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La sezione di Torino del Partito dei CARC esprime solidarietà ai compagni del CSOA Askatasuna colpiti da perquisizioni e misure cautelari (ben 19) nell’ambito dell’operazione repressiva messa in campo la mattina di venerdì 13 luglio dalla Procura e dalla Questura di Torino.
Il pretesto usato è la manifestazione del Primo Maggio del 2017 e la resistenza che i compagni di Askatasuna, alla testa di uno spezzone popolare, opposero al tentativo delle forze dell’ordine di impedirne l’accesso in piazza San Carlo, un teatrino che le autorità cittadine mettono in scena ogni anno come atto di servizio verso le dirigenze dei partiti delle Larghe Intese (anzitutto il PD) e dei sindacati di regime corresponsabili delle politiche di eliminazione delle conquiste a Torino e nel paese intero.
Lo scopo palese di questa operazione è limitare l’agibilità politica di una realtà politica e sociale che nella città di Torino ma anche a livello nazionale ha ruolo di punta nell’alimentare la mobilitazione popolare contro l’eliminazione delle conquiste e le devastazioni ambientali come il TAV Torino – Lione, una battaglia quest’ultima che dopo il 4 marzo e l’affermazione elettorale del M5S giunge alla resa dei conti. In questo modo la Procura torinese dei persecutori del movimento NO TAV e i vertici della Questura di Torino presentano il loro biglietto da visita al nuovo Ministro dell’Interno della Repubblica Pontificia, Matteo Salvini, che ha prontamente registrato e fatto plauso all’attacco contro i compagni di Askatasuna.
La repressione contro Askatasuna dimostra come i vertici della classe dominante e i suoi apparati repressivi lottano contro le forze che possono contribuire ad alimentare la mobilitazione popolare e creare i rapporti di forza capaci di incidere sull’azione del governo in carica e sulla realizzazione delle numerose promesse di carattere progressista fatte in campagna elettorale su cui basa il suo consenso. In questo senso la Procura e la Questura torinese che ieri si ergeva a paladina del TAV e delle Larghe Intese oggi strizza l’occhio a Salvini per ritagliarsi un ruolo nel nuovo quadro politico aperto dalle elezioni del 4 marzo e contribuire a tenere la situazione sotto controllo.
Facciamo nostro l’appello dei compagni di Askatasuna alla mobilitazione più larga per smascherare questa operazione repressiva e porvi fine. Che i lavoratori e i tanti iscritti alle organizzazioni sindacali presenti il Primo Maggio del 2017 in piazza facciano sentire la propria voce e contribuiscano ad indicare i veri responsabili dei disordini di piazza nel Primo Maggio torinese (dirigenza del PD, dei sindacati di regime e della Questura).

Rispondiamo all’attacco politico che questa operazione repressiva rende manifesto rafforzando a Torino e in tutto il paese la mobilitazione per imporre al governo in carica ed in particolare al M5S la realizzazione delle parti progressiste del suo programma elettorale.

Libertà per i compagni di Askatasuna!
Dal NO al TAV all’eliminazione della Fornero e del Job’s Act, organizziamoci e mobilitiamoci per imporre al governo in carica la realizzazione delle parti progressiste del programma elettorale!

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