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Buongiorno.
Come lavoratrici e lavoratori della Fca di Melfi abbiamo deciso di scrivere una lettera aperta per esprimere il nostro dissenso contro la decisione del presidente della repubblica di provare a imporre un presidente del consiglio voluto dall’alta finanza internazionale.

In poche ore abbiamo raccolto un centinaio di adesioni tra i colleghi dello stabilimento automobilistico lucano , come potrete constatare, e altre ne continuano ad arrivare.

Vi chiediamo di pubblicare sul vostro giornale la lettera, grazie.


QUANDO IL GOVERNO NON FA CIÒ CHE VUOLE IL POPOLO VA CACCIATO VIA ANCHE CON MAZZE E PIETRE. ( Sandro Pertini ) 

Quanto deciso dal Presidente della repubblica è inaccettabile e viola il più elementare principio di democrazia, quello espresso dal popolo al momento del voto.

È gravissimo che il governo italiano venga deciso dalle banche europee, ma è ancor più grave che il Presidente Mattarella accetti i diktat dell’alta finanza come se fosse la cosa più naturale del mondo.

Non stiamo difendendo l’alleanza M5S Lega, stiamo difendendo i valori costituzionali per cui migliaia di italiani persero la vita pur di affermarli.

È inaudito quanto sta avvenendo in queste ore, senza che nessuno faccia nulla, anzi, si cerca di addolcire la pillola in nome dell’unità nazionale messa in discussione proprio dalla figura istituzionale più autorevole.

Che senso ha andare a votare se a fronte della decisione presa da milioni di persone prevale la volontà di pochi ricchissimi e potentissimi personaggi.

Personaggi che va ricordato hanno distrutto lo stato sociale.

Le lavoratrici e i lavoratori della Fca di Melfi esprimono totale disapprovazione per questo che sembra essere un vero e proprio atto autoritario e lesivo per la democrazia.

Nessuno può chiedere al popolo italiano di accettare un Presidente del consiglio imposto dalle banche e non dai cittadini.

Lo spread fa paura agli investitori perché abbiamo accettato di essere schiavi dell’alta finanza, perché si sono barattati i valori e la storia di un popolo con gli interessi economici di quattro banchieri senza scrupoli.


29 Maggio 2018 

Le lavoratrici e i lavoratori della Fca di Melfi

Firme:

Lamorte Antonio 

Fanelli Silvano 

Imbrenda Giuseppina 

De Stradis Domenico 

Genovese Antonio 

Guarino GiampietroDe Stefano Antonio 

Valvano Vito 

Pignatelli Marco

Mastrangelo Costanzo 

Cappiello Claudio 

Giura Domenico 

Pisicoli Francesco 

Maglio Antonio 

Bollino Luigi 

D’Andrea Antonio

Cacosso Giuseppe

Sabato Agostino

Derrico Gino

Miranda Vincenzo

Blasi Fausto

Nella Vincenzo

Camorcia Teresa

Ceccia Pasquale

Basto Michele

Padua Enzo

Carella Franco

Langone Antonio 

Urso Michele 

De Stradis Raffaele 

Di Bernardo Francesco 

Labriola Maria 

Castrovillari Michele 

Pastore Ferdinando 

Gravinese Antonio 

Di Biase Antonio 

Rabino Annunziata 

Carnevale Luigi 

Fossati Giuliano 

D’Urso Giovanni

Di Nanni Principio 

Costantino Antonio 

Russo Donato 

Bochicchio Michele 

Cannone Vincenzo 

Ganci Michele

Scavone Mario 

 Rosica Jean-Luc 

Guglielmi Leonardo

Bonavoglia Donato 

Centola Pancrazio 

Senisi Lorenzo 

Sabia Donato Antonio 

Bonelli Michele 

Lovaglio Pietro 

Vicario Roberto 

Colangelo Nicola 

Possidente Donato 

Covella Michele 

Tripaldi Adriano 

Giovine Onofrio 

La Cava Angelo 

Claps Antonio 

Fabiano Gerardo 

Calò Giovanni 

Logrippo Donato

Fusaro Domenico 

Ferentino Francesco 

Polichiso Francesco 

Summa Riccardo 

Nunziato Patrizia 

Carlucci Donato 

Schirò Lucio 

Bernardi Luciano 

Sardone Giuseppe

Radesco Grazia

Lotito Assunta 

Sabato Donato 

Trabace Domenico

Amarena Salvatore

Mancuso Giulio

Basile Donato 

Di Lonardo Pasquale 

Tumolo Michele 

Priore Piera 

Labriola Vincenzo 

Antenucci Fabio 

Di Stasi Antonio 

Angelillo Gerardina

Vurchio Luca 

Guglielmo Pina 

Varallo Carmen 

Cardillicchio Maria 

Padula Giuseppe 

Mezzella Franco 

Di Cosmo Grazia 

Cardone Guendalina 

Ferrara Valerio 

Cardillicchio Antonio 

Amoroso Adele 

Bellini Linda

Becce Luciano 

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