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Il giorno 10 giugno, a Massa, c’è stato il primo turno delle amministrative. A Massa il risultato ha determinato l’affermazione di due liste che andranno al ballottaggio domenica 24: quella del sindaco uscente Alessandro Volpi (33,94% dei voti) e quella di Francesco Persiani (28,18% dei voti). Entrambe le liste e i suoi candidati sono espressione della politica delle Larghe Intese.

La sezione di Massa del Partito dei CARC per il primo turno aveva dato l’indicazione di voto per M5S, Potere al Popolo e PC  in quanto liste che si opponevano proprio a questa politica (vedi: http://www.carc.it/2018/06/03/le-indicazioni-di-voto-del-partito-dei-carc-per-le-amministrative-del-10-giugno-a-massa-pisa-e-siena/).

Per quanto riguarda il M5S, che solo pochi mesi fa si è affermato come principale forza politica del paese, pur aumentando i voti rispetto alle amministrative del 2013 (da 4590 a 5297) è rimasto tagliato fuori dal ballottaggio. Perché quindi a Massa (come nella maggioranza dei Comuni interessati da questa tornata elettorale) non è riuscito a prendere la testa dell’Amministrazione?

Per il M5S (così come per Potere al popolo e il PC) vale il principio per cui è possibile affermarsi come forza politica per amministrare il territorio solo se si lega concretamente ai lavoratori organizzati, e non, che difendono i posti di lavoro (per la riapertura delle aziende come nel caso della Rational in cui lavoratori e disoccupati si stanno costituendo in cooperativa per riavviare la produzione, o contro i licenziamenti portati avanti dalle aziende e dalle multinazionali che hanno preso il Comune di Massa per una terra di conquista da spremere e poi buttare come sta facendo il BHGE-Nuovo Pignone), e ai comitati popolari che lottano contro lo smantellamento dei servizi pubblici e contro la devastazione del territorio.

Alcune forze politiche potrebbero obiettare: “Ma noi ci siamo sempre stati, abbiamo sempre partecipato”. Questo è vero, ma non basta se non si mettono al servizio della classe operaia e della restante parte delle masse popolari tutti (davvero tutti!) gli strumenti concreti di cui si dispone, se non ci si fa carico fino in fondo dei reali problemi che attanagliano il territorio e non ci si butta a capofitto per contribuire davvero a risolverli. Promesse e dichiarazioni d’intenti nel nostro territorio (come anche altrove) le masse popolari ne hanno sentite fin troppe (da ogni parte), serve andare oltre.

Detto questo, intervenire nella campagna elettorale del teatrino della politica borghese non significa, e non deve significare!, alimentare la delega, alimentare la convinzione che con una croce su un foglio di carta si possano risolvere i gravi problemi che attanagliano le masse popolari del nostro Paese e in particolare di un territorio disastrato come il nostro. Gli operai e il resto dei lavoratori, gli studenti, i disoccupati possono risolvere i propri problemi prima di tutto organizzandosi ed elaborando in prima persona  (quindi senza delegare nessuno) i passi necessari per difendere i posti di lavoro e crearne di nuovi, per riaprire le aziende chiuse dai capitalisti in cerca solo di profitto, per porre fine alla devastazione del territorio e alla minaccia costante per la salute pubblica, per riconquistare i servizi di pubblica utilità (dalla salute all’istruzione, ecc.).

E’ solo e soltanto in questo modo che nasce la forza necessaria a dare la giusta spinta alle Istituzioni borghesi, e in particolare ai soggetti più onesti e ben disposti, per ratificare le soluzioni che le masse popolari stesse hanno individuato per risolvere i propri problemi.

E’ quindi sulla base di questo che per noi votare non significa “tifare” per uno o l’altro candidato. Ma, significa, scegliere il terreno su cui portare la lotta delle masse popolari organizzate, significa scegliersi e crearsi il contesto più favorevole allo sviluppo della lotta di classe in corso.

Per questo diamo un’indicazione di voto anche per il ballottaggio di domenica 24 giugno.

La sezione di Massa del Partito dei CARC dà l’indicazione di voto per la Lista Volpi sindaco. L’area politica del sindaco uscente Volpi è sicuramente più influenzabile dall’iniziativa delle masse popolari organizzate e dalla classe operaia. Ad esempio, nell’ambito della battaglia Rational, Volpi è stato costretto a metterci la faccia e a partecipare alle varie iniziative messe in campo dagli operai, fino anche all’occupazione simbolica del piazzale avvenuta il 1° maggio di quest’anno. A dire il vero, ad oggi, quello di Volpi è stato un sostegno più che altro a parole, ma la vicenda Rational ha anche dimostrato che il suo schieramento non può ignorare palesemente la mobilitazione operaia e altri tipi di mobilitazioni in corso.

Nel caso di Persiani i presupposti sono già completamente diversi. Persiani si è accreditato come punto riferimento della parte più spregiudicata della destra borghese. Basti pensare che nella sua professione di avvocato si è occupato della difesa di un imprenditore come Stefano Di Ronza, in passato arrestato per i suoi presunti legami con la camorra e protagonista della speculazione che ha interessato l’ex area Montecatini a Carrara; basti pensare che ha raccolto il sostegno (anche se informale, come vuole la prassi del teatrino della politica borghese!) di Sergio Menchini, protagonista attivo nella speculazione che ha determinato il fallimento della Rational e il licenziamento di 24 lavoratori.

Concludendo: in caso di vittoria o dell’uno o dell’altro la lotta continua. Continuerà il lavoro di coordinamento che gli operai più avanzati delle aziende del territorio stanno portando avanti da mesi, continuerà la lotta che i  lavoratori ex Rational, ex Eaton e disoccupati stanno conducendo da più di un anno per il lavoro, continuerà la lotta per il riconoscimento degli spazi socialmente utili, continuerà la lotta per la salvaguardia dei servizi pubblici (sanità, istruzione ecc.), continuerà la lotta per fare di Massa un’amministrazione espressione delle organizzazioni operaie e popolari, che garantisca ogni loro necessità, ogni loro diritto!

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