi dal sistema di diversione delle masse popolari dalla lotta di classe e di intossicazione intellettuale e sentimentale con cui la borghesia imperialista fa strage in particolare tra bambini, adolescenti e giovani.

La disgrazia che ha personalmente colpito me, mio padre Giuseppe Maj (fondatore della Carovana e membro del (nuovo)Partito comunista italiano) e i miei familiari, ogni giorno in Italia e nel mondo colpisce migliaia di famiglie. È un aspetto della guerra di sterminio non dichiarata che la borghesia imperialista e le altre classi dominanti colluse con essa impongono alle masse popolari nel nostro paese e in tutto il mondo, una guerra che colpisce su molti fronti: dalle aziende dove i proletari lavorano alle relazioni sociali, dall’emigrazione alle scuole, dai quartieri degradati all’esclusione dalle attività specificamente umane, dalla condanna al lavoro precario all’esclusione dalla partecipazione alla gestione della società. Questa volta ci ha colpito personalmente. Io, mio padre e altri nostri familiari siamo già impegnati nella guerra che eliminerà questo sistema sociale imposto e diretto da assassini maniacalmente devoti dell’accumulazione finanziaria: fanno produrre ogni tipo di veleno materiale e spirituale basta che porta profitti e fa durare il loro sistema. La forma di solidarietà che più apprezziamo da parte dei nostri compagni e degli altri lettori di questa lettera aperta è che rafforzino la loro partecipazione alla rivoluzione socialista che il P.CARC promuove in accordo con il (nuovo)PCI e tutta la sua Carovana, dando ognuno il contributo a lui più consono (dall’impegno personale nella lotta che conduciamo al semplice contributo economico all’attività del Partito, dalla diffusione della sua stampa alla segnalazione di recapiti a cui inviare i comunicati e la stampa del Partito).

Con dolore, rabbia e determinazione, perché a nessun adolescente debba più succedere quello che è successo a mio nipote,

Manuela Maj

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