869 Visite

Alle prossime elezioni amministrative di Brescia, il 10 giugno, il P.CARC voterà e dà indicazione di voto per la lista del Partito Comunista Italiano e per il suo candidato sindaco Lamberto Lombardi.

Abbiamo partecipato alle elezioni senza presentare una nostra lista, né candidandoci in altre liste, ma

– promuovendo la mobilitazione in difesa dei posti di lavoro esistenti, concentrandoci in particolare sul futuro dell’IVECO;

– per favorire il confronto e l’unità nella pratica delle forze di sinistra, contrastando la tendenza alla concorrenza elettorale per costruire un ampio fronte contro le Larghe Intese anche nella città di Brescia;

– per stimolare il dibattito sull’unità dei comunisti.

Una partecipazione alla politica cittadina per forza di cose ancora embrionale, avviata di fatto da poco più di un mese e con ancora forze limitate, che proseguirà avvalendosi anche delle relazioni e dei rapporti avviati o consolidati durante la campagna elettorale.

La crisi politica e istituzionale in atto nel nostro paese (per nulla conclusa con l’installazione del governo Conte), con il tentativo di ribaltare l’esito del voto del 4 marzo con il golpe bianco di Mattarella, è una plateale dimostrazione che per affermare la sovranità popolare e formare un governo che rompa con i poteri forti (il Vaticano, gli imperialisti USA, europei e sionisti, la Confindustria, la BCE, la Mafia e le altre organizzazioni criminali e le massonerie varie) è necessario promuovere l’organizzazione e l’ampia mobilitazione popolare.

Il discorso vale per il governo del paese, a livello nazionale, quanto per il governo delle città, a livello locale.

Gli operai e tutti i lavoratori dipendenti hanno in questo senso e in questa fase un ruolo decisivo, perché quando la classe operaia si mobilita prende facilmente la testa della mobilitazione di tutti i settori delle masse popolari, “detta la linea” e “traccia la strada”. Per questo motivo l’aspetto decisivo è far crescere e rafforzare l’organizzazione della classe operaia.

Per questo motivo ci siamo concentrati nella “nostra” campagna elettorale sulla questione della “morte lenta” dell’Iveco di Brescia, con l’obiettivo di accendere le luci su una questione che da anni è palese, ma che si consuma nel silenzio, come se il futuro di più di 1500 lavoratori, delle loro famiglie e di quelli che operano nell’indotto non riguardasse la politica della città e le sue istituzioni. Abbiamo rimesso al centro la lotta di classe e la base del cambiamento della società: la mobilitazione della classe operaia e delle masse popolari. Così all’Iveco ci siamo presentati a più riprese, 3 volte nel corso del mese di maggio, portando le parole d’ordine dell’organizzazione per fare fronte alla morte lenta dell’azienda e del coordinamento con le altre organizzazioni operaie che nel gruppo FCA/CNH si stanno organizzando, da Melfi a Pomigliano fino a Mirafiori, per contrastare unitariamente il piano di dismissione che Marchionne ha presentato il 1 giugno a Balocco.

In questo lavoro abbiamo trovato il sostegno e la collaborazione dei compagni e delle compagne del PCI: conducendolo insieme abbiamo sviluppato un sano rapporto di dibattito, franco e aperto, iniziato in verità con le iniziative organizzate per le celebrazioni del centenario della Rivoluzione d’Ottobre dei mesi scorsi.

I compagni del PCI hanno dimostrato di avere un genuino interesse a usare a loro volta le elezioni per alimentare la discussione politica e la mobilitazione della parte sana della città e dei lavoratori, chiamando altre forze politiche a confrontarsi sul futuro dell’Iveco attraverso iniziative comuni, come il dibattito che abbiamo costruito insieme per il 4 giugno “Brescia, le elezioni e il futuro dell’Iveco”, anticipato da un volantinaggio congiunto fatto davanti ai cancelli della fabbrica.

Con la nostra indicazione di voto, con il nostro sostegno alla lista del PCI, intendiamo rafforzare il processo in atto, processo che, indipendentemente da chi sarà eletto Sindaco, indica una strada per tutti coloro che vogliono avere un ruolo positivo nella situazione politica attuale.

Rilanciamo da subito la mobilitazione, che per parte nostra deve continuare anche dopo il 10 di giugno e l’eventuale ballottaggio:

chiamiamo fin da ora movimenti, partiti, associazioni, sindacati, la parte progressiste e democratica del prossimo consiglio comunale e della prossima amministrazione a presidiare i cancelli della IVECO il 12 giugno, in occasione della “visita” di Marchionne.

Scrivi

La tua email non sarà pubblicata