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Il Partito dei CARC parteciperà e chiama a partecipare alla manifestazione organizzata dal Comitato No Camp Darby di Pisa contro la guerra e per la smilitarizzazione del territorio (vedi link: https://www.facebook.com/nocampdarby/posts/1483773611745791).

Da trent’anni a questa parte, la Comunità Internazionale dei gruppi imperialisti europei, americani e sionisti sovverte e colpisce su scala crescente ogni Stato che non si piega alla sua volontà e che non apre le frontiere alle sue scorrerie, ai suoi traffici, ai suoi affari e alle sue sopraffazioni. Tutti i gruppi imperialisti hanno bisogno di fare traffici e affari nei paesi oppressi, di aprire miniere, di installare piantagioni, di “ripulire” la terra dalle popolazioni che ci abitano, di delocalizzarvi aziende, di imporre opere pubbliche e altre operazioni speculative, di vendere armi, di fare investimenti. Non ne possono fare a meno, non potrebbero valorizzare altrimenti il capitale che hanno accumulato, si fanno perfino la guerra tra di loro perché ogni gruppo deve valorizzare il suo capitale. Essi suscitano e armano ribellioni, conducono attività e operazioni sovversive facendo leva in ogni paese (borghese o semifeudale) sui mille buoni motivi di ribellione che in ogni paese ha l’una o l’altra parte delle masse popolari oppresse dalla classe dominante. Ma regolarmente i capi e gli eserciti di queste ribellioni prima o poi si rivoltano contro i gruppi imperialisti che li hanno allevati, tanto è insopportabile alle masse in rivolta l’ordine che i gruppi imperialisti vorrebbero imporre. La crisi generale del capitalismo si trasforma in una guerra sempre più larga e sanguinosa che per ora colpisce soprattutto i paesi oppressi dal sistema imperialista mondiale, in particolare quelli retti da Stati che frappongono ostacoli al saccheggio imperialista delle loro risorse e alla libertà d’azione dei gruppi imperialisti.

La guerra è un parto necessario della crisi generale del capitalismo e non è possibile porre fine alla guerra senza rovesciare il sistema capitalista almeno in alcuni dei maggiori paesi imperialisti, cioè senza un salto della rivoluzione socialista nei paesi imperialisti, senza che almeno uno dei grandi paesi imperialisti rompa le catene della Comunità Internazionale e in questo modo apra la via anche alle masse popolari degli altri paesi.

Combattere per la pace oggi significa principalmente promuovere l’organizzazione delle masse popolari, in primo luogo dei lavoratori delle aziende capitaliste (cioè degli operai) perché in ogni paese imperialista approfittino delle condizioni favorevoli che concretamente esistono in quel paese e instaurino un loro governo d’emergenza. Oggi il modo migliore per avanzare nella rivoluzione socialista, nel nostro Paese, è quello di costruire una rete di organizzazioni operaie e popolari, nelle aziende capitaliste e pubbliche, nelle scuole, università che inizino a fare fronte alle loro esigenze, a trovare le loro soluzioni mettendo in pratica tutto ciò che è legittimo anche se illegale fino a rendere ingovernabile il paese alle autorità costituite e a imporre un governo su scala nazionale. Il Governo di Blocco Popolare che sia espressione delle organizzazioni operaie e popolari e che sia disposto a far valere la forza delle masse popolari organizzate, per rompere con i dicktat e le imposizioni dell’UE e della Comunità Internazionale. Un governo che alimenti la mobilitazione rivoluzionaria delle masse popolari e che sia un’efficace soluzione alla “guerra tra poveri” promossa dalla classe dominante. Solo un governo simile potrà rompere con l’asservimento dell’Italia verso la Comunità Internazionale degli imperialisti USA, UE e sionisti, tagliare le spese militari e attuare nella pratica l’art. 11 della nostra Costituzione. Per avanzare in questa direzione dobbiamo partire dai territori: la città di Pisa è coinvolta nelle prossime elezioni amministrative, per far sì che le richieste di smilitarizzazione, riconversione e bonifica dell’area di Camp Derby abbiano gambe dobbiamo promuovere una nuova governabilità per il territorio pisano approfittando anche del momento elettorale per alimentare la mobilitazione popolare contro la presenza di Camp Derby, la costruzione della nuova linea ferroviaria, l’accesso delle navi nucleari al porto di Livorno e sviluppare la mobilitazione popolare affinché eserciti pressioni sui candidati alle prossime elezioni amministrative, spingerli a prendere sin da subito, dalla campagna elettorale, le misure che servono. I futuri amministratori locali dovranno mettere le risorse e i mezzi al servizio degli interessi delle masse popolari, ma lo faranno tanto più saranno costretti e incalzati dalla mobilitazione e dall’iniziativa dal basso.

Solo costruendo una nuova governabilità, a partire dai territori fino a livello nazionale, potremo attuare le misure necessarie a risollevare il nostro paese e iniziare a rompere la catena della Comunità Internazionale che schiaccia i paesi oppressi con omicidi di massa, distruzioni, destabilizzazione politica e nuove colonizzazioni. Fare la rivoluzione socialista in un paese imperialista è il modo migliore per contribuire alla lotta dei popoli oppressi dall’imperialismo: questa è l’unica efficace forma di lotta contro la guerra e per un mondo in pace.

Federazione Toscana del Partito dei CARC

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