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Nell’ultima settimana di maggio è cominciata ad uscire fuori la notizia dell’acquisizione del Mercatone 1 di Colle Val d’Elsa da parte della Cosmo S.p.A., con la conseguente chiusura del punto vendita e redistribuzione o licenziamento dei lavoratori dell’azienda.

Dal 21 maggio i lavoratori sono in sciopero permanente e hanno organizzato un presidio davanti al negozio che va avanti anche di notte e che ha impedito più volte l’entrata ai camion venuti per sgomberare e portare via i beni dell’azienda. Hanno ricevuto e stanno ricevendo il sostegno di molti sindaci della zona, associazioni (anche la Misericordia) che forniscono cibo, wc chimici, ecc., partiti/formazioni politiche di destra e di sinistra (dalla Lega a Potere al Popolo) e in generale tutta la cittadinanza risponde con grande solidarietà. La loro vertenza si collega a quella degli altri punti vendita del Mercatone 1 che stanno subendo la stessa sorte, in particolare quello di Palermo.

I lavoratori hanno anche creato una pagina Facebook dove tengono una sorta di diario della loro lotta e pubblicano prese di posizione, comunicati, ecc.: https://www.facebook.com/Storie-In-Presidio-453387141766805/

  1. Facci un breve riassunto della vostra vertenza, che a quanto sappiamo a livello nazionale si trascina da oltre un anno con uno stillicidio di chiusure e perdite di posti di lavoro… quello che noi chiamiamo processo di morte lenta e che colpisce aziende del calibro di FCA, le acciaierie di Piombino, la Piaggio.

R. Tutto ha avuto inizio nel 2011quando l’azienda ha iniziato ad avere problemi di entrate pertanto ha chiesto allo stato la Solidarietà per alcuni dipendenti. Da allora sono partite delle ristrutturazioni che hanno coinvolto anche il nostro punto vendita. Successivamente, a gennaio 2015 l’azienda ha dichiarato fallimento ed essendo 3700 dipendenti più l’indotto, il Ministero dell’economia e del lavoro si è preso in carico la gestione avviando la procedura di amministrazione straordinaria nella quale i commissari hanno gestito l’azienda e dopo tre bandi andati a vuoto hanno deciso di procedere con una trattativa privata. Inizialmente sono state 7 le aziende interessate alla trattativa, che si sono poi ridotte a 2.

Il 15 aprile dal MiSE avrebbero dovuto comunicarci quale sarebbe stata l’azienda che avrebbe acquisito tutti i punti vendita con la garanzia della continuità per tutti i lavoratori, pertanto ci siamo sentiti tranquilli, fin quando il 21 maggio ci è stato comunicato che non era una sola azienda ad aver acquisito tutti i punti vendita, bensì erano 2: Shernon Holding stipulata a Malta il 17 dicembre 2017 che dovrebbe acquisire 55 punti vendita, altri 13 p.v., tra cui il nostro verranno acquisiti dalla società Cosmo S.p.A. a marchio Globo che ha una merceologia completamente diversa rispetto alla nostra (abbigliamento, scarpe e borse) e non sappiamo perché. I restanti 9 punti vendita invece verranno definitivamente chiusi.

Il numero totale dei dipendenti che saranno licenziati in tutta Italia è superiore a 1000, invece per quanto riguarda il nostro punto vendita l’azienda Cosmo S.p.A. ha richiesto solo 21 lavoratori, pertanto 28 resteranno a casa.

Attualmente è in corso la trattativa con i sindacati ma la Cosmo S.p.A. ha già annunciato la volontà di voler scegliere discrezionalmente i propri dipendenti, limitando la scelta ai lavoratori di quarto livello: 15 full time e 6 part time.

Non abbiamo alcuna informazione sull’azienda che dovrà acquisirci salvo quanto appreso indagando in internet, dove abbiamo scoperto che la Cosmo S.p.A. ha oltre 2000 dipendenti di età compresa tra i 20 e i 35 anni in tutta Italia tra i quali 1500 interinali, pertanto non riusciamo a capire come possiamo rientrarci noi che abbiamo tutti più di 40 anni.

L’azienda ha previsto inoltre l’assunzione di sole donne cui il lavoro sarà garantito solo per due anni, al termine dei quali potranno licenziare.

Il 22 giugno avremo un altro incontro col MiSE da cui ci aspettiamo informazioni concrete.

  1. Al vostro interno si è formato un gruppo che si occupa particolarmente della battaglia? Se sì, in che modo si organizza? Riunioni con una certa regolarità, una divisione dei compiti come la cura dei rapporti con sindacati e istituzioni.

R. Tendenzialmente tutte le interviste e le varie dichiarazioni le fanno rilasciare a me che sono la rappresentante RSA della CGIL, mentre responsabile del presidio dove ci troviamo adesso è un’altra collega. Ognuno di noi ha fatto la sua parte con le istituzioni grazie alle conoscenze personali, perciò posso dire che tutti e 49 ci impegniamo allo stesso modo.

Abbiamo anche ricevuto grande solidarietà, ad esempio sono venuti gli RSU della RCR (Royal Crystal Rock, ex CALP, l’azienda più grossa della Val d’elsa), quelli della CITIS (Consorzio Installatori Termo Idraulici Senesi, azienda di Poggibonsi), mentre con i lavoratori della Whirlpool non abbiamo ancora preso contatti poiché non li conosciamo, però auspico di farlo al più presto per unire le nostre lotte anche perché il nostro punto vendita ha in passato venduto prodotti Whirlpool.

Reputo un grosso danno per la Val d’Elsa la chiusura di un punto vendita con una merceologia come la nostra poiché non ne sono presenti altri, i più vicini si trovano a Grosseto e a Firenze, inoltre noi effettuavamo la vendita assistita, servizio che ad. esempio l’IKEA non ha, il cliente veniva seguito dal momento prima della vendita all’assistenza in garanzia, servizio che noi mettevamo a disposizione.

  1. Che ruolo pensate debbano assumere le amministrazioni locali nella fase attuale per la difesa dei posti di lavoro? Limitarsi a passerelle, “funerali” e lamentele sui propri limiti di azione (mani legate), o prendere misure di emergenza, seppure di rottura, come la requisizione dei locali e affidamento ai lavoratori, aperture di linee di credito, fornitura di commesse, ecc.? In sintesi, fare forzature alla cosiddetta legalità o applicare ciò che è legittimo in nome degli interessi dei lavoratori e delle masse popolari?

R. Principalmente noi vorremmo che le istituzioni ci permettessero di capire perché da essere una sola l’azienda che avrebbe dovuto acquisire tutti i punti vendita, alla fine ne sono venute fuori due, posto che mentre la Cosmo S.p.A. ci sembra un’azienda solida l’altra, la Shernon Holding di Malta non ci dà invece sicurezza.

Inoltre vorremmo capire dalle istituzioni come mai la Cosmo S.p.A. ha voluto acquisire i 13 punti vendita più alto vendenti, che alla Mercatone Uno facevano i fatturati più alti, tra cui il nostro che si trovava al quinto posto anche per la collocazione strategica che aveva, il nostro pensiero infatti è che ci sia l’interesse all’ubicazione del nostro punto vendita.

Anche il Mercatone Uno di Misterbianco (CT) è stato acquisito dalla Cosmo S.p.A. che aveva già a pochi metri una rivendita a marchio Globo, dove da 101 dipendenti ne resteranno solamente 16. Per quale motivo aprire un’altra rivendita Globo?

Chiediamo alle istituzioni di capire cosa c’è sotto a tutto questo!!!

  1. Vuoi fare un appello alle istituzioni, sindacati, organizzazioni operaie e popolari a sostegno della vostra lotta?

R. Si, chiediamo solidarietà, che abbiamo avuto per altro anche dalle maestre d’asilo di mio figlio, e chiediamo ai più di venire a firmare la nostra petizione per il mantenimento dell’attività di vendita mobile G.D.O. Ex Mercatone Uno Colle Val d’Elsa (SI).

Chiediamo di unirci alle lotte degli altri lavoratori affinché venga garantito il diritto ad un lavoro utile e dignitoso come prevede la Costituzione. La maggior parte di noi ha una famiglia, dei figli, mutui da pagare, perdendo il nostro lavoro non sappiamo più come andare avanti, non ci sembra di chiedere il mondo!

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