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Il movimento comunista rinasce nel mondo e anche in Italia, in Toscana, a Firenze. Qui la Federazione toscana del Partito dei CARC ha tenuto la sua festa, la Festa della Riscossa Popolare alla Casa del Popolo “Il Campino”, a Careggi.

L’iniziativa più importante è stata il dibattito sul secondo centenario della nascita di Marx, tenuto il 30 giugno. Vi hanno preso parte come relatori Amarilis Gutierrez Graffe, del Partito Socialista Unito del Venezuela, console della Repubblica Bolivariana del Venezuela a Napoli e Pietro Vangeli, segretario nazionale del Partito. Questo resoconto si sforza di sintetizzare questo evento e quelli collaterali, anche se non può comprimere più di tanto il suo spessore e la sua ricchezza. È per chi vi ha preso parte, per vedere se ci si riconosce o no, per raccogliere le idee, e per chi non è potuto essere presente e avrebbe voluto: questi sono i lettori e le lettrici che il resoconto intende rendere partecipi degli eventi.

Ermanno Marini, segretario federale del Partito in Toscana

Ermanno Marini, segretario federale del Partito in Toscana ha introdotto il dibattito dicendo che non intendiamo celebrare Marx, ma confrontarci sulla scienza che Marx insieme a Engels ha fondato, e che ha cambiato la storia dell’umanità. Con questa scienza ci siamo messi all’opera per fare dell’Italia un nuovo paese socialista. L’Italia è uno dei paesi imperialisti, quei paesi dove il movimento comunista ancora non è riuscito a fare la rivoluzione socialista, e quindi raggiungere questo obiettivo è un’opera nuova.

Il compagno ricorda che questa è una delle molte feste che il Partito fa nelle regioni e nelle città, fino alla festa nazionale che si terrà ad agosto.1 In quella sede faremo un seminario sul marxismo.

Amarilis Gutierrez Graffe, console della Repubblica Bolivariana del Venezuela.

Interviene quindi Amarilis Gutierrez Graffe. La compagna si dice vicina al Partito dei CARC che per lei è come una famiglia. Lo scorso anno venne alla Festa Nazionale della Riscossa Popolare a Massa con la madre, già allora molto malata, e che ora è scomparsa. La madre era orgogliosa di vedere avanzare e diventare concreto in un paese lontano dal suo il sogno che lei sempre aveva coltivato da militante del MAS (Movimiento al Socialismo) del Venezuela, dove dedicò tanta parte della sua vita a insegnare ai più emarginati delle classi popolari. La compagna Amarilis racconta poi le esperienze con il P.CARC e i comitati popolari a Scampia, terra dove si lotta ogni giorno per costruire il nuovo.

In Venezuela, dice, fondarono una scuola di quadri promossa dal partito comunista e dal partito socialista, quelli che Chávez unì proponendo un solo candidato in un fronte patriottico. Dobbiamo studiare, sottolinea la compagna, perché non c’è pratica rivoluzionaria senza teoria rivoluzionaria: noi operai, noi contadini, noi donne che portiamo avanti la lotta per un mondo nuovo senza conoscenza siamo fragili. A noi che non siamo d’accordo con il riformismo, dice, a noi che siamo per una società socialista e ancora non l’abbiamo, servono uno studio rigoroso e un confronto fortemente aperto e critico all’interno dei nostri partiti.

Quello di cui la compagna parla, aggiungo qui, è il dibattito franco e aperto, contro la finzione che “siamo tutti d’accordo perché siamo nello stesso partito” e contro la cattiva abitudine di essere d’accordo con un concetto perché lo ha espresso questo o quel dirigente. Il partito cresce tramite il confronto e magari anche tramite il conflitto delle idee: “Una coscienza collettiva, e cioè un organismo vivente, non si forma se non dopo che la molteplicità si è unificata attraverso l’attrito dei singoli”.2

Maduro, dice, è in prima linea nel portare avanti l’opera intrapresa da Chávez. Maduro è un operaio, un lavoratore e il suo esempio mostra come gli operai possono diventare dirigenti della società. Il governo guidato da Maduro ha fornito alle classi popolari più di due milioni di abitazioni (già arredate), che è come dare una casa a quasi metà della popolazione del paese, mentre gli imperialisti, che oltre ad attaccare il suo paese lo denigrano, impediscono alla popolazione di avere accesso a medicinali essenziali, quelli che in un paese come l’Italia sono alla portata di tutti. Suo padre è morto per mancanza di uno di questi medicinali. È stata la Cina a fornire vaccini per una campagna necessaria per la prevenzione delle malattie.

In Venezuela il potere economico è ancora in mano alla borghesia, che si associa alle manovre degli imperialisti statunitensi sul cambio della moneta per soffocare il paese. Gli effetti sui salari sono gravi. Si estendono alle rappresentanze diplomatiche: i dipendenti del Consolato del Venezuela a Napoli non ricevono lo stipendio da novembre. Loro però continuano a lottare, dice la compagna, e aggiunge che in questa situazione ciò che è particolarmente doloroso è quando sono elementi delle masse popolari che si dichiarano di sinistra a credere alle menzogne degli imperialisti sulla Repubblica Bolivariana del Venezuela, quelle sparse in modo fitto ed esteso anche in Italia da tutti gli organi di stampa, nessuno escluso…

Parla della presentazione di un nuovo sito web (http://escueladecuadros.com.ve), una esperienza importante del “poder popular constituyente en accion” in occasione del Bicentenario di Marx3. Studiano Marx, Gramsci, e lei stessa ha studiato a Napoli il Manifesto Programma del (nuovo)PCI con i compagni del Partito e con altri.4 Ringrazia i compagni del P.CARC, del suo Centro di formazione e della federazione napoletana del Partito dei CARC, che la hanno accompagnata con lo studio collettivo.

La compagna chiude il suo intervento dicendo che l’importante è fare la rivoluzione socialista nel proprio paese e prendere il potere, e questo è ciò che va fatto nei paesi dell’Europa e qui in Italia.

Ulisse, segretario generale del Comitato centrale del (nuovo)PCI

Ermanno Marini legge il saluto di Ulisse.

Cari compagni,

a nome del (nuovo) Partito comunista italiano ringrazio il Responsabile delle FRP della Federazione Toscana del P.CARC che ci ha dato la possibilità di parlarvi in questo momento così importante per le masse popolari italiane e di conseguenza per il movimento comunista italiano e internazionale.

I risultati delle elezioni del 4 marzo hanno aperto una breccia nel sistema politico della Repubblica Pontificia. È solo una breccia: dobbiamo approfittarne, allargarla e andare oltre. Per approfittarne, abbiamo bisogna del marxismo. La scienza comunista ci permette di capire di cosa è gravida la società attuale, cosa possiamo far sorgere dal marasma che ci circonda e sembra sommergerci, cosa dobbiamo fare per farlo sorgere. Oggi più che mai la scienza fondata da Marx è indispensabile, perché a fronte delle grandi possibilità d’azione e di vittoria che la crisi del capitalismo apre alle masse popolari, la borghesia e il suo clero usano tutte le risorse di cui come padroni della società dispongono per intossicare la mente e il cuore delle masse popolari e distoglierle dalla rivoluzione socialista. Anche noi comunisti individualmente siamo avvolti dalla nebbia e solo una forte adesione al marxismo ci permette di vedere la strada e di lavorare con serenità per portare le masse popolari a percorrerla.

Compagni, non occorre spendere molte parole sul fatto che sotto la direzione dei capitalisti e dei loro sostenitori, sotto la NATO e l’Unione Europea le cose vanno male per le masse popolari. Quello su cui dobbiamo chiarirci le idee è il fatto che possiamo cambiare strada, che le masse popolari, i lavoratori hanno la capacità e la forza per cambiare strada. La borghesia, il clero e i loro agenti spandono disfattismo in lungo e in largo. “Sì, è vero che le cose vanno male, ma non c’è alternativa!”, dicono i portavoce dei padroni. “Sì, è vero che le cose vanno male, ma è perché ogni uomo è egoista: è il demonio, è il peccato originale”, dicono il clero e i suoi fedeli.

Le cose vanno male per i lavoratori perché sono i capitalisti che comandano. Sono loro che decidono cosa fanno le aziende e cosa fa la Pubblica Amministrazione. I capitalisti pretendono che ogni azienda sia proprietà privata, che ognuno di loro sia libero di fare della sua azienda quello che più gli conviene per fare profitti, come era ai primordi del capitalismo. Ma allora ogni azienda attingeva direttamente dalla natura quello che le serviva e vendeva ai consumatori quello che produceva. Oggi le aziende sono collegate l’una all’altra in una rete, ognuna riceve da altre aziende quello che usa, formano un sistema produttivo nazionale e in alcuni casi già internazionale. Questo sistema produttivo deve essere pubblico e deve funzionare secondo un piano deciso e noto a tutti. È la più importante di tutte le attività pubbliche, è la base e l’inizio del comunismo.

I lavoratori hanno la capacità e la forza per prendere il potere e cambiare il corso delle cose, nella Pubblica Amministrazione e nelle aziende e quindi nel paese intero. Per questo devono organizzarsi. Quello che devono combattere in se stessi è la demoralizzazione, la rassegnazione, la sfiducia e la disperazione. Oggi sono largamente diffuse tra le masse popolari e sono il freno principale alla mobilitazione, all’organizzazione e alla lotta. Sono gli stati d’animo che i padroni e i loro portavoce alimentano in ogni modo. La sfiducia dei lavoratori in se stessi, è un’arma potente dei padroni. I padroni hanno paura dei lavoratori, hanno paura che i lavoratori si convincano che hanno la capacità e la forza di cambiare il corso delle cose. Spendono cifre colossali per manipolare l’opinione pubblica.

Le masse popolari hanno la capacità e la forza per cambiare il mondo, ma per farlo, per riuscirci devono elevare la comprensione di come funziona il mondo. La convinzione e la volontà sono indispensabili, sono la premessa, ma non bastano. Occorre capire come funziona il mondo e cosa fare per far andare le cose a favore dei lavoratori. Quello che nelle condizioni attuali la maggior parte dei proletari non possono fare, lo fanno già oggi i proletari che hanno la generosità e la forza per diventare membri del nuovo Partito comunista italiano o del Partito dei CARC. I comunisti si occupano di capire cosa fare, di farlo conoscere alle masse popolari, di guidarle a fare quello che occorre. Per questo chiediamo ai più generosi di rafforzare le file del nuovo Partito comunista italiano e del Partito dei CARC.

Cresce anche nel nostro paese l’insofferenza per come i capitalisti e il clero fanno andare il mondo. Con le elezioni del 4 marzo, il Movimento 5 Stelle di Luigi Di Maio e la Lega di Matteo Salvini hanno preso in mano il governo. Prima delle elezioni hanno fatto molte promesse e i voti li hanno avuti per cambiare a favore delle masse popolari. Ma le aziende sono ancora in mano ai capitalisti che le dirigono ognuno per fare profitti, non per il benessere della popolazione, le delocalizzano dove contano di fare maggiori profitti, licenziano, rendono precari i lavoratori, moltiplicano appalti e subappalti. La Pubblica Amministrazione è ancora in mano agli uomini selezionati e formati per servire ai padroni. Forse alcuni di voi hanno sentito parlare di quello che sta capitando a un Carabiniere, Riccardo Casamassima, che ha osato rompere l’omertà con cui si proteggono tra loro gli autori delle prepotenze e delle stragi di Stato. Pensate ai profittatori della corruzione di Stato e ai loro agenti nella Pubblica Amministrazione. La NATO e l’Unione Europea, la Banca Centrale Europea e il Fondo Monetario Internazionale, l’oligarchia finanziaria titolare del Debito Pubblico dettano ancora legge, anche se il nuovo governo proclama l’indipendenza e la sovranità del popolo, che sono scritte nella Costituzione del 1948, confermata dal referendum del 4 dicembre 2016. Di Maio e Salvini devono tener fede alle promesse favorevoli alle masse popolari e se non lo fanno, se non hanno il coraggio e la forza di imporsi ai capitalisti e alle loro istituzioni, bisogna cambiare governo. Le masse popolari organizzate in ogni azienda, in ogni istituzione e in ogni zona d’abitazione hanno la forza per impedire ad ogni livello il sabotaggio, il boicottaggio e gli abusi dei capitalisti e dei loro agenti annidati nella Pubblica Amministrazione e fuori. Hanno anche la forza per cambiare il governo se non si impone ai capitalisti, alla Unione Europea e alla NATO.

Bisogna darsi i mezzi per la politica che vogliamo fare. Volere ed essere convinti di potere è il punto di partenza. Poi bisogna darsi i mezzi per fare. Oggi i capitalisti hanno ancora come prima i soldi: ogni capitalista può assoldare giornalisti e attori per intossicare le menti e i cuori, assoldare agenti e killer per impaurire e uccidere, funzionari per minacciare e comandare. Ognuno di noi, ognuno di voi invece da solo è impotente, ma può organizzarsi con i propri compagni e diventare una forza che capisce, che sa, che orienta e dirige gli altri. Questo sono i comunisti, questo il Partito comunista educa e dirige a fare. È così che cambieremo il mondo e instaureremo il socialismo.

L’augurio è che diventiate anche ognuno di voi promotori di quest’opera. Così costruiamo il nostro futuro.

Compagno Ulisse, segretario generale del Comitato centrale del (n)PCI.

Pietro Vangeli, segretario nazionale del Partito dei CARC

Il compagno dice che dobbiamo costruire un nuovo ordine e dobbiamo farlo qui e ora, bandendo attendismo e scetticismo dalle nostre menti e dai nostri cuori.5 Il grande insegnamento di Marx ci serve a combattere lo scetticismo: Marx spiega che ciò che ha fatto è stato solo di esporre quanto gli scienziati borghesi avevano già scoperto.6 Ciò che lui ha detto di nuovo è

  • che la divisione in classi non è eterna,
  • che la forma di governo della società socialista, la società che abolisce le classi, è la dittatura del proletariato,
  • che l’umanità è alla soglia di un salto epocale.

È il salto epocale da un vecchio mondo per una umanità nuova, dice il compagno, per un mondo nuovo che si chiama socialismo e che non può essere chiamato in altro modo.7 Critica i “nuovi scettici” che denigrano la prospettiva socialista come cosa di altri tempi. Solo il socialismo supera la contraddizione tra il carattere collettivo raggiunto dalle forze produttive e i rapporti di produzione capitalisti.

Oggi il modo di produzione capitalista si mantiene distruggendo le condizioni di vita dell’umanità, imponendo degrado sociale e morale. Parla dei tre pilastri del socialismo e cioè la dittatura del proletariato, la proprietà collettiva dei mezzi di produzione e la partecipazione delle masse popolari alla gestione della società. Per costruire tutto questo noi abbiamo il vantaggio di conoscere l’esperienza dei primi paesi socialisti e lo sforzo in atto in paesi come Venezuela e Cuba.

Il marxismo è scienza, continua il compagno. Il Capitale è la applicazione di questa scienza alla analisi della società borghese. Marx fonda una scienza che comprende le tendenze oggettive della società. È la prima volta nella storia. Questa scienza viene enunciata nel Manifesto del 1848 firmato da lui ed Engels. Successivamente la scienza elaborata viene applicata, e quindi sviluppata con il contributo di Lenin, in particolare sugli insegnamenti per la costruzione del partito comunista e sul suo ruolo, arricchita poi con l’esperienza dei primi paesi socialisti e con l’apporto importante di Stalin. In URSS si sono poste le basi in tutti i campi da cui prende slancio il progresso dell’umanità: cita ad esempio il campo dell’emancipazione delle donne. Parla infine della Guerra Popolare Rivoluzionaria di Lunga Durata condotta da Mao, e dell’elevazione del pensiero comunista nel suo livello più avanzato, il marxismo leninismo maoismo.

La Carovana del (nuovo)Partito comunista italiano ha contribuito allo sviluppo di questa scienza, anche se, fino a oggi, più nella descrizione del corso oggettivo degli eventi e meno nell’uso degli strumenti che abbiamo elaborato per la trasformazione rivoluzionaria. Per divenire maestri nell’uso di questi strumenti, sperimentarne l’efficacia e avanzare rapidamente verso la meta, abbiamo intrapreso al nostro interno il processo di riforma intellettuale e morale.8

Il compagno elenca otto aspetti in cui la carovana ha portato innovazioni:9

  1. l’analisi della natura e origine della crisi in corso;
  2. la suddivisione dell’epoca imperialista in tre fasi,
  3. di cui una quella che inizia dopo la Seconda Guerra Mondiale e termina a metà degli anni ’70. È la fase del “capitalismo dal volto umano” in cui si è negata la necessità della rivoluzione socialista: le condizioni di sviluppo economico di allora consentirono ai revisionisti di dichiarare che era arrivato un tempo senza ormai più guerre né rivoluzioni. Oggi siamo di nuovo in crisi, e la borghesia tenta di nuovo la mobilitazione reazionaria, ma in condizioni che la rendono molto difficile, perché trova come ostacolo il progresso delle masse popolari sul piano spirituale e materiale.
  4. Il quarto aspetto è la strategia per fare la rivoluzione socialista. È la Guerra Popolare Rivoluzionaria di Lunga Durata, strategia scoperta da Mao e dichiarata dalla Carovana universale, cioè valida ovunque, anche nei paesi imperialisti.
  5. Il quinto aspetto è la scoperta e la descrizione scientifica del regime della controrivoluzione preventiva, con il quale fino a oggi la borghesia è riuscita a impedire la vittoria del movimento comunista nei paesi imperialisti
  6. Il sesto aspetto è la descrizione del regime politico vigente in Italia. È una Repubblica Pontificia, istituita dopo la Seconda Guerra Mondiale, e dove il Vaticano ha ruolo di forza di governo principale ma che governa in modo indiretto.
  7. Il settimo aspetto è la presenza e la necessità di due partiti comunisti in Italia, di cui uno è clandestino. Né negli anni successivi alla vittoria della Resistenza contro il nazifascismo né negli anni ’70 la ricostruzione del partito comunista ha avuto successo. Con il partito clandestino ci sono le condizioni per superare gli ostacoli che ci hanno impedito fino a oggi di vincere.
  8. L’ottavo aspetto è la tattica del Governo di Blocco Popolare (GBP) “come strada per la rinascita del movimento comunista cosciente e organizzato e per la rivoluzione socialista nel nostro paese”10. E’ impossibile conciliare gli interessi delle masse popolari e dei capitalisti, come pensa di poter fare Di Maio. Il governo Tsipras lo insegna. Sosteniamo il governo presente se questo sostiene le masse popolari, lo combattiamo quando difende gli interessi della borghesia imperialista. Il GBP prende misure di emergenza, cosa che può fare solo se rompe con i ricatti e le vessazioni della bix, che non può consentire alcuna deroga alla sua politica di attacco alle masse popolari. Il GBP sta dentro il modo di produzione capitalista, ma prende misure in rottura con esso.

Il segretario chiude dicendo di andare avanti con serenità, con tranquillità e con lungimiranza.

Claudio Mazzoccoli, associazione Articolo 53

Claudio Mazzoccoli è esponente della associazione che si richiama all’articolo 53 della Costituzione, quello per il quale “tutti sono tenuti a concorrere alle spese pubbliche in ragione della loro capacità contributiva”. Secondo lui M5S e Lega non sono, dice, il governo del cambiamento: non possono o non vogliono rappresentare un cambio di rotta rispetto ai governi che li hanno preceduti. Un muro marcio va tolto di mezzo, dice. Ha fatto un documento sulla flat tax o dual tax: i suoi calcoli mostrano che è un favore ai ricchi e uno schiaffo alle masse popolari. La Costituzione italiana, dice contempera il modello marxista con quello keynesiano. Rivendica il fatto che l’Italia è una repubblica fondata sul lavoro e che su questo punto la Costituzione è inattuata: la carta dice che la proprietà privata dei mezzi di produzione è una concessione dello Stato ai singoli, e se i singoli la usano a scopi contrastanti con gli interessi della collettività la perdono.

Ermanno Marini, al termine dell’intervento di Mazzoccoli, ricorda il caso della Bekaert di Figline Valdarno, che vuole trasferire la produzione dall’Italia lasciano a casa più di trecento operai e operaie. Paolo Babini interviene dopo per proporre una dichiarazione di solidarietà dei partecipanti all’assemblea ai lavoratori della Bekaert in lotta, dove si citano gli articoli della Costituzione a cui si riferisce Mazzoccoli.11

Anika, attivista per la solidarietà con i popoli dell’America Latina

Anika parla della situazione in Venezuela, dove il 4% delle famiglie detiene il potere economico, ma dove anche c’è una parte di classe media che ha conti all’estero. La speculazione sta distruggendo il sistema monetario. Una delle agenzie dirette dagli USA decide il cambio (Dollar Today). Il Venezuela si trova di fronte ad aumenti di prezzi per gli acquisti di prodotti all’estero. Diventa impossibile per un venezuelano comprare una tachipirina e così tutti gli altri medicinali che sono a disposizione per le malattie più comuni. Le sanzioni negano ai venezuelani il diritto alla salute, quando i cubani hanno mandato medici in Sierra Leone per combattere il virus Ebola. La questione dei medicinali è prioritaria, dice.

Pietro Vangeli replica che queste questioni vanno viste alla luce del marxismo. Abbiamo risorse per sfamare il doppio della popolazione mondiale. Non possiamo risolvere il problema con la sussidiarietà alle voragini che il sistema imperialista crea. È come voler svuotare il mare con il cucchiaio. Dobbiamo rompere con la comunità internazionale degli stati imperialisti e il primo paese che lo farà sarà un colpo contro il sistema di potere vigente. Sicuramente già con un Governo di Blocco Popolare potremmo fare un lavoro di solidarietà di grande portata.

Nicola Abatangelo, fondatore dei Nuclei Armati Proletari, militante delle Brigate Rosse negli anni ’70 e ’80.

Marx, dice il compagno, è uno scienziato, uno storico delle formazioni sociali. La sua è critica dell’economia politica, della politica e dell’ideologia. Questo detto, il compagno afferma che i comunisti non devono stare sul terreno delle competizioni elettorali che la borghesia organizza, ma creare una rete tra di loro, andando oltre le divisioni.

Il materialismo dialettico, continua, ci insegna a partire dal concreto sensibile e da qui si arriva al concreto di pensiero, ed è questo che unisce i fenomeni. Bisogna partire dalla situazione reale, e non da quello che abbiamo in testa. Il partito, deve nascere dalle situazioni concrete, dalle carceri, dalle fabbriche e, insiste, non dalla testa delle persone.

Gli elementi di unità che oggi individua sono nelle lotte anticapitaliste, antirevisioniste. Rende onore a Mao, Lenin, Stalin e anche ai dirigenti odierni della Corea del Nord. Chiama alla lotta contro il 41 bis, che è una forma di tortura, e alla lotta contro la violenza poliziesca.

Dopo di lui interviene la sua compagna, Antonella, che vuole chiedere alla console la comparazione tra lo stipendio e il costo della vita in Venezuela (anche se si confonde, e dice “in Nicaragua”, al che Amarilis G. Graffe risponderà che la confusione è comprensibile, stante che in Nicaragua oggi è in campo la stessa aggressione che fu posta in atto in Venezuela dall’opposizione finanziata dagli imperialisti USA).

Luciano Pacini, membro della sezione di Abbadia S. Salvatore del Partito dei CARC

Luciano condivide la posizione del filosofo Ludovico Geymonat, secondo il quale l’opera di Marx è stata il giro di boa dell’umanità. Marx ha creato una scienza compresa da milioni di operai e proletari tenuti nella miseria e dell’ignoranza. In Russia avevano un analfabetismo in percentuali altissime, e totale per le donne: questo popolo nel giro di pochi anni ha costruito una potenza, e una potenza proletaria, distinta cioè per la sua qualità, quella di voler superare il capitalismo. Noi non possiamo affrontare alcuna difficoltà, nemmeno le malattie, ad esempio, se non con la scienza proletaria. I proletari vengono distrutti fisicamente anche qui in Italia, non solo in Venezuela, con le droghe, per esempio.

Noi abbiamo una possibilità che è concreta. Dobbiamo metterci insieme, come dice Nicola Abatangelo, ma nella pratica, in un progetto politico comune, una pratica cosciente, non disarticolata, e facendo poi un bilancio dell’esperienza, ciò che è mancato nel movimento comunista.12

Noi poniamo attenzione al M5S non perché è in grado di risolvere i problemi delle masse popolari, ma perché ha portato la politica dal basso, perché si è mosso contro la delega, per la partecipazione.

Chiude dicendo che nostro compito è fare comprendere a chi ci sta vicino che una via c’è ed è quella indicata da Marx, e della sua scienza, la più moderna che c’è al mondo.

La replica di Amarilis G. Graffe

In Nicaragua, dice Amarilis, si sta facendo lo stesso che fece l’opposizione in Venezuela nel 2017. Denuncia l’opposizione venezuelana, quella che cosparge di benzina chi ha la pelle nera e gli dà fuoco. L’opposizione inizia fingendosi democratica e poi uccide, devasta le città, bombarda. È finanziata dagli imperialisti. I manifestanti sono pagati per fare il loro lavoro.

Amarilis spiega che la costituzione della Repubblica Bolivariana è stata costruita con il contributo di tutte le classi delle masse popolari. L’America Latina fino dal 182313 e ancora oggi è sotto attacco. A noi dice di fare la rivoluzione nel nostro paese, di cacciare le basi NATO dal nostro suolo.

Bisogna fare la rivoluzione, conclude, studiare e partecipare, e lottare fino all’ultima goccia del nostro sangue.

Le conclusioni di Pietro Vangeli

Pietro Vangeli cita Mao dicendo che i comunisti imparano dal bilancio dell’esperienza. Quanto al partito ci rifacciamo a Lenin, Stalin e Mao. Al partito appartengono quelli che fanno riferimento al materialismo dialettico, scienza che va applicata, non propagandata.

Il partito non nasce spontaneamente dalle lotte.14 Noi non siamo solo contro, ma principalmente per un nuovo mondo. I comunisti lottano per trasformare lo stato presente delle cose, non per denunciarlo. Per costruire dobbiamo dire cosa vogliamo costruire, come, con quale tattica, con quale strategia. L’esercito popolare è invincibile e non è quello che fonda la sua forza sulle armi, ma sulle masse popolari che fanno la storia con coscienza.

29 giugno, alla festa del Partito Comunista, a Peretola.

Il 29 giugno il Partito Comunista (quello diretto da Marco Rizzo) teneva una iniziativa sul Venezuela e su Cuba, con la partecipazione di rappresentanti diplomatici dei due Stati, Amarilis Gutierrez Graffe, console a Napoli della Repubblica Boliviariana del Venezuela, e Mauricio Martinez Duque, esponente dell’ambasciata di Cuba, nell’ambito dei tre giorni di festa previsti dal partito. Il nostro intervento aveva un fine specifico, tra l’altro. In occasione dell’ultima vittoria elettorale di Maduro il Partito dei CARC ha inviato un saluto al governo e al popolo del Venezuela dove ha scritto: “Questa vittoria conferma che non c’è attacco in grado di abbattere un governo quando questo rappresenta gli interessi e le aspirazioni delle masse popolari del paese.”15 Questa è una affermazione sbagliata, e quindi occorreva correggerla. È cattiva retorica, infatti. Basta pensare ai tanti governi sconfitti: ai Fronti Popolari, ai governi di Ungheria e di Monaco di Baviera del 1919, alla Comune di Parigi e ad altri. Occorre che il governo sia guidato da un Partito basato sul marxismo, in particolare che usi il materialismo dialettico come metodo per analizzare la situazione e come metodo d’azione. Questo abbiamo detto, in un intervento in cui abbiamo aggiunto che la migliore solidarietà verso Venezuela e Cuba e verso i paesi oppressi dall’imperialismo è fare la rivoluzione socialista in Italia, che è un paese imperialista, e altro che gli interessati possono sentire e vedere nel video girato dalla compagna Amarilis e trasmesso su Facebook.16

29 giugno, alla Festa della Riscossa Popolare del P.CARC

Qui, quasi contemporaneamente alla iniziativa di Peretola, con la partecipazione di Giuseppe Lippi, medico che si occupa di gestione della sanità, presentava un suo libro sul tema.17 A questa iniziativa faccio solo un accenno, per ciò che mi è stato riferito da un compagno presente. Lippi ha parlato di Norman Bethune, medico canadese, che constatò il valore della prevenzione nella lotta contro le malattie in URSS, che curò i combattenti contro i fascisti nella Guerra di Spagna e costituì squadre di soccorso medico nell’Esercito Rosso della Cina (e perse la vita sul campo di battaglia). Ha quindi fatto riferimento alla Conferenza di Alma Ata, che per quanto riguarda la politica della salute fu l’evento internazionale più importante degli anni ’70 del secolo scorso. Il compagno che mi riferiva di questi argomenti ha voluto informarsi sulla materia. Ha letto la Dichiarazione della Conferenza e ha constatato che tutti gli obiettivi definiti nei suoi dieci punti sono stati realizzati nel sistema sanitario cubano, che lui conosce per averne sperimentato la funzionalità nel caso di una grave malattia di una persona cara. Segnala al riguardo il link  http://www.saluteinternazionale.info/2013/02/salute-e-sanita-a-cuba-parte-ii/ che qui riportiamo per gli interessati.

Contro la sfiducia18

All’apparenza e secondo la propaganda di regime la destra avanza e conquista anche la “Toscana rossa”, ma chi guarda la realtà tramite la scienza del movimento comunista, tramite il marxismo, vede invece il nuovo movimento comunista rinascere, che è quello che tanti, non solo qui in Toscana, desiderano ma non credono possibile, o almeno non lo credono possibile ora. Sono sfiduciati, e questo va bene ai padroni, ai politici e al clero che governano il paese, perché la sfiducia degli operai, degli altri lavoratori e in generale delle masse popolari è un’arma, forse l’arma principale per mantenere il loro potere. Quando noi diciamo che il movimento comunista rinasce, che la rivoluzione è in corso, tanti ci dicono che siamo illusi, e a prova di ciò portano quello che vedono. Ci dicono che basta guardarsi attorno per vedere che stiamo precipitando all’indietro, ma per capire ciò che si muove ed è vivo vedere non basta. In certi casi vale piuttosto il contrario: il seme per diventare germoglio deve stare sottoterra, e il tuo cuore batte per tutta la tua vita senza che tu lo veda.

Così è per la scienza politica. Nel caso nostro, ha detto il segretario del Partito dei CARC, è garanzia di vittoria il fatto che in Italia c’è un partito comunista clandestino. La rinascita del movimento comunista comincia a essere visibile tra le altre cose nella partecipazione alle feste che i partiti comunisti fanno, come queste tenute nell’ultimo fine settimana di luglio. Le bandiere rosse nelle Case del Popolo sono sempre un bel segnale.

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2 A. Gramsci, Quaderni del carcere, a cura di Valentino Gerratana, Einaudi, 2001 (prima ed. 1975), Torino, p. 1771.

4 I corsi sul Manifesto programma del (nuovo)PCI sono uno dei principali strumenti della formazione che il Partito dei CARC ha fatto e continua a fare in più parti d’Italia.

5 L’attendismo è di quelli che aspettano che la rivoluzione scoppi, magari quando “le masse popolari staranno veramente male”. Questo è sbagliato, perché abbiamo infiniti esempi di tanti che stanno male ma non si ribellano e tantomeno fanno le rivoluzioni. Non solo è sbagliato, ma conduce alcuni a un atteggiamento pervertito, cioè a sperare che “le masse popolari stiano veramente male”, come facevano gli intellettuali tedeschi di sinistra rifugiati in USA, che si rallegravano della morte dei tedeschi sotto le bombe degli imperialisti USA e alleati durante la Seconda Guerra Mondiale. Questo riferiva il poeta Bertolt Brecht di avere sentito dire dal romanziere Thomas Mann in casa sua.

I disfattisti sono quelli che pensano che la rivoluzione non è possibile, che la battaglia è già persa, che c’è già il fascismo, ecc.

6 Lettera a Joseph Weydemeyer del 5 marzo 1852, in http://www.nuovopci.it/voce/voce58/logicap.html.

7 “Unica alternativa alla società capitalista, cioè diretta dalla borghesia imperialista, è una società governata dalla classe antagonista a quella dominante, la classe operaia.” (Resistenza n. 9, settembre 2016, in http://www.carc.it/2016/09/06/che-cosa-e-il-socialismo-appunti-sul-senso-della-parola-alternativa/).

8 Non c’è mai stata nella storia dell’umanità rivoluzione senza riforma intellettuale e morale. Nella nostra epoca questa riforma inizia nel partito comunista, e riguarda i suoi membri. Si estende progressivamente e si sviluppa con il processo rivoluzionario e la costruzione del socialismo fino a che non interessa l’intera società. Il partito è la “prima cellula in cui si riassumono dei germi di volontà collettiva che tendono a divenire universali e totali” (A. Gramsci, Quaderni del carcere, a cura di Valentino Gerratana, Einaudi, 2001 (prima ed. 1975), Torino, p. 1558).

10 Vedi sopra, nota 8.

12 Intende probabilmente anche il mancato bilancio dell’esperienza da parte dei militanti delle Brigate Rosse più noti (o comunque noti: il movimento delle BR fu assai vasto, e non tutti quelli che vi presero parte sono noti). Si tratta di una esperienza ricca di insegnamenti, sia per i successi che ha avuto sia per le sconfitte. Bilanci di quell’esperienza esistono: uno è dell’epoca in cui le BR erano ancora attive (il Cristoforo Colombo, di Assan, 1988, in http://www.nuovopci.it/scritti/cristof/indlibr.htm, e il capitolo sul tema nel Manifesto programma del (nuovo)PCI (ed. Rapporti Sociali, 2004, in http://www.nuovopci.it/scritti/mpnpci/02_01_bilanlottaclasse.html#2-1-3).

13 È la data in cui il presidente degli USA Monroe decretò la potestà del suo Stato sul continente, contro i colonialisti europei, ma con l’intento di sostituire il dominio statunitense al loro.

14 La storia lo dimostra. Il primo PCI nacque sull’onda della Rivoluzione d’Ottobre, opera guidata da un partito non certo sorto spontaneamente, ma unito sull’adesione alla teoria rivoluzionaria che ha preso il nome di leninismo. Gramsci stesso, nei Quaderni del carcere

17 La sanità aziendalizzata, aprile 2018, Youcanprint, Lecce.

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