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Trasmettiamo il volantino che diffonderemo in ogni azienda e luogo di lavoro in cui le nostre forze riescono ad arrivare per promuovere l’assemblea nazionale indetta dagli operai FCA per il 23 giugno, ed invitiamo quanti sono intenzionati a sostenere la lotta degli operai FCA a diffonderne l’appello tra i propri colleghi, conoscenti, compagni.

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NON SONO I MARCHIONNE-AGNELLI-ELKANN A ESSERE FORTI!

SONO GLI OPERAI CHE DEVONO ORGANIZZARSI, COORDINARSI E DARSI UN PIANO D’AZIONE PER FAR VALERE LA LORO FORZA!

L’organizzazione degli operai ex FIAT stabilimento per stabilimento, il coordinamento nel Movimento Operai Autorganizzati, le mobilitazioni del 23 marzo e del 1° giugno sono la strada su cui avanzare per combattere i licenzia-menti politici dei 5 operai di Pomigliano e i reparti confino, la liquidazione di quello che resta delle aziende ex FIAT, lo sfruttamento all’osso degli operai degli stabilimenti che i Marchionne-Agnelli-Elkann tengono in funzione.

Non è una questione di “modelli di auto competitivi”. Le singole aziende sono in crisi perché l’intera società è in crisi, quindi dobbiamo cambiare la società: bisogna che le aziende producano non profitti, ma beni e servizi che servono per vivere.

Non è una vertenza sindacale. È una battaglia della guerra che oppone gli operai e il resto delle masse popolari del nostro paese ai padroni, alle loro autorità e alla loro comunità internazionale: la guerra con cui gli operai organizzati metteranno fine alla crisi del capitalismo guidando le masse popolari a farla finita con il sistema che genera la crisi e a prendere in mano la gestione della produzione e della società.

Un conto è resistere e difendersi per non perdere tutto, un’altra cosa è difendersi e contrattacare per prendere tutto!

Gli operai degli stabilimenti ex FIAT e indotto hanno un ruolo importante in questa guerra. Anche se indeboliti dal declino del movimento comunista, conseguente all’esaurimento della prima ondata della rivoluzione proletaria e dall’opera di corrosione dei revisionisti alla Togliatti e della sinistra borghese alla Bertinotti, hanno una lunga tradizione di lotta e di organizzazione: dal Biennio rosso all’inizio del secolo scorso alla resistenza di Pomigliano nel 2010, passando per la Resistenza antifascista nel 1945 e le lotte degli anni 60 e 70. Sono più di 30.000 operai già in qualche modo collegati tra loro, nonostante la “operazione spezzatino” fatta dagli Agnelli-Elkann.

Sono contrapposti ai Marchionne-Agnelli-Elkann, la fazio-ne che si è messa alla testa dell’attacco di tutto il padronato alle conquiste e ai diritti che i lavoratori avevano strappato quanto il movimento comunista era forte. È interesse di tutti i lavoratori farla finita con il sistema Marchionne!

Gli operai degli stabilimenti ex FIAT possono e devono mettersi alla testa della riscossa di tutti i lavoratori, solo così salvano anche se stessi!

Marchionne ha un piano per far fuori gli operai combattivi e i sindacati non succubi e per smantellare le aziende. Gli operai non hanno ancora un piano per estromettere Marchionne e far funzionare le aziende senza di lui: devono quindi dotarsi di un piano e organizzarsi per farsi valere!

  • Organizzarsi in ogni stabilimento indipendentemente dal sindacato di appartenenza e coordinarsi su scala nazionale.
  • Sviluppare il legame con il resto dei lavoratori e del movi-mento popolare.
  • Creare intorno a ogni stabilimento ex FIAT un fronte di forze solidali con gli operai e la loro lotta contro il sistema Marchionne.
  • Usare tutti gli appigli offerti dalla situazione determinata dal voto contro le Larghe Intese del 4 marzo e dalla costitu-zione del governo M5S-Lega.

Scarica qui il volantino e diffondilo tra i tuoi contatti!

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Assemblea Nazionale Operaia sabato 23 giugno a Pomigliano-Napoli ore 10.00 – Sala Consigliare

Alla FCA di Pomigliano parte l’ennesimo piano di ristrutturazione e l’azienda chiede la cassa integrazio-ne per tutti i 4600 dipendenti. In concomitanza viene pubblicata la sentenza della Corte di Cassazione che conferma il licenziamento di cinque operai di Pomigliano: Mimmo Mignano, Marco Cusano, Antonio Montella, Massimo Napolitano, Roberto Fabbricatore. Il messaggio è chiaro ed è rivolto a tutti gli operai: chi si ribella ai piani aziendali è fuori. Tutto quello che ostacola gli “affari” dei padroni deve essere rimosso.

Nella crisi le classi possidenti per salvare i loro privi-legi stanno massacrando noi. Ritmi di lavoro impossibili, salari sempre più bassi, zero diritti, licenziamenti. Per tenerci sotto, utilizzano tutto quello che possono: organizzazioni sindacali che invece di rappresentare noi sono apertamente filo aziendali, il ricatto dei licenziamenti, la divisione tra chi lavora a salario pieno e chi è in cassa integrazione, tra chi ha una tessera sindacale e chi un’altra.

Divisi non facciamo paura, uniti siamo una forza tremenda.

Abbiamo due possibilità come operai: andare sempre di più in rovina o organizzarci e reagire.

Sabato 23 giugno cominciamo a discutere su cosa fare per difenderci.

Partecipano operai di diversi stabilimenti e indipendentemente dall’appartenenza sindacale.

I 5 operai licenziati FCA di Pomigliano invitano tutti alla massima partecipazione.

Operai Autorganizzati FCA

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