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Con il ballottaggio del 24 giugno si è conclusa la campagna elettorale delle amministrative 2018 che in Toscana hanno riguardato 21 comuni tra cui quello di Massa dove si è affermata la coalizione di centro-destra guidata da Francesco Persiani.

Nella nostra città hanno partecipato al voto il 62,44% degli aventi diritto contro il 66,76% del 2013.

Il candidato sindaco del centro-sinistra, Alessandro Volpi (sostenuto dal PD e da 6 liste civiche), ha ottenuto 11.942 voti al primo turno e 13.658 al ballottaggio, una netta differenza con quei 20.691 voti che lo elessero Sindaco nel 2013. Il PD è passato da 8.659 voti nel 2013 a 5.708 nel giugno 2018, perdendo quasi 3.000 voti. Il candidato di centro-destra, Francesco Persiani, ha raccolto invece 9.916 voti al primo turno e 17.830 al ballottaggio ed è interessante che la sua lista “Persiani Sindaco” abbia raccolto 2.613 voti, mentre la Lega ne ha raccolti 3.621 (tra le due forze c‘è uno scarto di poco più di un migliaio di voti e la Lega ha comunque raccolto meno voti del PD). Per quanto riguarda Forza Italia negli ultimi 5 anni ha perso quasi 650 voti passando da 1.857 voti del Popolo delle Libertà a 1.209 di Forza Italia. Il M5S è cresciuto, passando da 3.375 a 4.496 voti.

La lettura di questi dati (guardando anche ai risultati delle amministrative di Pisa e Siena, roccaforti del PD passate in mano alla Lega) conferma che con le elezioni amministrative del 10 giugno (al pari delle elezioni del 4 marzo) una buona parte di operai e  lavoratori ha voluto rompere con i partiti delle Larghe Intese, in particolare con quei partiti, primo fra tutti il PD, che nell’arco degli anni si sono resi responsabili dell’attuazione del programma di smantellamento dei diritti dei lavoratori e di devastazione dei territori. E’ questa la causa principale del crollo della “sinistra” e non il presunto razzismo delle masse popolari come agitano opportunisticamente PD e soci per giustificare il benservito che hanno ottenuto a fronte delle loro malefatte ai danni delle masse popolari stesse.

Per quanto sia giusto e doveroso mobilitarsi contro la propaganda reazionaria della Lega e affini, non dobbiamo cadere nel tranello di limitarci a questo, né tantomeno riabilitare PD e soci in nome di un comune antifascismo. La sfiducia che la sinistra borghese esprime e alimenta nei confronti delle masse popolari, denigrate per il voto espresso (“quelli che hanno votato Lega sono tutti razzisti o non capiscono nulla”, non dicendo le cose come stanno e cioè che il voto a Persiani e alla sua lista non rappresenta un atto di fiducia incondizionata delle masse popolari nei confronti della coalizione di centro destra bensì un atto di rottura contro le politiche disastrose promosse del PD) assieme alla linea del “restare a guardare” cosa farà la nuova amministrazione, nella convinzione che basti attendere la disfatta del centro destra per acquistare nuovamente il consenso delle masse popolari, oltre che essere illusoria ha come conseguenza quella di  distogliere le masse popolari dal loro principale compito: organizzarsi, mobilitarsi e approfittare della situazione che si è creata per imporre con forza e determinazione una loro amministrazione locale di emergenza in grado di far fronte nell’immediato agli effetti più gravi e disastrosi che attanagliano il nostro territorio. Solo questa sarà anche la strada più efficace per arginare ed isolare la destra.

La nuova giunta comunale non è un blocco monolitico  ed  è attraversata da importanti contraddizioni. Basti pensare ai “velati” scontri, a pochi giorni dalla vittoria, tra Lega e Forza Italia o alle parole agitate nel corso dell’intera campagna elettorale: “rottura”, “discontinuità”, “cambiamento”. Questi sono appigli che la classe operaia e le masse popolari organizzate (e non) devono sfruttare per il raggiungimento dei loro obiettivi tenendo conto che l’unica strada percorribile dalla nuova giunta, per accreditarsi davvero come giunta del cambiamento, è quella di andare fino in fondo con quanto ha promesso di fare: combattere la disoccupazione e la desertificazione del tessuto produttivo, difendere la sanità pubblica, lottare il caro-vita (ad esempio l’uscita da Gaia). Diversamente, perderà consenso come le altre.

Ecco perché non possiamo restare a guardare!

Sfruttare le contraddizioni della nuova amministrazione significa prima di tutto rafforzare ed elevare con ancora più determinazione le lotte presenti sul nostro territorio e coordinarle tra loro: dalla battaglia degli operai ex Rational – ex Eaton – Disoccupati a quella degli operai dell’indotto Nuovo Pignone e della Sanac, alle battaglie per la difesa della sanità, dell’acqua e dell’istruzione pubblica, alle battaglie per la difesa dell’ambiente.

Significa nutrire il germe della nuova governabilità del territorio, una governabilità in mano alla classe operaia e alle masse popolari organizzate che sono le uniche in grado di trovare soluzioni ai loro bisogni e alle loro necessità.

Al tempo stesso occorre anche che le forze contro le larghe intese si mettano al servizio delle masse popolari e ne facciano realmente gli interessi: il M5S, Potere al Popolo ed il PC Rizzo, a cui avevamo dato indicazioni di voto alla amministrative, devono utilizzare tutte le proprie risorse ed i propri strumenti per legarsi realmente e sinceramente alle masse popolari, per vigilare sull’amministrazione e creare un fronte di lotta comune senza perdersi in sterili polemiche.

L’azione delle masse popolari organizzate è determinante: le organizzazioni operaie e popolari devono mobilitarsi fin da subito e metter in campo un’attività capillare di controllo popolare nei confronti della nuova amministrazione.

Per questo invitiamo tutti i lavoratori, gli operai, i disoccupati, i precari, gli studenti, gli immigrati, le associazioni LGBTQ e i comitati territoriali a unirsi, a confrontarsi, a coordinarsi, a sviluppare il ragionamento sui lavori che servono nel nostro territorio e a ragionare assieme sulle soluzioni concrete da mettere in campo.

Avanziamo verso l’eliminazione degli effetti più gravi della crisi generale del capitalismo!

Avanziamo verso la costruzione di un’ Amministrazione Locale di Emergenza!

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