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Nelle ultime ore, su tutte le testate giornalistiche al servizio dei caporioni del vertici della Repubblica Pontificia (leggi QUI o QUI) si è aperta la discussione sulla linea che deve adottare il Governo 5 Stelle-Lega sulla prosecuzione della costruzione del TAV in Val Susa e quella del TAP in Puglia.

Cosa farà il Governo 5 Stelle-Lega? Il governo emerso dalle elezioni del 4 marzo ha una natura contraddittoria: da un lato perché è frutto dell’indignazione e dell’insofferenza delle masse popolari verso i governi e i partiti della Larghe Intese, dall’altro perché frutto di un accordo tra le forze politiche che lo compongono e i vertici della Repubblica Pontificia (Confindustria, Mafia, Vaticano, UE, NATO, ecc.). La natura contraddittoria di questo governo crea delle condizioni più favorevoli per lo sviluppo della mobilitazione delle masse popolari, per organizzarsi e coordinarsi contro lo smantellamento delle conquiste e dei diritti che le masse popolari hanno strappato nel corso della storia: dalla sanità pubblica, alla pubblica istruzione fino a un lavoro utile e dignitoso.

Abbiamo inoltre già scritto che la formazione del governo M5S-Lega è frutto di un percorso che si sta sviluppando negli anni che ha avuto le sue tappe in tutte le elezioni amministrative dal 2011 ad oggi, nell’esito del referendum sull’acqua pubblica del 2011, nelle elezioni politiche del 2013 e nel referendum sulla Costituzione del 2016.

Bisogna esser ben consapevoli che non sono le istituzioni del nemico a poter soddisfare fino in fondo le esigenze delle masse popolari, né tanto meno un governo come quello Lega-M5S. Le dichiarazioni del “Di Battista di turno” (“Abbiamo preso i voti sul NO al TAV e al TAP, proseguiamo su questa strada”) e quelle opposte del “Salvini di turno” (“Non si può andare avanti con solo NO...”) sono la manifestazione superficiale della natura di questo Governo. Quello che è evidente, è che questo governo, per la sua natura contraddittoria e precaria, apre intere praterie alla mobilitazione popolare e allo spirito di riscossa che si muove nel paese.

Le masse popolari su tutti i territori devono approfittare della situazione per mobilitarsi e organizzarsi senza aspettare le misure che questo governo potrà prendere autonomamente (bisogna rompere con l’idea del “lasciamoli lavorare”) né tantomeno limitarsi a lamentarsi di quello che questo governo fa o non fa (come hanno preso a fare Carofalo, Acerbo, Fratoianni o addirittura D’Alema e Bersani!). Comincino a fare in prima persona quello che criticano al governo Di Maio-Salvini, sostengano le masse popolari che si organizzano sui territori andando oltre le belle chiacchiere e piagnistei sul “moderno fascismo” e sul “governo più a destra della storia”, tutte ciance che non fanno altro che reggere la coda del PD e delle Larghe Intese!

Quello che questo governo farà o non farà dipende innanzitutto da quanto la classe operaia e le masse popolari sapranno imporre il proprio volere dal basso. Dipenderà principalmente da quanto il movimento delle masse popolari organizzate (in questo caso il Movimento NO TAV e quello NO TAP) prenderà l’iniziativa in mano e costringerà la parte progressista di questo governo a passare dalle parole ai fatti!

La fase che si è aperta è estremamente positiva per lo sviluppo della nuova governabilità dal basso del paese, per avanzare nella costituzione di un governo di emergenza delle masse popolari organizzate che prenda le misure urgenti necessarie per fare fronte efficacemente agli effetti più gravi della crisi, che operi a partire dall’attuazione delle parti progressiste della Costituzione, che ristabilisca la sovranità nazionale in ragione degli interessi delle masse popolari che tragga la forza per svolgere la sua opera dalla mobilitazione delle organizzazioni operaie e popolari che già esistono e su quelle che andranno via via costituendosi spontaneamente e per effetto dell’intervento del governo stesso in ogni azienda privata e pubblica, in ogni zona e quartiere

Sulla base di questa analisi e di questo orientamento, invitiamo a partecipare attivamente operai, lavoratori, amministratori locali, esponenti politici e sindacali, esponenti dei movimenti al dibattito che il P.CARC organizza alla Festa nazionale della Riscossa Popolare il 14 agosto alle ore 17:30.

È estremamente importante confrontarsi, scambiare opinioni, conoscere e riconoscere le idee e le posizioni diverse che esistono, ma soprattutto è importante perseguire la linea della comune mobilitazione e organizzazione per dare al paese il governo di cui ha bisogno. Bando all’attendismo, agiamo per spingere il corso delle cose nella direzione favorevole alle masse popolari!

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