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Pontedera (PI). Il 19 maggio si è svolta la Festa Operaia organizzata dagli operai della Piaggio. È un appuntamento ormai consueto (da 6 anni) fatto di momenti di discussione e confronto sulla situazione nelle aziende del paese, ma anche di convivialità con il cenone a cui partecipano parenti, amici e tanti pensionati della fabbrica: coloro che hanno veramente a cuore il presente e il futuro dell’azienda, il principale concentramento operaio e centro economico della Valdera.

Al dibattito, oltre ai “padroni di casa” hanno portato il loro contributo gli operai della Fincantieri di Palermo, giunti alla sessantesima settimana di sciopero contro lo spostamento della pausa pranzo a fine turno (Marchionne docet), gli operai della Rational di Massa, quelli della GKN di Firenze e della Ferrari di Modena. Si è parlato non solo delle battaglie portate avanti quotidianamente in fabbrica, ma anche della fase terminale della crisi capitalismo, dell’intossicazione intellettuale di regime, dei tentativi delle dirigenze sindacali di isolare le avanguardie di lotta: un passo in avanti rispetto alle precedenti edizioni, nelle quali ognuno parlava principalmente della propria esperienza o delle diatribe sindacali che continuano a frammentare il campo operaio.

Marco Spezia, ingegnere specializzato in sicurezza sul lavoro e gestore del sito “Know your rights”, ha fatto una disamina precisa delle cause della strage quotidiana sui posti di lavoro, dovuta non alla fatalità, alla mancanza di leggi e normative (in Italia la legislatura in materia è fra le più avanzate del continente) o, come dicono i soggetti particolarmente arretrati, all’imprudenza e al menefreghismo degli operai stessi. Sono lo sfruttamento e la repressione sempre più acuti, gli organi ispettivi continuamente ridimensionati e la sicurezza considerata dai padroni un costo insopportabile (tanto più in questo momento di crisi che esaspera la concorrenza fra di loro) i fattori la cui combinazione genera la conta quotidiana dei morti, le malattie professionali, gli incidenti ferroviari, il crollo delle infrastrutture: è il capitalismo nella fase terminale della sua crisi!

Dagli interventi di molti compagni è emersa la questione della “coscienza” dei lavoratori: è emerso chiaramente che la lotta in fabbrica è la prima scuola pratica in cui si forma la coscienza di classe, in cui si dà e si riceve solidarietà, ci si rende conto della propria forza e di quella del nemico di classe, si tocca con mano la necessità di agire collettivamente.

Alla Festa abbiamo “scoperto” l’esistenza dello spettacolo teatrale del gruppo di cultura operaia “Officina 24”, che si terrà il 2 giugno nella vicina cittadina di Bientina; si intitola “Quando accadrà dunque” ed è liberamente tratto dal diario di Giuseppe Dozzo, operaio alla FIAT negli anni ’50 relegato in un reparto confino. Fra gli attori ci sono anche operai della Piaggio. E’ un fatto importante: in altre occasioni abbiamo sperimentato e toccato con mano la potenza di iniziative culturali (proiezioni di film, letture e presentazioni di libri, in questo caso il teatro) per aggregare e confrontarsi con altri lavoratori, per recuperare la memoria storica del movimento operaio e comunista, per usarla nella lotta contro i padroni e i loro leccapiedi.

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