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Martedì 5 giugno presso la Villa Comunale di Quarto si è tenuta un’assemblea pubblica di comitati, associazioni, organismi, collettivi di Quarto e più in generale della città di Napoli. Il nome dato all’iniziativa era eloquente: “Basta delegare, decidiamo noi”. A promuoverlo sono stati la sezione di Quarto del Partito dei CARC, il Comitato Acqua e Territorio di Quarto, il Comitato Popolare 219 di Quarto, l’Associazione Ashiwa Flegrea, il Centro Culturale Estella di Quarto, il Comitato Vele di Scampia, il Comitato Disoccupati del Cantiere 167 di Scampia, Comitato dell’Ospedale San Gennaro e il Movimento Meridionale per il Lavoro (MML).

L’assemblea è stata un elemento di grande qualità nella campagna elettorale quartese per aver avuto il merito di riportare al centro della discussione il tema del coordinamento da costruire tra le organizzazioni operaie e popolari che vogliono prendere in mano il proprio futuro e non delegare più ai padroni, ai politicanti e alle istituzioni.

Tanti e ricchi gli interventi a partire dall’introduzione di Laura Baiano, coordinatrice della sezione del Partito dei CARC di Quarto, in cui ha affermato: “non vogliamo i soliti governi e amministrazioni con cui i padroni distruggono il nostro paese e i nostri territori da anni, siamo stanchi delle solite logiche di sfruttamento dei territori e di sciacallaggio su comuni e comunità locali. La campagna elettorale in cui oggi ci troviamo crea una situazione per cui le Amministrazioni Locali si trovano davanti a un bivio: mobilitare le masse popolari solo per vincere le elezioni e per rafforzare le istituzioni costituite, oppure utilizzare tutte le risorse e i mezzi di cui le istituzioni dispongono per mobilitare le masse popolari, favorire la loro organizzazione e la loro azione da nuove autorità pubbliche?”

Emanuele Marigliano e Carlo Fiorentino hanno raccontato delle esperienze degli scioperi al contrario che stanno sviluppando rispettivamente a Scampia e nel Rione Sanità, esperienze che mostrano che il lavoro c’è e che sta alle masse popolari che organizzano la capacità di prenderselo e imporlo.

Omero Benfenati del Comitato Vele ha raccontato la storia della battaglia per il diritto alla casa sviluppata nel suo quartiere. Tale racconto ha mostrato bene il tipo di rapporto che i comitati popolari devono tenere con le amministrazioni: rovesciare il rapporto tra eletti ed elettori, sono le amministrazioni che devono mettersi al servizio delle masse popolari, non il contrario. Chi continua a gestire in questo modo le amministrazioni locali è destinato anche ad essere inefficace, perché creare posti di lavoro, impedire la chiusura e la delocalizzazione di aziende, garantire i servizi primari, rompere il cappio economico che grava sulle masse popolari è possibile solo se le Amministrazioni si appoggiano e sviluppano il protagonismo, la moltiplicazione e il coordinamento delle organizzazioni operaie e popolari, sono loro l’ossatura portante della nuova governabilità. Ha concluso Benfenati: “noi sappiamo che l’unico cambiamento possibile per il paese possono costruirlo solo le organizzazioni popolari con la loro forza e organizzazione. Siamo noi il futuro del paese!”

Per questo alcuni comitati popolari della città stanno promuovendo quest’assemblea per mettere al centro il protagonismo Antonio Decaro, PCI (Alboresi) e candidato della lista Davide Secone sindaco, ha dato merito alla dscussione che è stata promossa dai comitati popolari di Napoli e dalle organizzazioni sane del territorio. Ha raccontato di come da anni si lotti sul territorio di Quarto per difendere i territorio. Queste lotte e le proposte che vengono dal basso sono la soluzione per riuscire a cambiare lo stato di cose presenti. Ha infine raccontato dell’avvio di un’esperienza di lotta all’interno del Rione 219 di Quarto, dove gli abitanti si stanno organizzando per imporre l’abbattimento dei vecchi appartamenti (che dovevano essere transitori dagli anni ’80) e l’assegnazione di alloggi nuovi e dignitosi.

Gennaro Laudicino, del Comitato Acqua e Territorio e candidato della lista Costruiamo un’altra città, ha sottolineato come il nuovo mondo che stiamo costruendo non nasca dai palazzi ma dalla lotta per la difesa del diritto alla casa, dalla lotta per un lavoro utile e dignitoso, dalla lotta per l’acqua pubblica e i beni comuni, dalla lotta contro la privatizzazione del sistema scolastico, dalla lotta per l’apertura di spazi di aggregazione. Il nuovo mondo possibile nasce dall’azione collettiva, dalla sinergia e il coordinamento che queste realtà sapranno costruire dal basso. Solo uniti si vince e l’assemblea del 5 giugno ha rappresentato un passo importante in quella direzione.

Vincenzo Ezio Lucchese, lavoratore ANM, sindacalista USB e candidato della lista Costruiamo un’altra città, ha raccontato delle vicende che affliggono ANM e le alte società partecipate. Ha mostrato cosa dovrebbe un’amministrazione che realmente vuole sostenere i lavoratori delle aziende partecipate e garantire i servizi: rompere con le imposizioni dei governi centrali. Ha mostrato come anche le politiche sulla viabilità seguano criteri classisti e di oppressione per le masse popolari in particolare contro i quartieri periferici della città. Ha concluso il suo intervento auspicando una nuova stagione di unità delle lotte su tutti i territori della città e del paese, sottolineando che quell’assemblea ha rappresentato un passo importante in quella direzione.

L’assemblea è stata un grande confronto di esperienze con tutti i comitati, le associazioni, gli organismi, che lottano sul territorio per le più svariate tematiche per mettere al centro la costruzione di un unico fronte di lotta per costruire una nuova governabilità dal basso. Prime linee di sviluppo indicate al termine dell’assemblea sono state: sostenere con forza l’importanza della mobilitazione indetta per il 16 giugno da USB sotto palazzo Montecitorio e aderire all’assemblea “Contro il colpo di Stato, per un Governo di Salute Pubblica, per un Comitato di Salvezza Nazionale” che si terrà in quello stesso giorno a Roma (in orari diversi).

Alleghiamo, inoltre, il comunicato di indicazioni di voto per le amministrative al Comune di Quarto diffuso dalla sezione di Quarto del Partito dei CARC. Buona lettura.

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Costruiamo un Fronte unico contro le Larghe Intese!

Indicazioni di voto della sezione di Quarto del Partito dei CARC per le elezioni amministrative

Questi ultimi mesi sono stati di grande fermento per il nostro paese, prima per le elezioni politiche del 4 marzo, poi per la formazione del nuovo governo e per le elezioni amministrative in centinaia di comuni in tutta Italia. La situazione generale in cui si trova il nostro paese oggi vede una grande ingovernabilità e debolezza dei poteri forti, i quali non sono riusciti a imporre l’ennesimo governo delle Larghe Intese, dopo infinite manovre durate mesi e nonostante il tentato golpe bianco di Mattarella, sono stati costretti a ingoiare un governo formato da forze politiche che hanno raccolto la maggioranza elettorale per le posizioni espresse di rottura con i poteri forti.

Il governo costituito (M5S-Lega) è un governo molto precario sia per la sua natura, sia per le sue caratteristiche e per i motivi che hanno portato alla costruzione, sia perché è sotto assedio dei poteri forti per il suo ruolo nella lotta fra interessi UE, Nato, BCE, FMI.

Al netto dei piagnistei della sinistra borghese sul governo più a destra della storia della Repubblica e sul moderno fascismo al potere, il contenuto della sua opera, il suo ruolo dipenderà da un unico fattore: da quanto farà ricorso ad una vasta mobilitazione dei lavoratori e delle masse popolari per bloccare la chiusura o la delocalizzazione di aziende, per la cancellazione della riforma Fornero, per l’attuazione di misure per la riduzione delle speculazioni finanziare sul debito pubblico.

Il futuro del paese non dipende dalla volontà individuale di Mattarella, Di Maio, Salvini e qualunque altro ministro del nuovo governo, il futuro del paese dipende da quanto le masse popolari faranno valere i propri interessi; da quanto riusciranno a mobilitarsi affinché il governo attui le parti più progressiste del Contratto di governo (abolizione della legge Fornero, abolizione di pensioni d’oro, vitalizi, stipendi doro per i funzionari di stato, introduzione del reddito di cittadinanza, blocco del TAV); a impedire l’approvazione e l’attuazione delle parti più reazionarie del Contratto di governo (Flat tax, politiche razziste e discriminatorie, sgomberi indiscriminati degli occupanti per necessità e assenza di un piano di emergenza per la casa); da quanto si mobiliteranno per imporre al governo le misure urgenti, sia quelle che erano nei programmi elettorali di entrambe le forze che compongono il governo (in particolare abolizione del Jobs Act, salvataggio di ILVA e Alitalia), sia quelle che non erano nei programmi elettorali, ma sono necessarie a fare fronte alle emergenze nazionali (piano per l’assegnazione di case, sicurezza sul lavoro, freno alla disoccupazione). Questa è la mobilitazione per imporre ai poteri forti del nostro paese gli interessi dei lavoratori e delle masse popolari!

In questo contesto si svolgono le elezioni amministrative nel Comunale di Quarto.

Anche in questa campagna elettorale si è consumata una lotta tra bande dei poteri forti del territorio (Chiesa, Camorra e capitalisti locali) scatenata per i soliti traffici, affari e speculazioni, portate avanti dai centri di potere e dai garanti delle Larghe Intese. Dietro le dichiarazioni di vari candidati, l’eliminazione a sorpresa della lista di centro-destra di Giarrusso e le tante promesse elettorali da sempre tradite, i veri interessi dei poteri forti sono quelli di mettere le mani sul PUC (Piano Urbanistico Comunale) e di proseguire l’attacco alle conquiste e ai diritti delle masse popolari.

Il programma comune delle Larghe Intese, come a livello nazionale, nel territorio di Quarto consiste nei continui tentativi di privatizzazione dell’acqua pubblica, di smantellamento dell’unico servizio sanitario pubblico sul territorio (Asl), del malfunzionamento del trasporto pubblico urbano anche a fronte delle enormi ruberie a scapito degli autoferrotranvieri e degli utenti, di silenzio colpevole e in molti casi di complicità (volta alla speculazione) delle condizioni di vita senza dignità degli immigrati ospitati nel CAS di via Seitolla (su cui nessun candidato ha speso una sola parola!).

Tutte le liste che si sono presentate alle elezioni hanno, inoltre, sostenuto che il comune di Quarto è fortemente indebitato, per cui le risorse sono estremamente esigue per fornire servizi anche elementari. L’indebitamento e la scarsa capacità di spese è una situazione molto diffusa tra i comuni di tutto il paese. Ma il debito pubblico è un falso problema! Non è vero che i fondi non ci sono, i soldi vengono spesi per pagare i debiti con le banche e con il governo centrale, per proseguire nei tanti sprechi della mala politica e per favorire gli affari di chi fa un uso privatistico e clientelare delle istituzioni. Chi afferma che i soldi non ci sono nasconde il fatto che il vero problema è la natura stessa del sistema capitalista che sottomette ai profitti di pochi ogni cosa, compreso lo Stato e le istituzioni tutte.

L’unica misura utile e concreta per fare i reali interessi della maggioranza è rompere con il patto di stabilità e tutte le leggi che ostacolano l’applicazione delle parti progressiste della Costituzione! Tutte le belle parole dette in campagna elettorale e i più bei programmi elettorali resteranno carta straccia se non si rompe fino in fondo con i poteri forti e con le leggi ingiuste!

Senza questa misura il PUC finirà per avvantaggiare i soliti noti (camorristi e imprenditori) e non il territorio, non chi è disoccupato e lavora a nero. Il comune di Quarto ha un tasso di disoccupazione giovanile che supera il 50% eppure il lavoro da fare per rimettere in sesto strade, scuole, case è tantissimo! I fondi pubblici devono servire per rimettere in piedi il paese dando un lavoro utile e dignitoso ai giovani e adulti del territorio; per costruire nuovi spazi di aggregazione e organizzazione per le tante associazioni e organizzazioni popolari del territorio che non hanno spazi dove incontrarsi e organizzarsi; per costruire abitazioni dignitose per gli abitanti del Rione 219 da oltre trent’anni in attesa delle assegnazioni abitative; per fornire un trasporto pubblico efficiente e che rispetti i diritti e la dignità dei lavoratori e degli utenti; per garantire la natura pubblica dei servizi, in particolare di beni comuni come l’acqua.

Chiunque promette di rompere il patto di stabilità senza la mobilitazione delle masse popolari è un ingenuo o un imbroglione! Nessuna promessa potrà mai essere rispettata se non si alimenta la mobilitazione delle masse popolari per imporre al governo centrale le misure necessarie per gli interessi della maggioranza. Sono le masse che scrivono la storia e solo la loro mobilitazione può rompere efficacemente i diktat imposti dai governi centrali e il ricatto del debito che pende sulla testa delle amministrazioni locali.

Il disinteresse generale, la mancata presa di posizione dei candidati a sindaco rispetto a quanto avvenuto nelle ultime settimane a livello nazionale, mostra un basso livello di comprensione (o più semplicemente una buona dose di opportunismo) dello stretto legame tra quanto accade nel paese e quanto succede a Quarto. Nei ragionamenti dei candidati sindaco, senza eccezioni di alcuno, non solo non è stata presa posizione contro il golpe bianco di Mattarella ma cosa più grave si è lasciato credere (e forse qualcuno si illude) che Quarto possa salvarsi da sola dal baratro della crisi generale economica, sociale, politica, ambientale. Non è sufficiente nemmeno ragionare in termini di Città di Metropolitana di Napoli o di Sud, che restano ciò che sono: trovate da propaganda elettorale. De Magistris stesso non fornisce un esempio positivo in questo senso, sebbene hanno compiuto azioni di rottura e sia a livello nazionale capofila degli amministratori contro i governi centrali delle Larghe Intese, perché ancora ricorre principalmente alla mobilitazione popolare solo per rafforzare la sua posizione ai tavoli delle trattive. Se De Magistris portasse fino in fondo quanto afferma, se mettesse fino in fondo i suoi poteri e la sua autorevolezza al servizio dei tanti organismi popolari e operai che lottano contro ingiustizie e poteri forti, potrebbe violare tutte le leggi che lo ostacolano, non pagare le banche e il governo centrale, evitare teatrini screditanti con Mattarella, darebbe una spinta molto significativa alla costruzione di un Fronte Anti Larghe Intese per dare al paese intero un governo di segno popolare!

Questo è ciò su cui bisogna riflettere per dar seguito ai programmi elettorali che le liste in rottura contro le Larghe Intese si sono date!

A Quarto abbiamo importanti esempi che mostrano come la mobilitazione delle masse popolari sia l’elemento decisivo per costruire un nuovo modo di governare dal basso i territori: la riqualificazione da parte del Quartograd del campo comunale attraverso l’autorganizzazione e l’imposizione della sua natura pubblica alla ex amministrazione; la lotta per la conquista e la riqualificazione di una Casa del Popolo sul territorio da parte dei giovani della Consulta dei Giovani; l’imposizione da parte degli studenti dell’ISIS del servizio di trasporto per i diversamente abili che veniva negato; le mobilitazioni contro la costruzione della discarica del Castagnaro.

Tutti gli organismi popolari, le associazioni e i comitati presenti sul territorio di Quarto oggi per compiere un salto di qualità per far fronte agli effetti più gravi della crisi devono coordinarsi tra loro, legarsi ad altre esperienze di lotta e autoorganizzazione della città di Napoli e del resto del paese e alimentare la costruzione di un Fronte unico contro le Larghe Intese.

Sono questi i passi necessari per impedire ed evitare che gli organismi popolari, le associazioni e i comitati finiscano per fare solo da bacino di voti e da massa di manovra per notabili locali (anche i più progressisti e democratici tra questi). Sono gli eletti che devono mettersi al servizio delle organizzazioni operaie e popolari e non viceversa!

Nell’ambito delle Larghe Intese abbiamo assistito all’esclusione delle liste a sostegno della candidatura di Giarrusso a sindaco di Quarto. Tale esclusione è certamente frutto della lotta per bande tra i poteri forti del territorio. La principale tra le liste delle Larghe Intese ancora in corsa è quella a sostegno della candidatura di Antonio Sabino, esponente del PD locale che ha raccolto anche parte del centro destra e probabilmente buona parte dei pacchetti di voti di Giarrusso.

Le Liste contro le Larghe Intese sono Coraggio Quarto con Rosa Capuozzo sindaco, MeetUp3.0 con Concetta Aprile Sindaco e Costruiamo un’altra città con Davide Secone sindaco.

Tra queste è evidente come il sindaco uscente Rosa Capuozzo non abbia compreso a fondo il bilancio della sua esperienza amministrativa, in particolare rispetto alla necessità di legarsi alla mobilitazione delle masse popolari per rompere con il governo centrale e non farsi risucchiare, come successo, dal teatrino della politica.

Concetta Aprile in questa campagna elettorale ha espresso più degli altri una linea arretrata: non solo si è detta per la privatizzazione dell’acqua ma a suo avviso quello che i cittadini vogliono è delegare alle istituzioni e ai buoni amministratori la risoluzione dei problemi esattamente il contrario di quanto occorre oggi!

Le liste a sostegno di Davide Secone sono composte da due anime: una parte è quella storicamente legata al movimento comunista, ai principi del protagonismo delle masse popolari, che ha fatto dell’autorganizzazione e della lotta per la difesa e la conquista dei diritti il centro della propria pratica negli ultimi anni; un’altra parte invece è storicamente legata ai poteri forti, alle Larghe Intese e ai centri di potere del territorio.

La sezione di Quarto del Partito dei CARC da indicazione di voto per Davide Secone sindaco.

Diamo indicazione di voto consapevoli della natura contraddittoria di questa lista, delle due anime che la compongono e dello scontro tra queste che certamente si consumerà all’interno di un’eventuale amministrazione comunale di questa formazione. La direzione che questa amministrazione prenderà dipenderà dalla mobilitazione delle masse popolari e da quanto la sinistra al suo interno saprà legarsi ad esse per tagliare la strada al vecchio modo di concepire la politica, il rapporto tra eletti ed elettori e tra amministratori e cittadini. Esempi positivi che hanno fatto la differenza in questa campagna elettorale sono stati: l’iniziativa all’INPS per il reddito di cittadinanza, la promozione dell’incontro alla 219 di Quarto con il Comitato Vele di Scampia per favorire la nascita di un comitato popolare, l’appello a tutti i candidati fatto dalla Consulta per la difesa degli spazi di aggregazione.

Diamo indicazione di voto con la consapevolezza che non sono gli individui a fare la storia, non sono certamente i “buoni amministratori” a cambiare le sorti delle città o del paese. Le dimostrazioni di ciò sono tante, basta pensare alle esperienze amministrative di Ciraci e Capuozzo a Quarto e De Magistris a Napoli, che non hanno risolto i problemi delle proprie città, limitandosi nel migliore dei casi a mobilitare le masse popolari come massa di manovra.

Il prossimo sindaco, se veramente vuole fare gli interessi della maggioranza dovrà rompere con le leggi scritte e non scritte contro le masse popolari. Dovrà legarsi senza riserve alla mobilitazione delle masse popolari, mettendo a disposizione di queste strumenti, mezzi, conoscenze, capacità tecniche e ruolo sociale acquisito per favorirne il protagonismo, l’organizzazione e il coordinamento, affinché le organizzazioni popolari e l’autorganizzazione siano strumento di emancipazione e riscossa delle masse popolari e non un tappabuchi delle inefficienze dell’amministrazione.

Diamo inoltre indicazione di voto per i seguenti candidati a consiglieri comunali:

  • Gennaro Laudicino candidato con la lista Costruiamo un’altra città, attivista del Comitato Acqua e Territorio che da anni lotta sul territorio contro la privatizzazione dell’acqua e che in questa campagna elettorale più di tutti ha sostenuto l’importanza e la necessità di organizzarsi e coordinarsi dal basso per decidere le sorti del territorio, facendosi anche promotore di momenti di dibattito pubblico.
  • Giuseppina Rollin (detta Giusy) candidata con la lista Costruiamo un’altra città, animatrice della Consulta dei giovani che in campagna elettorale è stata protagonista della mobilitazione contro la disoccupazione giovanile per l’attuazione della misura del Reddito di Cittadinanza promessa nella campagna elettorale nazionale dal M5S, un esempio positivo di quanto è necessario ora e nelle prossime settimane fare per incalzare il governo neo-composto.
  • Giuseppe Barrucci candidato con la lista Davide Secone Sindaco che in campagna elettorale è stato tra i più attivi sostenitori della costruzione del Comitato Popolare degli abitanti del Rione 219, anche promuovendo un incontro tra i cittadini del Rione e il Comitato Vele di Scampia nell’ottica del coordinamento e della moltiplicazione delle organizzazioni popolari.
  • Vincenzo Lucchese (detto Ezio) con la lista Davide Secone Sindaco, lavoratore ANM e sindacalista di USB nell’ottica della costruzione di un maggior legame tra le realtà di Quarto e quelle del resto dell’area metropolitana che si stanno battendo per il trasporto pubblico, per rafforzare anche a Quarto la partecipazione alla manifestazione nazionale contro il golpe bianco di Mattarella e le Larghe Intese indetta da USB sotto Montecitorio per il prossimo 16 giugno.

Oggi 5 giugno presso la Villa Comunale di Quarto, a partire dalle ore 18,30, promuoveremo assieme al Centro Culturale Estella, al Comitato Acqua e Territorio, al Comitato 219, al Comitato Vele di Scampia, al Comitato San Gennaro del quartiere Sanità di Napoli, all’Associazione Ashiwa un’assemblea pubblica sull’autorganizzazione e coordinamento necessario tra le realtà di base del territorio, dell’area metropolitana e del paese quale unica concreta strada per non pagare gli effetti della crisi e costruire un’alternativa qui ed ora.

Ci auguriamo che questo sia un primo importante passo per valorizzare la ricchezza di organizzazione popolare del nostro territorio, penalizzata ancora da scarso coordinamento e da tendenze settarie. Oggi occorre mettere con maggior forza al centro gli interessi della classe cui apparteniamo che sono superiori a qualsiasi rapporto personale o personalismo, noi continueremo a lavorare per la costruzione del fronte di forze contro le Larghe Intese e più in generale contro i veri nemici di classe, imparando anche dagli errori.

La strada per fare dell’Italia un nuovo paese socialista, e così uscire definitivamente dalla II crisi generale del sistema capitalista, ha bisogno del rafforzamento del movimento comunista. La costruzione di organismi operai e popolari, il loro agire da Nuove Autorità Pubbliche, il loro coordinamento può portare alla costituzione di Amministrazioni Locali di Emergenza, dipende da noi tutti. È attraverso questa esperienza pratica che le masse popolari impareranno a fare a meno dei padroni e delle loro istituzioni.

La sezione del Partito dei CARC di Quarto

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